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Oltre Oggi

Oltre qul Po’: tra Pietra de’ Giorgi e Lirio, di Isabel Lanfranchi

By Novembre 30, 2021No Comments

Eccoci con un nuovo estratto di “Oltre quel Po'” della scrittrice Isabel Lanfranchi. Questa volta veniamo trasportati sulle colline tra Pietra De’ Giorgi e Lirio.

17 Aprile 2021, Pietra De’ Giorgi. Di Isabel Lanfranchi

Pietra De’ Giorgi “Leve”. Foto di Isabel Lanfranchi

Davanti a due date di guerra il segno della W non è capovolto. Il suo evviva, incompatibile con quegli anni, spunta da una trepidazione, dalla mano di un giovane che scosta il fucile per inneggiare al futuro. Temeraria, ha riservato tutta l’esultanza nelle linee di quella lettera e del suo significato; perché poi quelle del fronte avrebbero riservato ben altre grida.
Marcherebbe differenza se quella del 1915 fosse stata scritta prima o dopo il 24 maggio? Prima dell’entrata in guerra o dopo? Probabilmente sì, se non fosse che, al suo fianco, è ancora ben leggibile quella dei coscritti 1916. Senza riferimento alcuno al materiale di costruzione, si potrebbe dire che sia ancora calce viva quella su cui sono state scritte. Ruvida, di formula grezza, ma viva!
Il diritto alla vita è stato messo al muro e sanguina vernice dalla storia di una scritta arrugginita.
Sebbene con le spalle a questo muro, la W di “evviva” eleva e avvicina le aste a una vittoria: quella di carpire la licenza di vivere a un’estemporanea esclamazione di gioia. Nel contesto raddoppia, poiché vale doppio.
A guardarle bene, queste spalle sono dritte e incassate nello stesso tempo. Mirano e affondano; diversamente, però, che da dietro una trincea. Strade di possibilità si paravano davanti e avrebbero volentieri fatto a meno di parate militari commemorative. Erano strade scavate nei desideri, non nella roccia o nel ghiaccio del Carso. Erano chiamate al mormorio del cuore, non del Piave. Erano attese disposte a scalare montagne di sfide, non di proiettili. Erano slanci a testa alta verso il tempo: umani, non sovrumani.
Le aste di queste W sono leve.

26 Maggio 2021, Lirio. Di Isabel Lanfranchi

Lirio “Tetti come coperchi” foto di Massimo Pasotto

I tetti delle case premono sul paese come coperchi sui tegami, ma lasciano che un filo di fiato evapori sull’intorno delle colline. Quasi a emanare profumo di casa nel paesaggio. O a sbirciare le occasioni di una camera con vista; dove, per camera, si intende una cucina, perché sa di buono.
I rilievi delle sommità, al posto di spiccare, abbassano la voce. Il senso di riparo è un sussurro. Assorto.
L’entourage non si affolla per una questione di fama. E’ piuttosto una fame a osare, a protendere, a voler rosicare qualcosa di buono. Questo calare ha il colore della sera. Attutito e intenso. Ha il calore della sera.
Abbozzato e sommesso. Il suo riverbero piega le ginocchia sul petto e se ne sta lì a sostenere il tramonto. Lentamente.
Quando torna a poggiare per terra, si sentono passi biascicare. Eppure non sono stentati. Vengono avanti negli anni e sulla strada. Incedono senza cedere. Si spostano in levare da un bastone, ma il vero punto di appoggio è ancorato fra le dita di una mano. La donna lo tiene stretto a sé, chiuso in una busta di stoffa. Dalle sue parole, però, esce ciò che vi è contenuto. Una corona, sfilata al virus che l’ha risparmiata, dice la sua fede a Maria, di cui porta il nome. Inanellate alle preghiere, si sono infilate le chiavi della casa dove abitava il fratello. Anche se gli anni dalla sua morte sono contati all’indietro, il segno di sottrazione non è sepolto sotto una data. Da allora, ogni sera, Maria va ad accostare le imposte.
Tornerà ancora il mattino per chi non si difende dalla luce.

Lirio “Maria”, foto di Massimo Pasotto

Ringraziamo Isabel Lanfranchi per la gentile concessione dei testi a lei completamente attribuiti.

Per i precedenti estratti seguire questi link:

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Roberta Tavernati

Mi sono laureata in Scienze della Comunicazione Interculturale e Multimediale all'Università degli studi di Pavia, nel 2012, con una tesi sulle Tecniche Cinematografiche 3D e il Motion Capture. Nello stesso anno ho aperto la mia azienda di apicoltura, MielOrum, con punto vendita a Casteggio. Da sempre, le mie passioni sono i computer, la grafica, la scrittura e la fotografia. Queste ultime, in particolare, insieme all'amore per il mio territorio, mi hanno motivata ad aprire questo blog.