Nel precedente articolo vi abbiamo parlato delle numerose fornaci per la produzione di laterizi e tegole che costellavano nei secoli scorsi il territorio del nostro Oltrepò Pavese. Ma la lavorazione dell’argilla e la conseguente produzione di laterizi erano presenti nel nostro Oltrepò già molto tempo prima che i fornaciai del Canton Ticino vi insediassero le loro aziende.

Articolo: Quando le Fornaci dominavano il paesaggio dell’Oltrepò Pavese

Rinvenimento archeologico a Massinigo

I rinvenimenti archeologici effettuati nel nostro Oltrepò Pavese per l’età romana documentano la presenza di insediamenti di una certa consistenza lungo la Via Postumia (l’arteria stradale che collegava Genova ad Aquileia e che sicuramente passava per centri importanti come Casteggio e Voghera) e un popolamento sparso nelle campagne dove i coloni abitavano in fattorie e ville rustiche lungo le vallate dei torrenti appenninici come lo Staffora. In queste località rurali all’attività agricola si affiancavano attività produttive che dovevano soddisfare il fabbisogno locale, come la produzione di manufatti di argilla, cioè tegole e mattoni.

Ed è proprio nell’Alta Valle Staffora che si trovano i resti della Fornace Romana meglio conservata della Lombardia, quella di Massinigo.

Massinigo è una piccola e tranquilla frazione del Comune di Santa Margherita Staffora che si raggiunge percorrendo la strada provinciale che da Varzi conduce al Brallo.

Massinigo lega il suo nome al ritrovamento dell’antica fornace romana.

Come è stata trovata?

Era il 12 Settembre 1957 quando, in occasione della costruzione della scuola elementare, l’impresa edile che stava  eseguendo i lavori notò che durante gli scavi affiorava dal terreno una grande quantità di frammenti di mattoni, del tutto ingiustificabili dalla natura del terreno agricolo in cui si stava operando. Emersero poi una conduttura in Laterizi e un tratto di muro di notevole e inusuale spessore che fecero capire come ci si trovasse davanti ad una emozionante scoperta di interesse archeologico. Nei giorni seguenti le ricerche portarono alla luce una copertura piana in Laterizi nella quale si notava una serie di fori di circa sei centimetri di diametro e numerosi frammenti di tegoloni piani e tegole curve.

Fu così che il 6 Ottobre 1957 l’oggetto del ritrovamento fu definito dal Sopraintendente alle Antichità della Lombardia un “forno romano di tipo verticale costituito da un canale scoperto e da una camera di combustione di sezione circolare“. Le ricerche continuarono fino al 1962 e portarono ad affermare che la Fornace Romana di Massinigo, risalente al III° Secolo A.C. è stata utilizzata fino alla prima metà del I° Secolo d.C.

Come funzionava la Fornace Romana di Massinigo?

Disegno esplicativo del carico dei laterizi prima della cottura

La fornace Romana di Massinigo è del tipo a pianta circolare e a tiraggio verticale.

Dell’impianto originario rimane un piano di cottura in argilla del diametro di 4,10 metro, forato e di notevole spessore, sostenuto da un corridoio a volte che collegavano i muretti di sostegno della camera di combustione. Il legname veniva immesso in questa struttura tramite un “praefurium”, cioè un condotto di caricamento, parzialmente conservato. Il calore usciva attraverso i fori del piano di cottura, riscaldava la camera nella quale si trovavano gli oggetti da cuocere e usciva dal camino.

Disegno esplicativo della cottura dei laterizi

Nella Fornace Romana di Massinigo si producevano principalmente mattoni e tegole.

Nel Civico Museo Archeologico di Casteggio è conservato un esemplare di laterizio prodotto nella fornace e recante un marchio di frabbrica con le iniziali C.N.

Anche se allo stato attuale delle conoscenze alla fornace non può essere collagato con sicurezza nessun tipo di insediamento nè abitato, nè impianto rustico, non c’è dubbio che essa dovesse servire quache abitato dell’Alta Valle Staffora.

Oggi questa fornace, unico impianto produttivo di età romana per ora attestato in Oltrepò Pavese, è conservata in un edificio apposito e visitabile telefonando al Comune di Santa Margherita Staffora.

Immagini estratte dall’opuscolo dedicato alla Fornace Romana di Massinigo del Ministero per le Attività Culturali, Soprintendenza per i beni archeologici della Lombardia, Sistema Bibliotecario integrato dell’Oltrepò Pavese.

Informazioni Utili

Comune di Santa Margherita Staffora: Sito Web

Indirizzo:

Frazione Casanova di Destra, 1, 27050 Santa Margherita di Staffora PV

Telefono: 0383 551100

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Roberta Tavernati

Roberta Tavernati

Mi sono laureata in Scienze della Comunicazione Interculturale e Multimediale all'Università degli studi di Pavia, nel 2012, con una tesi sulle Tecniche Cinematografiche 3D e il Motion Capture. Nello stesso anno ho aperto la mia azienda di apicoltura, MielOrum, con punto vendita a Casteggio. Da sempre, le mie passioni sono i computer, la grafica, la scrittura e la fotografia. Queste ultime, in particolare, insieme all'amore per il mio territorio, mi hanno motivata ad aprire questo blog.