Dal 19 al 21 Luglio 2019 Bobbio, in provincia di Piacenza, nell’Alta Val Trebbia, ospita la ventiduesima edizione di “Irlanda in musica“, un festival di musica e cultura celtica organizzato dal Comune della cittadine che ne animerà il borgo medievale. E’ una rassegna musicale che ha l’intento di celebrare e mantenere vivo il forte legame che unisce Bobbio con l’Irlanda e con uno dei suoi esponenti più importanti, San Colombano, le cui spoglie riposano nella cripta dell’Abbazia di Bobbio.

Anche una buona parte del nostro Oltrepò Pavese ha avuto stretti legami con l’abbazia fondata da San Colombano a Bobbio.

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Ma chi era San Colombano?

San Colombano è stato definito da Papa Benedetto XVI°Santo Europeo” per il suo operato e per la precoce consapevolezza dell’unità culturale europea.

Era nato fra il 540 e il 543 in Irlanda da una famiglia benestante e ben presto si dedicò alla vita religiosa entrando nel rigido e severo Monastero di Bangor, nell’attuale Ulster, di cui condivise l’ideale ascetico e una vita di preghiera, studio e penitenza. Nel 590 circa iniziò, insieme ad altri dodici monaci, il suo viaggio attraverso l’Europa con l’intento di ridare al continente l’autentica fede cristiana deviata e contaminata da guerre e invasori.

Approdato in Francia  vi fondò tre monasteri, ad Annegray, a Luxeuil, il più famoso e a Fontaines. Per contrasti con i vescovi francesi e con la famiglia reale fu costretto a lasciare la Francia. Dopo varie peregrinazioni giunse in Italia nel 612 dove, a Milano, il re longobardo Agilulfo e la moglie, la regina Teodolinda, fervente cattolica, in cambio di una mediazione diplomatica con il Papa per legittimare il loro regno, gli donarono dei terreni a Bobbio con un documento datato 24 luglio 613.

Giunto a Bobbio nel 614, dopo aver attraversato molte località del nostro Oltrepò Pavese, San Colombano restaurò l’antica Chiesa di San Pietro, che sorgeva sul sito dove oggi c’è il Castello Malaspina e vi edificò attorno il primitivo monastero sull’esempio di quelli irlandesi; semplici celle di legno e paglia, una cappella per i fedeli e alcuni locali di servizio.

Chiostro Abbazia di S. Colombano Bobbio foto di “Voci nei Chiostri”

San Colombano morì nel 615 e al suo successore, l’abate Attala, restò il compito di proseguire la sua opera.

Sotto il regno del re Agilulfo il Monastero fu ampliato e costruito nella posizione attuale. Nei secoli successivi accrebbe la sua influenza religiosa, culturale e sociale diventando uno dei centri religiosi più importanti d’Europa con possedimenti che si estendevano da gran parte del nostro Oltrepò all’Emilia, alla Toscana, alla Liguria e al Lago di Garda.

Era un monastero totalmente autosufficiente grazie alla rete di celle, xenodochi e “curtis” che aveva saputo creare e dove si trovavano mulini, forni, vigneti e orti per la coltivazione di erbe medicinali.

Il monastero era anche uno scriptorium con una vasta biblioteca di oltre 700 codici.

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Roberta Tavernati

Roberta Tavernati

Mi sono laureata in Scienze della Comunicazione Interculturale e Multimediale all'Università degli studi di Pavia, nel 2012, con una tesi sulle Tecniche Cinematografiche 3D e il Motion Capture. Nello stesso anno ho aperto la mia azienda di apicoltura, MielOrum, con punto vendita a Casteggio. Da sempre, le mie passioni sono i computer, la grafica, la scrittura e la fotografia. Queste ultime, in particolare, insieme all'amore per il mio territorio, mi hanno motivata ad aprire questo blog.

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