La cittadina di Casteggio sorge fra la grande arteria che da Milano, attraverso Pavia, il Ticino e il Po, porta alle colline dell’Oltrepò Pavese e la grande strada ora detta “Via Emilia” e un tempo “Postumia” e poi “Romera”. E’ l’antica Clastidium romana, teatro della storica battaglia combattuta fra l’esercito romano comandato dal console Marco Claudio Marcello e quello dei Galli Insubri al comando di Virdumaro. Battaglia ricordata anche in vari testi letterari da Virgilio a Petrarca.

L’abitato è adagiato fra la pianura e il colle del Pistornile rispecchiando, in parte, ancora oggi l’antica distinzione, cominciando dall’alto, fra Castello, Borghetto e Borgo, risultante da uno scritto del 1627 dell’arciprete di allora Don Giovanni Zammaruti.

Cittadina di antiche origini Casteggio conserva palazzi, chiese e monumenti che troppo spesso trascurati meritano maggiore attenzione da tutti noi. Pertanto oggi vogliamo portarvi a passeggiare nella cittadina invitandovi ad immaginarla com’era in passato.

Iniziamo la passeggiata dal Borgo e dalle centrale Piazza Cavour fulcro della vita cittadina con il suo colorato mercato che si tiene al Mercoledì e alla Domenica. Mercato antico, chiesto ed ottenuto nel 1532 dal feudatario di Casteggio, Alessandro Bentivoglio, al Duca di Milano Francesco I° Sforza.

Per approfondire l’argomento sul mercato di casteggio vi rimandiamo al nostro articolo: https://narrandoltrepo.it/lo-storico-mercato-di-casteggio/

Sulla piazza che ha al centro una graziosa fontana e un tempo alberi e lampioni ai quattro angoli, si affacciano oggi come ieri edifici ottocenteschi con negozi, bar e un tempo numerosi alberghi. Difficile immaginare che fino a metà ‘800 lì dove ora sorge la piazza, scorreva il torrente Coppa il cui corso è stato deviato fra il 1856 e il 1857 con un ambizioso progetto dell’ingegnere Luigi Migliora. Sul lato nord della piazza c’era la fermata dello sferragliante tram che univa Voghera a Stradella. Era la linea tramviaria inaugurata nel 1883 e funzionante sino alla fine degli anni venti del ‘900.

Casteggio, Via Emilia. Il Tramvai

Per approfondire l’argomento sulla via tramviaria vi rimandiamo al nostro articolo: https://narrandoltrepo.it/quando-in-oltrepo-si-viaggiava-in-tranvai/

Lasciamo Piazza Cavour e percorrendo Via Garibaldi e Via Gramsci raggiungiamo quella che oggi è Piazza Martiri della Libertà e un tempo luogo dove si teneva dalla metà del ‘700 uno dei mercati del bestiame più fiorenti del nostro Oltrepò Pavese. Percorriamo l’adiacente Via Castello per trovarci davanti ad un passaggio coperto noto ai casteggiani come il “voltone”, sovrastato da Palazzo Battanoli, dal nome del facoltoso esattore che lo fece costruire nella prima metà del ‘700.

Casteggio. Piazza del mercato. Fine ‘800

Acquistato dal Comune di Casteggio nel 1770 è stato sede del municipio per oltre un secolo e poi, fino al 1988, della Pretura. Guardando alla sinistra del palazzo si può vedere, murata sulla facciata di una casa, una bella Madonna in alabastro di fattura tardo rinascimentale proveniente dalla antica e demolita Chiesetta di Santa Maria della Neve, una delle tante chiese ed oratori del territorio casteggiano. Al “voltone” si trovava la porta di accesso al borghetto, la parte mediana del paese, che un tempo era cinto da mura difensive.

Passando sotto al “voltone” lasciamo il borgo ed entriamo nel Borghetto risalendo la ripida Via Castello. Vediamo alla nostra destra il signorile Palazzo Carena, un complesso di edifici in cui ha oggi sede il Municipio e una volta le Scuole Medie Statali. Proseguendo, alla sinistra, si trova il Giardino delle Rimembranze sul quale domina la Vittoria Alata dedicata ai caduti della Prima Guerra Mondiale opera dello scultore Astorri. Fu inaugurata nel 1926 da Umberto di Savoia Principe di Piemonte. Nel giardino si trova anche (oltre due cannoni austriaci dell’epoca) un’urna in travertino dove dal 1937 riposano le spoglie di un grande casteggiano, l’esploratore Giuseppe Maria Giulietti morto trucidato in Dankalia.

Saliamo ancora e troviamo sulla nostra destra la Chiesa di San Sebastiano ricostruita su progetto dell’architetto pavese Cassani dalla omonima confraternita, un’istituzione che svolgeva opere di assistenza ai poveri e dava accoglienza ai pellegrini. Purtroppo quasi sempre chiusa la chiesa conserva al suo interno un pregevole coro ligneo ed alcune tele.

Dopo pochi metri dalla Chiesa di San Sebastiano si trovava nel secoli passati la porta di accesso al “Castello”, la parte più abitata dell’abitato di Casteggio a cui oggi si può accedere anche attraverso i “voltoni”, degli archi rampanti romaneggianti che sono stati costruiti nel 1767 per ampliare la piazza sovrastante dove si svolgeva dal 1532 il mercato.

Casteggio. Pistornile, Via Castello. Fine ‘800 inizio ‘900

E passando proprio dai “voltoni” accediamo a Piazza Castello, la parte più antica di Casteggio, il Pistornile propriamente detto, un tempo cinto da mura e che si affaccia verso nord sulla pianura. Qui per secoli si è svolta la vita sociale, economica e religiosa del paese. Qui il 21 Maggio 1859 salì a cavallo Napoleone III° per osservare dall’alto il campo di battaglia verso Montebello dove austriaci e francesi si contrapposero nel corso della Seconda Guerra d’Indipendenza. Qui, oggi casa d’abitazione privata, sorgeva dal 1571 il Monastero di Santa Chiara che ospitava òe suore dell’Ordine Francescano Minore di Santa Chiara e numerose giovinette di buona famiglia in qualità di educande.

Per un approfondimento sul Monastero vi rimandiamo al nostro articolo: https://narrandoltrepo.it/le-dimore-storiche-di-casteggio-il-monastero-di-santa-clara/

Qui sorgeva, oggi abitazioen privata, il Palazzo della Feudataria, così era chiamata Bianca Maria Sforza Visconti, Marchesa di Caravaggio e Contessa di Casteggio. Al piano terra del palazzo più volte ristrutturata, c’erano la pretura e l’Arengo, la sala dove si riunivano i capifamiglia per eleggere i consoli i quali, a loro volta, si riunivano, al suono di una campana, sulla terrazza del palazzo dove aveva sede anche il Capitano delle Biade che aveva il compito di vigilare, controllare e dirigere la raccolta di quei prodotti di cui una parte spettava al Duca. Il piano superiore era, invece, l’abitazione della Feudataria quando soggiornava a Casteggio.

Casteggio, fine ‘800 inizio ‘900

Lasciando Piazza Castello e imboccando l’angusta Via Sforza Visconti, si può ammirare Villa Pelizza Marangoni, un bell’edificio in stile veneziano (di cui si ha una migliroe veduta arrivando da Montebello della Battaglia) che fu abitato da Ernestina Pelizza Marangoni amica di Albert Einstein che qui soggiornò in più occasioni, e anima di un salotto letterario che fece confluire a Casteggio personaggio come Diego Valeri e Eugenio Montale.

Casteggio. Vista sul Pistornile

Per un approfondimento di Ernestina Pelizza Marangoni e Albert Einstein, vi rimandiamo al nostro articolo: https://narrandoltrepo.it/il-bel-ricordo-delloltrepo-di-einstein/

Ritornando su Via Castello si accede, a sinsitra, alla piazza su cui si affaccia la Chiesa di San Pietro Martire edificata intorno al 1817 in stile neoclassico, su progetto di Giuseppe Marchesi, su una struttura già esistente, un edificio in stile gotico del XIV° secolo. Il campanile a cuspide per metà in stile romanico e per metà in stile gotico è di certo il simbolo di Casteggio.

Ritornando in Via Castello e girando su Via Circonvallazione Cantù, si incontra il settecentesco Palazzo della Certosa Cantù oggi prestigiosa sede del Civico Museo Archeologico e della Biblioteca Civica.

Per un approfondimento sulla Certosa Cantù e il Museo Archeologico vi rimandiamo al nostro articolo: https://narrandoltrepo.it/il-civico-museo-archeologico-di-casteggio-e-delloltrepo-pavese/

Fatto costruire dai monaci certosini la Certosa era un convento-azienda dove risiedeva il monaco incaricato di seguire la produzione, la custodia e il trasporto del vino ottenuto dai vigneti di proprietà. Nel museo sono presenti reperti dalla preistoria all’alto medioevo (ma non solo) che testimoniano la ricca storia di di Casteggio e del nostro Oltrepò Pavese.

Quale migliore occasione quella della passeggiata per il borgo di Casteggio per una visita al Civico Museo Archeologico! Se poi vi rimane un pò di tempo il territorio casteggiano ha molto ancora da offrire tra natura e storia. Ma questo ve lo raccontiamo in un’altra occasione.

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Roberta Tavernati

Roberta Tavernati

Mi sono laureata in Scienze della Comunicazione Interculturale e Multimediale all'Università degli studi di Pavia, nel 2012, con una tesi sulle Tecniche Cinematografiche 3D e il Motion Capture. Nello stesso anno ho aperto la mia azienda di apicoltura, MielOrum, con punto vendita a Casteggio. Da sempre, le mie passioni sono i computer, la grafica, la scrittura e la fotografia. Queste ultime, in particolare, insieme all'amore per il mio territorio, mi hanno motivata ad aprire questo blog.