La storia del Castello di Oramala ci affascina tantissimo. Abbiamo chiesto la vostra opinione sul nostro profilo Instagram per sapere se si sarebbero piaciuti approfondimenti sul bel castello di Val di Nizza e ci avete risposto, con entusiasmo, si!

Ecco quindi uno dei due approfondimenti che abbiamo preparato per voi.

Oggi vi parleremo del libro “Viola d’Amore” scritto da Lucia Torti, già autrice della storia “Berlanda alla corte di Oramala. Una storia della Pomella Genovese” di cui vi abbiamo parlato qui “La Pomella Genovese nella fiaba di Lucia Torti“.

Innanzitutto, di cosa parla il suo libro “Viola d’Amore” ambientato ad Oramala?

Il mio libro è un romanzo rivolto ai ragazzi ed è stato pubblicato dall’Editrice La Scuola di Brescia nel 2009. La protagonista si chiama Viola. Viola come uno degli strumenti musicali antichi usati dai trovatori. E’ una tredicenne un po’ annoiata, patita di soap opera, golosa ma perennemente a dieta, sempre scontenta e molto insicura. Ha una “cotta” a distanza per un ragazzo di nome Alex che lei non osa neppure avvicinare perché si sente paffuta e sgraziata.
All’inizio dell’estate, suo malgrado, è costretta a seguire la nonna in montagna, nel paesino di Oramala, dove sorge il celebre castello appartenuto un tempo alla nobile famiglia Malaspina e ora restaurato dai nuovi proprietari.
Lassù inizia l’avventura di Viola. Scopre che a Oramala nel XII secolo si incontravano i trovatori provenzali che scrivevano canzoni d’amore per le marchesine Malaspina e di una di esse, Caracosa di Cantacapra, apprende la bellissima storia.
Viola coglie la solidarietà ma anche i pettegolezzi di un piccolo borgo montano dove tutti si conoscono. Impara a guardare la natura e a farsi consolare da essa. E ben presto, ormai del tutto coinvolta in storie e fatti che si succedono rapidamente, cambia, cresce e vive il suo primo acerbo sentimento d’amore nel contesto, dolce e suggestivo, delle leggende, delle storie, delle canzoni di Oramala, corte d’amore.

Perchè ha scelto proprio di ambientare la sua storia al Castello di Oramala ed intrecciarla alla corte d’amore dei poeti e dei Marchesi Malaspina?

Oramala, col suo castello isolato sulla cima di un monte, le poche case intorno, i boschi e i silenzi, la vista delle colline e, soprattutto, con la sue vicende contraddistinte dalla presenza dei nobili Malaspina e dei trovatori provenzali ospitati a corte, è un luogo di grande fascino, di atmosfere misteriose, capace di meravigliare e di offrire la possibilità di inventare una storia. Perché sono i luoghi che donano le storie a uno scrittore e non viceversa. Così per me il luogo di Oramala.
E, allora, chi far vivere lassù, chi far sognare e agire in un posto dove è stato celebrato “Il fin amor” dai trovatori e la donna è stata esaltata con rispetto, gentilezza, ammirazione, una passione sempre misurata ed elegante dal poeta innamorato? Senza dubbio una ragazza alle prese con i primi moti del cuore, con le insofferenze dell’età, con certi luoghi comuni frequenti nel mondo dei coetanei. Una ragazza un po’ sola, che si vive fisicamente disarmonica rispetto ai modelli proposti della televisione e dalle riviste, desiderosa di amicizia e di affetto. Una ragazza, come ce ne sono tante, abituate a un mondo frettoloso, artefatto, spesso superficiale. A Oramala la protagonista della mia storia scopre che si può vivere una vita “altra” fatta di emozioni riconosciute e accolte, di sentimenti profondi, di rispetto, di amicizia e solidarietà, di lentezza per apprezzare il mondo, di amore per la natura e per la storia. Una vita che si rallegra per tante piccole cose e si nutre di bellezza.
Il fatto poi che il castello sia stato sottratto, in tempi abbastanza recenti, all’incuria del tempo e degli uomini da una valida ristrutturazione ad opera dalla famiglia Panigazzi attuale proprietaria, ha accresciuto il mio interesse e la mia meraviglia.
Gli aspetti che ho tenuto presente nel mio libro sono dedicati a lettori ragazzi come Viola in modo tale che possano identificarsi, riflettere, immaginare, trovare risposte alle domande che ogni crescita comporta.

Per scrivere il libro ha avuto occasione di visitare il Castello e anche di consultare la biblioteca di testi e documenti antichi che si trova nel castello?

Ho visitato il castello e conosciuto il proprietario dr. Luigi Panigazzi prima dell’idea di scrivere il romanzo. Ho potuto leggere anche alcune pubblicazioni ivi conservate. Sono proprio state le visite e gli incontri al castello di Oramala che hanno definito e accresciuto il progetto del mio libro. Non dimenticherò mai la prima visita alla rocca sotto una pioggia torrenziale scandita da tuoni e lampi, la temporanea sospensione dell’elettricità, le candele accese dal dr. Panigazzi per poter salire in sicurezza sulla torre… un’atmosfera che sarebbe piaciuta moltissimo anche a Viola e a tutti i ragazzi. Ecco, le mie emozioni sono in parte diventate anche le sue.

Il suo libro è stato presentato presso il Castello di Oramala, può dirci di più sull’evento?

Il dr. Panigazzi ha voluto valorizzare la presentazione del libro con generosità e ospitalità avvalendosi anche della collaborazione della dott.ssa Sonia Pasquale che aveva appena fondato l’associazione “Spino Fiorito” e promosso il Parco Letterario dedicato a Oramala e ai trovatori.
Le persone accorse alla presentazione furono moltissime. Presenti anche le autorità di Valle Staffora e i rappresentanti della casa editrice. Ebbi modo poi di ripetere la presentazione nel cortile del castello di Oramala per i ragazzi delle scuole medie di Varzi e quindi per quelli di Rivanazzano nella Biblioteca della cittadina.
Ho presentato il libro anche ai ragazzi della scuola media di San Martino Siccomario (Pavia) che, partendo dal romanzo, hanno lavorato un anno intero sugli argomenti relativi alla storia medioevale, alla poesia, agli strumenti musicali antichi, alla natura, alla protezione dell’ambiente, alla corretta nutrizione. Un lavoro a tutto tondo da cui è uscito un lavoro bellissimo documentato su CD.
Il mio romanzo è stato presentato in seguito in altre scuole d’Italia e ha vinto il premio di Letteratura per ragazzi Il castello volante in Puglia nel 2010.

Consideriamo un vero peccato e una sentita perdita quello di vedere il bel Castello di Oramala messo in vendita. Riteniamo che possa essere un valore inestimabile per il nostro territorio, per la sua storia. Al di là delle ragioni che hanno portato i proprietari a compiere questa scelta, lei cosa ne pensa?

Il castello di Oramala, come ogni castello, torre, palazzo, chiesa, monumento, paesaggio è punto di riferimento storico, culturale e affettivo per tutta la comunità che vive intorno, ne caratterizza la continuità tra passato e presente, la trasformazione geografica, la varietà della cultura. E, conseguentemente, è patrimonio dell’Italia intera e dell’Umanità. Ha perciò una valenza importantissima: fino a poco tempo fa ha risposto alla sua vocazione aprendo le sale alle scuole e a chiunque volesse visitarlo, promuovendo iniziative culturali. Ora è in vendita purtroppo e chissà.
A me piacerebbe fosse acquistato da un ente o da un privato che continuasse l’opera del dr. Panigazzi, creando un centro culturale e didattico, un riferimento per tutta la valle.

Disclaimer
Ai sensi dell’art. 1, comma 1, del D.L. 22 marzo 2004, n. 72, come modificato dalla Legge di conversione 21 maggio 2004, n. 128 e succ. mod., tutte le opere eventualmente presenti sul presente sito, e suscettibili di copyright, hanno assolto gli obblighi derivanti dalla normativa sul diritto d’autore e sui diritti connessi. Anche per tali opere vale il divieto di cui al punto precedente. E’ vietata la riproduzione e l’utilizzo senza l’autorizzazione ed il consenso dell’autore

Roberta Tavernati

Roberta Tavernati

Mi sono laureata in Scienze della Comunicazione Interculturale e Multimediale all'Università degli studi di Pavia, nel 2012, con una tesi sulle Tecniche Cinematografiche 3D e il Motion Capture. Nello stesso anno ho aperto la mia azienda di apicoltura, MielOrum, con punto vendita a Casteggio. Da sempre, le mie passioni sono i computer, la grafica, la scrittura e la fotografia. Queste ultime, in particolare, insieme all'amore per il mio territorio, mi hanno motivata ad aprire questo blog.