Sono ormai trascorsi 108 anni dalla tragica notte del 15 aprile 1912 quando il transatlantico Titanic, ritenuto da tutti inaffondabile, si inabissa, dopo aver urtato un iceberg al largo di Terranova, causando la morte di un numero imprecisato di persone.

La storia di quella lussuosa nave, al suo primo viaggio da Southampton a New York, la conosciamo tutti, anche grazie al celebre colossal cinematografico diretto da James Cameron e interpretato da Leonardo Di Caprio e Kate Winslet. Ciò che, forse, pochi di noi conoscono è che la tragica storia del Titanic si intreccia con quella di un nostro conterraneo, uno dei tanti emigranti che alla fine dell’Ottocento lasciano le colline dell’Oltrepò Pavese per cercare una vita migliore  all’estero.

La storia di Gaspare Antonio Pietro Gatti

Gaspare Antonio Pietro Gatti, noto semplicemente come Luigi Gatti, nasce a Montalto Pavese il 3 Gennaio 1875. E’ uno degli undici figli del consigliere comunale Paolo Gatti e di Maria Nascimbene. Ancora molto giovane (sedici anni forse) lascia Montalto Pavese e approda a Londra dove trova impiego come lavapiatti.

Ben presto, per le sue notevoli capacità, riesce a fare carriera diventando un imprenditore di successo nel campo della ristorazione. Dopo aver lavorato al Ritz Hotel e nel luossuoso Oddedino’s Imperlia Restaurant di Piccadilly, apre due ristoranti della catena Ritz, il Gatti’s Adelphi e il Gatti’s Strand. Nel 1902 si sposa con una inglese Edith Kate Cheese e dal matrimonio, nel 1904, nasce il figlio Luigi Victor.

La sua fama di perfezionista e intenditore nel settore della ristorazione, induce la compagnia navale White Star Line ad ingaggiarlo come direttore dei due ristoranti “a la carte” (dove i piatti potevano essere scelti da un raffinato menù) delle due navi gemelle, la Olimpic e il Titanic. Proprio per iniziare il lavoro affidatogli, Luigi Gatti, siu trasferisce a Southampton con tutta la famiglia. Essere il direttore del ristorante “a la carte” del transatlantico più lussuoso dell’epoca è un ruolo di indubbio prestigio.

Luigi Gatti ha l’incarico di selezionare il personale di sala e di cucina che lavorerà al  servizio del raffinato ristorante. Gatti sceglie rigorosamente ad uno ad uno i suoi collaboratori prelevandoli dai suoi ristoranti e dai migliori hotel londinesi. Sono quasi tutti esclusivamente italiani (sopratutto piemontesi) e francesi. Fra loro ci sono il maitre, camerieri, macellai, addetti ai bicchieri e commelier. E’ con tutti loro che Luigi Gatti posa per una fotografia di gruppo scattata poco prima che il Titanic salpi.

Nella foto appare anche il piccolo Luigi Victor che è salito sulla nave per salutare il padre prima della partenza. Fra i compiti di Luigi Gatti, che molti sul Titanic chiamano “Monsieur Gatti”, c’è anche quello di provvedere all’approvvigionamento delle derrate alimentari necessarie per cucinare i raffinati menù del ristorante “a la carte”. Fra esse ci sono ben trenta forme di Parmigiano Reggiano così pregiate da essere assicurate con l’American Express. A Luigi Gatti viene destinata una cabina di seconda classe sul ponte D, mentre i suoi dipendenti sono alloggiati sul ponte. E, in cabine con più cuccette, gli “scantinati” del transatlantico ben descritti nel film di Cameron.

Il ristorante “a la carte”, meglio conosciuto come il Ritz, è la sala ristorante più bella e raffinata del Titanic, arredata con cura maniacale in stile Luigi XVI° e con lampadari di cristallo. Si trova in prima classe, sul ponte B, aperto dalle 8 alle 23 e può contenere 170 coperti. Ai suoi tavoli siedono ospiti come John Jacob Astor (il più ricco a bordo), Benjamin Guggenheim (il manager del rame), Isidor Strauss (il fondatore dei grandi magazzini Macy’s di New York), una clientela altolocata e facoltosa a cui il direttore di sala Luigi Gatti è in grado di offrire uno dei migliori servizi a livello internazionale.

La tragedia del 15 Aprile 1912

Alle 23,40 di Domenica 14 Aprile 1912, l’inaffondabile Titanic entra in collisione con un iceberg ed inizia per quasi tutti coloro che viaggiano sul transatlantico una inesorabile fine. Poche sono le scialuppe a disposizione a causa di una deplorevole scelta che ha favorito l’estetica a scapito della sicurezza.

A “Monsieru Gatti” viene data la possibilità di salvarsi salendo su una scialuppa, ma rifiuta. Vuole stare accanto ai suoi dipendenti che, come tali, devono lasciare il posto ai viaggiatori paganti, primi fra tutti i bambini e le donne. Consapevole del fatto che i nominativi dei suoi dipendenti, per mancanza di tempo, non sono stati denunciati all’ufficio del lavoro di Southampton, Gatti ha la prontezza di spirito di consegnare la propria lista a una passeggera che sta salendo su una scialuppa chiedendole di consegnarla alle autorità così che potessero avvisare le famiglie.

Alle 2,20 del 15 aprile la tragedia del Titanic si compie portando alla morte numerose vittime, tra i 1490 e i 1523. Sono solo 706 le persone che riescono a salvarsi. Fra esse, purtroppo, non c’è Luigi Gatti. Il suo corpo viene recuperato dal piroscafo Minia e sepolto nel cimitero di Fairview, Halifax, in Nuova Scozia, Canada. Gli effetti personali di Luigi Gatti, fra cui un orologio con catena d’oro, una scatola di fiammiferi d’argento, una coppia di gemelli marcati “LG”, un anello di diamanti, un mazzo di chiavi con la scritta “ristorante comptroller’s office 1° classe ingresso al Ponte B”, un mazzo di chiavi con la scritta “restaurant manager ingresso al Cafè Parisien” e alcune banconote, sono restituiti alla moglie Edith a Londra. Una singola banconota da un dollaro viene spedita ai parenti a Montalto Pavese, che Gatti era andato a trovare non molto tempo prima di imbarcarsi sul Titanic per fargli conoscere moglie e figlio.

Una tragica fine per un talentuoso oltrepadano che l’interesse sempre tuttora vivo per il Titanic ha comunque permesso non andasse dimenticato.

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Roberta Tavernati

Roberta Tavernati

Mi sono laureata in Scienze della Comunicazione Interculturale e Multimediale all'Università degli studi di Pavia, nel 2012, con una tesi sulle Tecniche Cinematografiche 3D e il Motion Capture. Nello stesso anno ho aperto la mia azienda di apicoltura, MielOrum, con punto vendita a Casteggio. Da sempre, le mie passioni sono i computer, la grafica, la scrittura e la fotografia. Queste ultime, in particolare, insieme all'amore per il mio territorio, mi hanno motivata ad aprire questo blog.

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