Nessun Presepe che si rispetti, tradizionale o moderno, può fare a meno delle statuette raffiguranti i tre Re Magi che, giunti da Oriente, adorano Gesù Bambino nell’umile capanna.

Attorno alla figura dei Re Magi c’è sempre stato come un alone di mistero che riguarda chi essi fossero in realtà e la loro provenienza. Papa Benedetto XVI° li ha definiti non re ma sapienti che “..scrutavano il cielo..” per trovare Dio. San Matteo nel suo Vangelo (1,18-2,12) dice che “…avvertiti in sogno di non ripassare da Erode, tornarono al loro paese per un’altra vita…”.

E dopo? Vi siete mai chiesti che fine abbiano fatto i Re Magi? E vi sembrerebbe strano se in qualche modo i tre Re avessero a che fare con Voghera?

Andiamo con ordine.

La storia più diffusamente nota è quella che racconta che durante il loro viaggio di ritorno in Oriente, essi si siano convertiti al Cristianesimo diventando addirittura arcivescovi che si distinsero per una vita esemplare di carità cristiana. Le loro spoglie mortali sono poi state recuperate a Gerusalemme da Sant’Elena, madre dell’imperatore Costantino, e portate prima a Costantinopoli e poi a Milano dove sono state poste nella Basilica di Sant’Eustorgio in una teca con la scritta “Sepulcrum Trium Magorum”.

Passano gli anni e a Milano, nel 1158, si trova l’imperatore Federico Barbarossa che tanta influenza ha avuto nel nostro Oltrepò Pavese nella proprietà di feudi, rocche e castelli. Il Barbarossa vuole impossessarsi delle spoglie dei Re Magi e nel 1164 ci riesce grazie all’intervento di Rainaldo di Dassel, arcicancelliere imperiale, che le sottrae a Milano e, passando attraverso la Lombardia, il Piemonte, la Borgogna e la Renania, le porta a Colonia nel cui Duomo sono conservate in un’urna dorata.

Milano cerca ripetutamente di riaverle ma solo il 3 Gennaio 1904 l’arcivescovo Ferrari riesce ad avere alcuni frammenti ossei ricollocati nell’urna della Basilica di Sant’Eustorgio. Il culto dei Re Magi si diffonde in tutta la regione lombarda dove i tre re vengono festeggiati con processioni e messe nei tre giorni precedenti l’Epifania.

Ed arriviamo nel nostro Oltrepò Pavese e, per la precisione, a Voghera. Qui nella seconda metà del ‘500 viene costruita per volontà testamentaria di Gaspare Bescapè, discendente della omonima nobile famiglia milanese, l’Abbazia dei Tre Magi.

L’Abbazia viene eretta, su progetto del 1559 dell’architetto Vincenzo Seregni, trasformando il palazzo di Bescapè che, appunto, con testamento del 1536 lo ha lasciato in eredità all’abate e alla Congregazione di Sant’Ambrogio di Milano. L’abbazia sorgeva in Via Sant’Abrogio nell’ex casa Cantù, oggi complesso residenziale al cui interno è ancora possibile vedere il cortile con il portico del ‘500.

Nella sala grande del palazzo viene costruita la Chisa di Sant’Ambrogio, considerata la più bella di Voghera, dove viene sepolto il fondatore Gaspare Bescapè. La chiesa ha quattro altari e si fregia di una tavola con San Bernardo, la Fede e la Speranza del pittore Filippo Abbiati e di un’altra con l’Adorazione dei Magi del pittore seicentesco Ercole Procaccini il Giovane, oggi conservata nel Duomo cittadino.

“L’Adorazione dei Magi” di Ercole Procaccinia, Duomo di Voghera Fotografia di Viqueria.com

L’Abbazia è abitata dai padri cistercensi dell’Ordine di San Benedetto e opera in Voghera fino al 1787 quando viene soppressa da Papa Pio VI° su richiesta del re di Sardegna Vittorio Amedeo III° che ha bisogno di denaro per la guerra contro la Francia.

Angelo Vicini, nel suo libro “La Cena delle Sette Cene”, racconta di dolci dedicata a Tre Magi, chiamati anche “dolci della dodicesima notte”, che hanno la curiosa caratteristica di contenere nell’impasto un fagiolo. Era usanza che ci trovava il fagiolo nella sua porzione di dolce venisse nominato re dei festeggiamenti della serata e gli ospiti gli dovevano obbedienza.

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Roberta Tavernati

Roberta Tavernati

Mi sono laureata in Scienze della Comunicazione Interculturale e Multimediale all'Università degli studi di Pavia, nel 2012, con una tesi sulle Tecniche Cinematografiche 3D e il Motion Capture. Nello stesso anno ho aperto la mia azienda di apicoltura, MielOrum, con punto vendita a Casteggio. Da sempre, le mie passioni sono i computer, la grafica, la scrittura e la fotografia. Queste ultime, in particolare, insieme all'amore per il mio territorio, mi hanno motivata ad aprire questo blog.