Vi avevamo parlato di lui a Febbraio 2020, per la presentazione del suo libro “I Diari Di Nonno Francesco Nel Nuovo Libro Di Marco Cignoli”, omaggio al nonno e all’Oltrepò Pavese ed entrato orgogliosamente nella top25 Amazon delle biografie più acquistate in Italia. E ve ne parliamo ancora oggi per sottolineare ed evidenziare quanto il nostro territorio sia ricco e custode di giovani talenti.

Lui è Marco Cignoli, cantautore e presentatore pavese nato a Voghera, da molti conosciuto come reporter televisivo in collaborazione con Tele Pavia e per la web TV “Occhio Pavese“. Nel 2015 presenta l’esclusivo evento di Loredana Bertè al Caffè Letterario di Roma e nel 2018 conduce la 21° edizione del VideoFestival Live con Consuelo Orsingher e Mara Maionchi. Dopo numerose esperienze, soprattutto radiofoniche, esordisce con il suo primo disco musicale “Coccodrillo Bianco“, prodotto da Daniele e Francesco Saibene, che si prospetta essere un grande successo.

Coccodrillo Bianco” un contenitore, un diario dove l’autore tratta tematiche della vita di ogni giorno e di ognuno di noi, un disco certamente impegnato ma raccontato ed esorcizzato attraverso sonorità elettro-dance e synth-pop. Un album autobiografico che ci ricorda che c’è un “coccodrillo bianco” in ognuno di noi, con le sue ansie, le sue imperfezioni e i suoi sogni.

Abbiamo voluto intervistare Marco Cignoli e farci raccontare, direttamente da lui, il suo album d’esordio, impressioni ed emozioni di questa nuova avventura:

Venerdì 15 Ottobre è uscito il tuo album d’esordio “Coccodrillo Bianco”, vuoi parlarcene?

È un disco pop, “bianco” nel titolo ma coloratissimo al suo interno, con varie sfumature , atmosfere e influenze musicali.

Come mai questo titolo?

Il titolo nasce dal profondo amore per un brano di Alberto Radius del 1979 ispirato ad una celebre leggenda secondo la quale nelle fogne di New York abitano dei coccodrilli bianchi che rifiutano la vita metropolitana segnata da consumismo, superficialità e banalità. Mi sono identificato in questo brano sin da adolescente: mi ricordo che sul banco della scuola superiore scrivevo spesso delle frasi estrapolate dalla canzone di Radius.

Dietro a questo album c’è moltissimo lavoro e collaborazioni, come e quando hai capito di percorrere questa strada?

Realizzare questo album è stato come fare un regalo a Marco bambino, che sfruttava l’immaginazione come arma per estraniarsi dalla realtà che spesso era tutt’altro che colorata. Ho realizzato che tutto questo l’ho fatto soprattutto per lui. Devo però ringraziare Marco Stella, meraviglioso ballerino che ho incontrato presentando un talent itinerante. Un giorno mi disse: “Marco, come presentatore e reporter racconti e dai spazio alle storie degli altri, ma dovresti finalmente salire sul palco per raccontare la tua storia”. Quel suggerimento fu illuminante. La musica mi è sembrata la forma creativa più adatta e l’incontro in radio con Daniele e Francesco Saibene è stata la scintilla definitiva.

Il disco è autoprodotto?


Sì, orgogliosamente autoprodotto.

Sei un giovane talento dell’Oltrepó Pavese e proprio con il tuo talento e tenacia andrai lontano (te lo auguriamo). Ma, secondo te e la tua esperienza, è difficile trovare il proprio posto e futuro in questo territorio piccolo che offre poche opportunità e dove spesso i giovani vengono sottovalutati?

Realizzarsi nel settore della comunicazione e della creatività è sicuramente difficile perché mancano strutture e mentalità giuste, ma per fortuna abbiamo Milano a portata di mano. Nel mio piccolo, con la mia esperienza decennale di presentatore e reporter locale, grazie alla fiducia di tante persone incontrate nel corso degli anni sono comunque riuscito a realizzare molti sogni. Tra l’altro sono grato a questo territorio perché, con le sue ricchezze paesaggistiche, mi regala sensazioni ed emozioni che non provo da nessun’altra parte. Torrazza Coste, Oliva Gessi, Montalto Pavese… sono tutti territori che scaldano il cuore. Questo vale più di ogni altra cosa.

Tutte le canzoni presenti nell’album raccontano di te? Qual’è la canzone che più ti sta a cuore, se c’è?

Sì, è un album totalmente autobiografico dove ho affrontato anche temi molto delicati come quello degli attacchi di panico e dei disturbi d’ansia. Difficile scegliere la canzone preferita, sono tutte delle parti di me. Sono particolarmente legato a “Tamburo” perché Berdix, il rapper tarantino che duetta con me, ha scritto delle barre che mi mettono i brividi ogni volta che le ascolto.

Se possiamo chiederlo, quali sono i tuoi progetti futuri insieme a “Coccodrillo Bianco”?

Sulla copertina ci sono tre coccodrilli: rosa, azzurro e, al centro, bianco. Quello centrale è quindi neutro, ma pronto a sporcarsi di nuovi colori, a transitare verso nuove esperienze. Ecco, mi piacerebbe transitare verso nuove esperienze, acquisire nuove competenze, rimettermi in gioco anche in altri settori.

Cosa diresti al te bambino?

Gli farei i complimenti, perché è riuscito a realizzare tutti i suoi sogni prendendosi una rivincita nei confronti della vita che con lui non è stata molto gentile. E gli chiederei, ora che è sazio, di disturbarmi un po’ meno.

Ultima domanda: secondo te quanto è importante poter realizzare un sogno?

È importante, ma solo finché non diventa un’ossessione.

L’album è uscito lo scorso 15 Ottobre ed è una produzione SAIGOOD Studios. E’ possibile ascoltarlo sui principali Digital Store:

Spotify: https://sptfy.com/mc_cb

YouTube: https://youtube.com/playlist…

Apple Music: https://music.apple.com/…/coccodrillo-bianco/1588468396

Per tutti gli altri digital store: http://www.marco-cignoli.com

Ringraziamo Marco Cignoli per la disponibilità all’intervista.

Roberta Tavernati

Roberta Tavernati

Mi sono laureata in Scienze della Comunicazione Interculturale e Multimediale all'Università degli studi di Pavia, nel 2012, con una tesi sulle Tecniche Cinematografiche 3D e il Motion Capture. Nello stesso anno ho aperto la mia azienda di apicoltura, MielOrum, con punto vendita a Casteggio. Da sempre, le mie passioni sono i computer, la grafica, la scrittura e la fotografia. Queste ultime, in particolare, insieme all'amore per il mio territorio, mi hanno motivata ad aprire questo blog.