L’idea del reading, mi racconta Novella, è nata leggendo il libro di Angelo Vicini e Fabio Draghi: “Oltre il cancello, Voghera“, nel quale viene raccontato, in modo molto sentito, la storia del manicomio. Ma l’idea del reading è nata anche per l’esperienza famigliare di Novella, lo zio ricoverato nell’Ex Ospedale Psichiatrico, e quindi un coinvolgimento emotivo in prima persona.

L’idea è nata così, elaborandola di giorno in giorno” mi spiega Novella ” Nelle mie ricerche ho conosciuto molte persone che avrebbero piacere a raccontare la propria storia in una possibile documentario, come il Dottor Sforzini che ne è stato l’ultimo rettore, in modo da tenere vivo il ricordo del manicomio di Voghera, che rischia di scomparire, sia dai ricordi delle persone sia fisicamente dal territorio vogherese e che, negli anni scorsi, lo ha visto diventare meta ambita di fotografi appassionati di strutture urbane abbandonate e, per un breve periodo, aperto anche al pubblico con visite guidata con associazioni come Spino Fiorito. L’obiettivo è quello di raccogliere fondi per la creazione di un “film documentario” con ricostruzioni sceniche ed interviste. Oppure un documentario basato solo su interviste e le testimonianze di chi lavorava al manicomio, ex pazienti, parenti e vogheresi in genere. La domanda principale da porre a tutti: come si potrebbe convertire la struttura? In altre città italiane, come Genova, si stanno riconvertendo le strutture manicomiali utilizzandole per scopi sociali. In Oltrepò dovrebbe essere lo stesso”.

Il reading consiste in una serie di “letture interpretate” di storie e racconti di vita vissuta all’interno del manicomio e collocate in un arco cronologico compreso tra la metà dell’800 fino alla chiusura della struttura. Un racconto per ogni fase storica in modo da evidenziare il cambiamento e l’evoluzione del manicomio di Voghera.

Con nomi di fantasia raccontiamo le storie di alcuni pazienti come Adele, donna schizofrenica che, entrata in manicomio all’età di 30 anni (circa) nel 1960, visse all’interno della struttura fino al 1996. Lavorava negli uffici della segreteria, ordinava l’archivio delle cartelle cliniche ed era una dattilografa. La sua storia è commovente per il fatto che giunse ad un passo dalle dimissioni ma, purtroppo, l’ansia di “essere libera” da un luogo che, paradossalmente, la teneva rinchiusa “proteggendola” dal mondo esterno, la fece ricadere nel baratro della malattia. Non usci mai dal manicomio“, mi racconta Novella.

Lo spettacolo del reading, accompagnato da proiezioni di documenti fotografici d’archivio e da composizioni musicali, dura circa un’ora e mezza nella quale vengono narrati sei racconti.

Non solo Adele, ma anche Linda, una bambina di circa 70 anni che andava a scuola e, all’inizio di ogni anno scolastico, si faceva comprare una cartella nuova suscitando tenerezza in tutto il personale ospedaliero. Oppure Mafalda, la regina Sinti degli Zingari, abbandonata un giorno, dalla sua carovana, davanti all’entrata del manicomio, e Bruno, che dopo il servizio militare, iniziò a dare segni di squilibrio psichico dopo l’esplosione di una granata in campo e rinchiuso nel manicomio durante gli anni della Seconda Guerra Mondiale. Ma viene raccontata anche la storia del primo direttore del manicomio, il Dottor Tamburini, che a solo 23 anni portò una “mentalità nuova” tra i reparti dell’ospedale psichiatrico.

Giuditta Manganoni nei panni di Mafalda

Alessandra Lorusso

Ma chi sono le persone del reading?

Novella mi spiega che, ogni persona che partecipa alla realizzazione del reading è speciale e dona il suo contributo tramite le proprie conoscenze e peculiarità.

Oltre a se stessa, come regista ed autrice dei testi dei racconti c’è Viviana Gabrini, autrice e attrice, che tiene corsi di lettura presso lOfficina delle Buone Idee a Cigognola, insieme ai suoi allievi: Patrizia Casarini, Caterina Pelizzari e Marco Ruggeri.

C’è Giuditta Manganoni, che si definisce “persona creativa” ma che nei panni di attrice si sente a proprio agio, grazie alla scuola di recitazione di Buzzi a Voghera.

Ci sono poi Alessio Zanovello (clarinettista de Gli Spigoli Trio) che con la sua musica accompagna i racconti ed Alessandra Lorusso, cantante di Voghera ma di origini salentine, che si si esibisce con un canto popolare del salento, in particolare abbinandolo al racconto dedicato a Mafalda.

I prossimi eventi

Sabato 6 Aprile, alle ore 21:00 alla Certosa Cantù di Casteggio

Roberta Tavernati

Roberta Tavernati

Mi sono laureata in Scienze della Comunicazione Interculturale e Multimediale all'Università degli studi di Pavia, nel 2012, con una tesi sulle Tecniche Cinematografiche 3D e il Motion Capture. Nello stesso anno ho aperto la mia azienda di apicoltura, MielOrum, con punto vendita a Casteggio. Da sempre, le mie passioni sono i computer, la grafica, la scrittura e la fotografia. Queste ultime, in particolare, insieme all'amore per il mio territorio, mi hanno motivata ad aprire questo blog.

Leave a Reply

All original content on these pages is fingerprinted and certified by Digiprove