Foto di Copertina: “Gruccione sotto la pioggia” di Vera Pianetta

In Oltrepò Pavese siamo così circondati dal bello che lo diamo per scontato.

Si tratta di un territorio speciale per la sua storia, i suoi castelli, le tradizioni, i suoi prodotti tipici, l’enogastronomia.

Ma cosa c’è alla base di questa ricchezza?

Il motivo risiede nella posizione geografica e nella natura che possiede peculiarità davvero speciali, a livello nazionale, a livello europeo e mondiale.

Sì, non esagero: l’Oltrepò presenta caratteristiche che non ci sono altrove, oppure ci sono, ma non in queste condizioni.

Percorrendo i fondovalle il paesaggio che abbiamo attorno sa trasmettere piacere e benessere perché si presenta verde, vario e morbido, e questo è già molto.

Se poi ci si addentra nei sentieri è come aprire uno scrigno di tesori, in parte ancora nascosti.

Uno dei tesori è proprio la sua posizione, come terra di mezzo tra pianura e mare, che presenta zone di vera montagna (fino ai 1724 m del Monte Lesima), aree collinari, zone rocciose, ambienti acquatici, e un tratto di pianura a contatto con il grande fiume. Non solo una grande quantità di ambienti, ma anche le influenze climatiche differenti che si incontrano e si mescolano, generando un microclima locale particolare.

Il secondo tesoro è la presenza di un’elevata biodiversità, vale a dire un’ampia ricchezza di specie vegetali ed animali, quindi un fattore che determina l’alto valore di un ambiente. Questa abbondanza di specie vale qui sia per la flora che per la fauna e possiamo comprenderla meglio con dei numeri: per esempio in tutta Italia esistono circa 25 specie di Rosa, solo nel piccolo fazzoletto di territorio dell’Oltrepò ne contiamo circa 15 specie! E simile anche per le specie di Viola: delle circa 40 italiane, circa 13 sono in Oltrepò.

Le rare e protette orchidee selvatiche, che tanto si differenziano in base ai luoghi così vari che vanno dalle Alpi alle isole, sono in Italia presenti con circa 200 specie, e qui ne vivono ben quasi 40 tra queste (il 20%!).

Anacamptis morio (o anche Orchis morio)
In italiano chiamata: orchidea minore, pan di cuculo, giglio caprino

Troviamo in Oltrepò specie di alberi rari come spontanei e soprattutto a questa latitudine come il leccio, tipico delle zone mediterranee, l’abete bianco e la betulla, considerati relitti glaciali. Ma troviamo anche un buon numero di alberi secolari, tra i quali i più vecchi sono i castagni di circa 900 anni in una frazione di Brallo di Pregola.

Per stupirci della varietà di flora, è sufficiente pensare che solo sul Monte Alpe, riserva naturale situata a cavallo tra Valle Staffora e Val Tidone, vicino al monte Penice, sono presenti 326 specie floristiche, di cui 21 molto rare in Europa.

La ricchezza in specie di fauna non è da meno in quanto a biodiversità: oltre all’incredibile numero (120) di specie di farfalle, maggiore in questo piccolo territorio che in interi altri stati europei, è particolare la presenza di specie di anfibi endemiche (esclusive) dell’Italia e che hanno l’Oltrepò come limite nord dell’areale di distribuzione (il geotritone, la salamandrina dagli occhiali, la rana appenninica e una sottospecie di tritone alpestre).

L’Oltrepò è particolarmente adatto a chi ama il birdwatching perché in poco spazio possono essere avvistate specie di bosco, specie mediterranee che preferiscono le zone calde (come il gruccione e l’assiolo) e specie montane che preferiscono boschi di conifere o affioramenti rocciosi (per esempio la cincia dal ciuffo e il rondone alpino e diversi rapaci).

Fotografie: Aricò Alice

Lupo Europeo fotografato Parco Alpi Marittime

Negli ultimi 15 anni circa, alcuni esemplari di lupo sono risaliti dall’Appennino centrale, in dispersione, in cerca di nuovi territori. Da soli: non credete mai alle bufale della sua introduzione ad opera umana. Perché è tornato? Perché nel frattempo i boschi hanno riconquistato quelli che erano pascoli e campi prima che le montagne fossero abbandonate dall’uomo, e perché intanto queste zone si sono arricchite come non mai di ungulati (cinghiali e caprioli principalmente), prede predilette del lupo.

Il lupo, animale schivo che teme l’uomo,  diviene un equilibratore ecologico, l’unico animale che può contenere la diffusione esagerata degli ungulati e difendere così il bosco di cui quest’ultimi si cibano.

Se cerchiamo ancora nello scrigno troviamo anche un terzo tesoro: la varietà di substrati geologici presenti in questo territorio. Girando le valli oltre padane si può sbizzarrirsi con la passione della geologia: osservare le ofioliti, ossia rocce antichissime che erano il fondo oceanico, rare da vedere in superficie (in tutta Europa sono sporadici i luoghi in cui affiorano) e su cui si è sviluppata una flora specifica, naturalmente estremamente rara; vedere affioramenti di marne che sono state le prime rocce sedimentarie nel mare presente milioni di anni fa; stupirsi dei calanchi, ovvero le formazioni molto ripide tipiche di alcuni versanti dell’Appennino, anch’essi con una loro flora e fauna specializzata; restare affascinati dalle rocce arenarie, ultimi sedimenti dell’epoca marina che spesso contengono numerosi fossili; scoprire le rocce evaporitiche che raccontano di quando il mare sparì dalla nostra zona lasciando il gesso, un tempo legato ad attività economiche.

Tanta varietà quindi in questo piccolo territorio, che l’uomo ha in parte dedicato alla coltura della vite, in alcune valli, e che invece resta alla natura in altre più impervie o meno coltivabili.

Il quarto tesoro è stato nel riconoscere finalmente il valore di questi ambienti: ci ha pensato il progetto Rete Natura 2000 europeo che ha definito ben 3 siti di importanza comunitaria in Oltrepò Pavese: Monte Alpe (già riserva naturale e con la presenza di ben 3 habitat prioritari per l’Europa), Monte Pietra Corva (per la presenza di affioramenti ofiolitici e la loro rara flora), Monte Lesima.

Un quinto tesoro sta nel fatto che restano in questa area ancora cose da scoprire dal punto di vista naturalistico, e questo lo rende particolarmente affascinante da esplorare!

Un sesto tesoro è che in Oltrepò la natura è strettamente connessa con la storia: è suggestiva la presenza di villaggi e insediamenti che risalgono almeno al Neolotico e appartengono ai nostri antenati, cioè i Proto Liguri, che è oltretutto considerato il popolo più antico d’Europa! Popolo poi mescolato con i Celti e insieme contro l’occupazione Romana, per questo qui troviamo resti di varie origini, sia nei paesi che nella toponomastica.

Perché era così interessante conquistare questa zona? Torniamo al primo tesoro: per la sua posizione, la più breve strada per collegare le vie dal nord Europa al mare, al porto di Genova. La storia dell’antica viabilità è altrettanto affascinante e considero anche questa di diritto un tesoro nello scrigno (settima meraviglia). Per esempio gli antichi sentieri che collegavano i castellieri proto liguri sui crinali ci sono ancora, adatti alle passeggiate, e le strade di fondovalle per il commercio della farina costellate di mulini si possono ancora individuare, come partenze della vari vie del mare o vie del sale, e così le antiche vie dei pellegrini che raggiungevano l’abbazia di San Colombano sostando in ospitali o xenodochi costruiti sui nostri monti appositamente per i pellegrini.

Un ottavo tesoro è in costruzione e consiste, a mio parere, nel fatto che questo territorio sia fruibile, si sveli a poco a poco, a chi è interessato a un turismo lento, in punta di piedi, che sia mirato all’esplorazione e alla conoscenza.

Naturalmente poi ci sono gli altri tesori citati all’inizio che derivano da tutte queste caratteristiche: tradizioni, castelli, storia, prodotti enogastromici.

Ma noi, dell’associazione Volo di Rondine, che abbiamo la passione della natura ci siamo innamorati soprattutto di questi aspetti di base dell’Oltrepò Pavese. Abbiamo studiato scienze naturali, ma non ci basta farlo solo sui libri, e per questo abbiamo la passione di percorrere sentieri e osservare, esplorare e cercare di acquisire nuove informazioni sull’ambiente, sulla flora e sulla fauna. In pratica lo facciamo censendo e fotografando le specie di piante presente in un’area, per conoscerla meglio, e appostandoci per osservare la presenza di animali ed il loro comportamento.

Volo di Rondine è una associazione naturalistica che si occupa di ricerca su fauna, flora e geologia dell’Oltrepò Pavese e su aspetti della cultura dell’Appennino Settentrionale, ma il nostro intento non si limita alla esplorazione e ricerca, infatti abbiamo come obiettivo quello di promuovere e valorizzare il territorio, in particolare collinare e montano. Per fare questo ci interessa molto creare collaborazioni con altre realtà locali, tra cui altre associazioni, agriturismi, biblioteche, o come ad esempio l’Osservatorio Astronomico di Cà del Monte.

Proponiamo eventi periodici (settimanalmente nella bella stagione), ma anche attività esperienziali alle scuole e dedicate ai bambini. Per restare aggiornati è possibile iscriversi alla newsletter inviando una mail o seguendo la pagina FB ed il sito internet.

Testo di Vera Pianetta (vietata la riproduzione senza consenso) – associazione Volo di Rondine

 

FB https://www.facebook.com/associazionevolodirondine/

Sito www.volodirondine.com

Mail: vera(@)volodirondine.com – info(@)volodirondine.com

Associazione Volo di rondine

Associazione Volo di rondine

Volo di Rondine è una associazione culturale naturalistica che si occupa di RICERCA su fauna, flora e geologia dell'Oltrepò Pavese e su aspetti della cultura dell'Appennino Settentrionale. Ha come obiettivo quello di promuovere e VALORIZZARE il TERRITORIO collinare e montano dalle interessantissime, ma poco conosciute, peculiarità, RACCONTANDOLO direttamente dai suoi sentieri, approfittando delle nostre competenze naturalistiche, cercando di trasmettere la nostra passione e creando percorsi di una EDUCAZIONE esperienziale in natura.

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