Borgoratto Mormorolo, anni ’50. Benedizione delle trattrici agricole nel piazzale della Chiesa.

L’11 Novembre non è un giorno qualsiasi nel calendario e nella tradizione. E’ un giorno speciale, ricco di tradizioni, proverbi, detti popolari e usanze.

In questo giorno si ricorda San Martino di Tour, prima soldato dell’esercito romano, poi, dopo la conversione al cristianesimo, eremita, vescovo e oggi patrono di Francia e non solo.

Chi era San Martino?

Ma San Martino è anche un pò Pavese. Nato intorno al 316 d.C. da genitori pagani in Pannonia (l’odierna Ungheria) dove il padre era un tribuno della legione romana, si trasferì con essa presso Ticinum (oggi Pavia), nella località che oggi si chiama San Martino Siccomario, dove cominciò a frequentare la scuola e, di nascosto dal padre, la comunità cristiana.

Nel novembre del 335 d.C. mentre era ancora un soldato dell’esercito romano in Gallia, vide un povero mendicante tremante per il freddo e, impietosito, tagliò in due il suo mantello e ne diede la metà al poveretto. Al gesto generoso di Martino, seguì un cambiamento atmosferico e le giornate da fredde si fecero tiepide dando origine alla cosiddetta “estate di San Martino” che spesso caratterizza ogni anni i giorni proprio intorno alla metà del mese di novembre.

Durante la notte gli apparve in sogno Gesù che indossava il mantello come il mendicante e al mattino dopo ritrovò il suo mantello che venne poi conservato come una reliquia e andò a far parte della collezione dei re Merovingi.

La tradizione

Borgoratto Mormorolo, anni ’50. Don Ettore Cazzullo benedice le trattrici agricole

La tradizione vuole che la fine dell’anno agrario di un tempo finisse proprio l’11 Novembre. In quella data aveva termine, dopo la semina, il contratto di lavoro per i braccianti e i mezzadri, contratto che poteva essere rinnovato oppure no.

Per il contadino al quale non veniva rinnovato, significava perdere non solo il lavoro ma anche la casa. Infatti i braccianti e mezzadri venivano ospitati in appositi locali nell’ambito delle cascine. In questo giorno avvenivano quindi i traslochi (da qui il detto “fare San Martino”) e spesso si incrociavano le famiglie che andavano via e quelle che venivano a insediarsi nel nuovo lavoro. Le stesse scene si ripetevano in ogni cascina. Chi doveva andarsene poneva sul carro le poche cose che possedeva: i mobili, le scorte di viveri, il legname, le gabbie con i polli, i bambini e i vecchi. Per chi aveva scampato il pericolo della perdita del lavoro, l’11 Novembre si trasformava in un giorno di festa.

Il proverbio

A San Martino è legato il proverbio “a San Martino ogni mosto diventa vino” perchè in quella data il mosto ha finito di fermentare e dopo la svinatura può essere consumato. Ed è così che in questo giorno le cantine aprono le loro porte per permettere la degustazione del “vino novello” a cui si accompagnano castagne, arrosto, funghi e prodotti tipici della stagione.

La ricorrenza è legata, ieri più di oggi, anche alla “Festa del Ringraziamento” al termine della stagione agricola per ringraziare, appunto, gli avvenuti raccolti, con Messe e benedizioni delle trattrici agricole sul sagrato delle Chiese.

San Martino Oggi

San Martino è un santo molto amato, protettore della vite, dei vendemmiatori e dei viticoltori. Tante sono le sagre e le fiere che in suo onore si svolgono in tutta Italia. E anche il nostro Oltrepò Pavese non è da meno.

Da Godiasco (la cui antica fiera, il 10 Novembre, giunge quest’anno alla 348° edizione) a Montalto Pavese, da Canneto a Rivanazzano, tante sono le “Fiere di San Martino” nel nostro territorio.

E se una volta erano occasione per riunirsi, ritrovarsi, esporre il bestiame, fare o rinnovare contratti, pagare affitti e i debiti e affollare le osterie per un buon bicchiere di vino, oggi le fiere sono occasione per promuovere i prodotti, le eccellenze locali e il turismo in questo Oltrepò che tanto fatica a farsi veramente conoscere da chi viene da “fuori”.

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Roberta Tavernati

Roberta Tavernati

Mi sono laureata in Scienze della Comunicazione Interculturale e Multimediale all'Università degli studi di Pavia, nel 2012, con una tesi sulle Tecniche Cinematografiche 3D e il Motion Capture. Nello stesso anno ho aperto la mia azienda di apicoltura, MielOrum, con punto vendita a Casteggio. Da sempre, le mie passioni sono i computer, la grafica, la scrittura e la fotografia. Queste ultime, in particolare, insieme all'amore per il mio territorio, mi hanno motivata ad aprire questo blog.

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