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Oltre Oggi

Oltre quel Po’: tra spaventapasseri e cieli estivi, di Isabel Lanfranchi

By Dicembre 14, 2021No Comments

Concludimo questo speciale dedicato ai testi della scrittrice Isabel Lanfranchi con un nuovo estratto. Questa volta la scrittrice ci porta direttamente alla bellezza ed al calore dell’estate, tra i prati di Bosco Madio, Nivione e Corvino S. Quirico.

Gli Spaventapasseri a Bosco Madio. 18 Luglio 2021

Le strade, quando si assottigliano, rallentano le prospettive. Le inclinano da una parte e dall’altra, come da usanza nelle forme di accompagnamento in una danza popolare. È una questione di accenni: intese che trovano il loro complemento nello stato in luogo e si complimentano con le piccole cose. Effetti e affetti riservati alle sorprese, in entrambi i casi.

Le fughe slanciate della lontananza smettono di proiettarsi in avanti e non sollecitano la premura di arrivare da qualche parte.

Accorati, gli attimi reclamano di essere notati, di essere aspettati. Qui e ora. Nel loro codice non scritto purtroppo questa rivendicazione rimane un diritto da acquisire.

Una volta appartatasi in uno scorcio e sedotta l’attenzione, la cadenza degli stati d’animo si fa sospensiva. A poco a poco adatta la realtà alla celebre frase iniziale: “C’era una volta …”. Improvvisamente dal mondo di Oz si viene a manifestare la scena dell’incontro con lo spaventapasseri. Filamenti di paglia sbrandellano fuori dal cotone che li veste e prendono corpo in mezzo a un campo. I loro schizzi, affamati di sole, succhiano il giallo; lo stesso faceva Van Gogh per nutrire la sua appartenenza al creato e per nutrirsi di essa. Assorbono la luce con un’avidità tale da volersi impigliare nell’estate e da farsi impagliare. Ma la felicità ha qualcosa in comune con la paglia e con il colore paglierino: è instabile. E volatile come l’acidità del vino che uscirà dalla vigna, stesa di fianco.

Per questo le strade, di tanto in tanto, hanno bisogno di meravigliarsi, di accostarsi a una favola e di ascoltarla: “ora so che, se deciderò ancora di andare in cerca della felicità, non dovrò cercarla oltre i confini del mio giardino, perché se non la trovo là, non la troverò mai da nessun’altra parte.” (Cit. Dorothy ne’ “Il meraviglioso mago di Oz” di L.Frank Baum)

Spaventapasseri a Bosco Madio(Foto di Isabel Lanfranchi)
Nivione, Varzi “Ammiccare”. Foto di Isabel Lanfranchi

Mentre si attraversa un paese, sui davanzali delle finestre le cose ammiccano. Invogliano a dare retta, senza invadenza. Adescano senza lusinghe.

Il fiato del loro mormorio inumidisce gli occhi. È il soffio della creta o della crepa di un’eco, tornata a ribadire.

Allora i fianchi dello sguardo recuperano stabilità e rapporto con la vita. Si assestano. Posarsi su quello che ancora rimane da dire è riposante. È come prendere posto su una di quelle panche di legno reggente, appena fuori dall’uscio o nel bel mezzo di una piazza. Qui la gente oltrepassava i tramonti, dal tepore di maggio in poi. Si concedeva alle sere e alle chiacchiere, di quattro in quattro, perché non bastavano mai. Fragranze d’erba tagliata si intrattenevano nell’atmosfera e sulla pelle, altrettanto conviviale. Quello scambio di genuinità amalgamava la voce pastosa dei giorni con il lievito delle attese. Somigliava e aderiva al pensiero della terra, rivolto al raccolto. Lo si cullava come fosse pane preparato sulla madia. Casalingo. E lo si prometteva a sant’Antonio.

La sua statuina, ancora di guardia nella lunetta votiva, ormai sembra celebrare solo l’abbandono. Il contesto è davvero scalcinato.

Che invece sia rimasta a precedere l’apertura del cielo estivo?

Corvino S. Quirico, “S.Antonio: colui che precede”. Foto di Isabel Lanfranchi

Ringraziamo Isabel Lanfranchi per la gentile concessione dei testi a lei completamente attribuiti.

Per i precedenti estratti seguire questi link:

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Roberta Tavernati

Mi sono laureata in Scienze della Comunicazione Interculturale e Multimediale all'Università degli studi di Pavia, nel 2012, con una tesi sulle Tecniche Cinematografiche 3D e il Motion Capture. Nello stesso anno ho aperto la mia azienda di apicoltura, MielOrum, con punto vendita a Casteggio. Da sempre, le mie passioni sono i computer, la grafica, la scrittura e la fotografia. Queste ultime, in particolare, insieme all'amore per il mio territorio, mi hanno motivata ad aprire questo blog.