C’è stato un tempo in cui i bambini ricevevano in dono un sacchetto con i “Tripolini” da 25 grammi, i torroncini che l’A.P.I. Anonima Prodotti Iriense di Morini Spa ha prodotto nello storico stabilimento di Via Cairoli a Voghera fino al 1994.

Erede della “Società Iriense Cioccolato” fondata nel 1922 e poi rilevata nel 1931 da Carlo Morini, esperto cioccolataio ex proprietario del bar pasticceria “Dipendenza” di Broni, l’A.P.I. produceva cioccolato e torroni ed era diventata, nel corso degli anni, la quarta azienda del settore a livello nazionale, in grado di sfidare colossi come Vergani e Sperlari.

I suoi prodotti furono pubblicizzati, tra gli anni 1950 e 1955, dai bellissimi manifesti creati da Armando di Lullo, artista nostrano ma nato a New York. I poster si possono ancora oggi trovare nei mercatini di antiquariato ma sono reperibili anche su qualche sito internet.

Carlo Morini iniziò la sua attività di cioccolataio a Voghera producendo ginduiotti e il cioccolato Moretto, ma la sua geniale creazione fu il Tripolino, un torrone ricoperto di cioccolato fondente duro ma friabile, rotondo e di vario diametro e lunghezza. Il Tripolino traeva il suo particolare nome dalle suggestioni suscitate da una nota canzone “Tripoli bel suol d’amore” (scritta da Giacomo Corvetto e musicata da Colombino Arona nel 1911) che era molto ascoltata in Italia dai tempi della conquista della Libia.

E il Tripolino era un torrone di qualità, perchè di qualità erano le materie prime con le quali l’A.P.I. creava tutti i suoi prodotti che hanno raggiunto (già negli anno ’30 del secolo scorso) non solo l’Europa ma anche gli Stati Uniti. Infatti, un giorno dei primi anni ’30, un rappresentante della Camera di Commercio di Pavia, parlando con un suo collega di New York, gli raccontò del Tripolino vogherese. Dopo qualche tempo all’A.P.I arrivò l’incredibile richiesta da parte dell’allora sindaco della città statunitense, Fiorello La Guardia, di un ordine di cinque container di Tripolino. La ditta A.P.I. non era in grado di affrontare una simile richiesta ma riuscì comunque ad inviare a New York un container del famoso torrone. E le consegne continuarono fino all’inizio della Seconda Guerra Mondiale.

Arachidi (per la versione economica del Tripolino), miele dall’Abruzzo, nocciole dal Piemonte e dalla zona di Avellino, mandorle da Foggia e da Bari, venivano selezionati dai maestri pasticceri dell’A.P.I. che, con sapienza, arrivavano a creare il Tripolino attraverso diversi e delicati passaggi.

Si cominciava con l’impasto del torrone che veniva preparato in caldaie di rame scaldate a bagnomaria. Poi l’impasto veniva posto in stampi di varia misura a seconda della pezzatura finale e quindi sottoposto ad asciugatura su teli di yuta. I torroni venivano quindi ricoperti di goloso cioccolato fondente che, una volta raffreddato, permetteva il confezionamento del torrone che veniva avvolto, attraverso l’uso di apposite macchine, nella carta colorata. E il Tripolino era pronto per essere venduto ed arrivare nelle case dei vogheresi, e non solo, ad allietare le feste di Natale.

E’ davvero un peccato che questa golosa eccellenza vogherese non ci sia più.

Di certo sarebbe stato uno dei prodotti De.Co. (Denominazione Comunale) della cittadina oltrepadana insieme alla mostarda e avrebbe continuato a portare il nome di Voghera e dell’Oltrepò Pavese nel mondo.

Fotografia di coeprtina: Roberta Tavernati|NarrandOltrepò, vietato l’utilizzo e la riproduzione senza il consenso dell’autore. Immagine a solo scopo dimostrativo, non compare il Tripolino, in quanto fuori produzione.

 

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Roberta Tavernati

Roberta Tavernati

Mi sono laureata in Scienze della Comunicazione Interculturale e Multimediale all'Università degli studi di Pavia, nel 2012, con una tesi sulle Tecniche Cinematografiche 3D e il Motion Capture. Nello stesso anno ho aperto la mia azienda di apicoltura, MielOrum, con punto vendita a Casteggio. Da sempre, le mie passioni sono i computer, la grafica, la scrittura e la fotografia. Queste ultime, in particolare, insieme all'amore per il mio territorio, mi hanno motivata ad aprire questo blog.

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