La tradizione del mercato a Casteggio affonda le proprie radici nel passato. Posto in una posizione privilegiata dovuta al fatto di trovarsi lungo la “Via Postumia” e di costituire un collegamento tra le due importanti colonie romane di Tortona e Piacenza, l’antico Casteggio ebbe di certo un’attiva vita commerciale di cui il mercato dovette essere essenziale.

Ma come nacque il mercato?

Ma bisogna arrivare ai primi decenni del XVI° secolo per avere notizie certe dell’esistenza di un mercato. Casteggio stava allora attraversando un periodo economicamente molto difficile, impoverito sia dal passaggio degli eserciti durante le continue lotte tra Francia e Spagna che dalle carestie ed epidemie.

Proprio per un rilancio economico del paese nel 1532 Alessandro Bentivoglio, figlio del Signore di Bologna, che aveva sposato Ippolita Sforza erede del feudo ed era quindi diventato feudatario di Casteggio, chiese ed ottenne dal Duca di Milano Francesco II° Sforza la concessione di un mercato da tenersi nel giorno di Mercoledì. Nella domanda il feudatario scrisse:”… Casteggio, altre volte terra buonissima, ben popolata, al presente per le guerre et calamità è distrutta e la maggior parte di uomini soliti abitarvi sono morti, fuggiti et in parte andati ad abitare in alre regioni in modo che i beni sono incolti e quasi niente si ricava di prodotto loro in comparazione di quello che era solito percepire. Quindi è spediente fare un mercato perpetuo per ogni Mercoledì, come altre volte si faceva, qual sia libero et con quelle medesime prerogative esenzioni che ha il mercato di S.angelo Laudense, qual cosa non è lecito fare se non con licenza et grazia et ampio privilegio di V.E:“.

Il Duca di Milano consultò il presidente del Magistrato delle Entrate (una specie di ministro delle finanze ducali) il quale ritenne che si dovesse esentare dal dazio il bestiame che fosse condotto al mercato di Casteggio dalla zona appartenente alla diocesi di Pavia e che si dovesse solo la metà per quello che proveniva da fuori diocesi, mentre veniva lasciato libero il mercato per tutti gli altri tipi di merce. In base a ciò il Duca di Milano emanò un decreto il 28 ottobre 1532 in cui si diceva “si concede di fare nel giorno di Mercoledì mercato solenne con speciale privilegio, sicché tutti possano recarsi al detto mercato e che il mercato abbia le stesse prerogative di quello di S.Angelo..”

Con la concessione del mercato Casteggio, che era già sede del podestà con giurisdizione sulle terre vicine e che aveva vari servizi medici e commerciali, diventò il cuore ed il centro della zona mediana dell’Oltrepò tra Voghera e Stradella.

Pistornile, Via Castello

L’abitato di Casteggio era allora tutto concentrato nella parte alta dell’attuale paese, quella comunemente conosciuta con il nome di Pistornile, costituita dalla parte più elevata ed antica detta “Castello” e da quella mediana, il “Borghetto” medievale che nel 1361 era stato cinto da mura per disposizione dei visconti.

Oltre le mura del “Borghetto” c’erano delle rampe e delle fossa, a seconda dell’andamento del terreno più o meno ripido, che costituivano un altro elemento di difesa. Il fosso che si apriva tra le attuali Via Sclavi e Matteotti, riempito e sistemato fu adibito a mercato del piccolo bestiame (maiali, oche, polli) mentre ora è tenuto a prato con alberi e panchine.

Il mercato delle merci varie, alimentari, frutta e verdura si teneva nella parte alta del “Castello”, nello spiazzo che costituisce l’attuale Piazza Castello dove un tempo sorgevano il Palazzo Feudale, detto della Feudataria, con annesso l’alloggio delle guardie, la prigione e la casa del carceriere, un monastero con annesso educandato femminile, alcune case signorili e i migliori negozi.

La divisione del mercato

Casteggio, Piazza Coppa

Come era usanza in tutti i mercati di una volta, anche al Pistornile, all’imbocco da Via Castello della Via Sforza Visconti, veniva esposta la bandiera per segnare l’inizio e la fine del mercato che all’apertura era riservato ai soli abitanti del luogo e dopo (solo quando veniva tolta la bandiera) diventava libero a tutti.

Al limite inferiore del “Borghetto”, nello spiazzo vicino al Palazzo Bettanoli (ex sede della pretura) si teneva il mercato del bestiame grosso che venne spostato, dopo il 1755, nell’attuale Piazza Martiri della Libertà.

Il mercato del Mercoledì continuò a svolgersi con le modalità ed esenzioni previste dal decreto ducale del 1532. Nella seconda metà del XVII° secolo, però, il fisco milanese tentò di portare il mercato al normale regime fiscale, il che sarebbe equivalso a farlo morire. I casteggiani opposero il privilegio concesso nel 1532 ma non riuscirono a trovare il documento che lo dimostrasse. La causa si trascinò per quasi dieci anni dal 1675 al 1685 davanti al Senato di Milano finchè venne trovato in un archivio il prezioso decreto e il mercato poté continuare a svolgersi con le esenzioni prescritte per tutti gli anni a venire.

La Fiera

Il 22 giugni 1833, inoltre, in aggiunta allo storico mercato del Mercoledì, Re Carlo Alberto, su richiesta della municipalità, autorizzò una fiera annuale “...un’annua fiera nei giorni di Lunedì, Martedì e Mercoledì immediatamente successivi alli 15 settembre, constandoci dell’utilità che l’implorata concessione potrà arrecare al comune ricorrente...”.

La fiera incontrò gradualmente un successo sempre maggiore tanto che nella seconda metà dell’Ottocento, per custodire le merci si costruivano magazzini smotabili e tanto grande era l’affluenza di gente e commercianti che venivano da fuori che nella “Piazza Coppa”, l’attuale Piazza Dante, dove allora c’era un peso pubblico, durante la fiera si “parcheggiavano” numerosi carri e carretti, i mezzi del tempo.

Casteggio, la piazza del mercato

Come tante altre località fortificate, venuta meno la necessità di una difesa locale diretta ed autonoma, anche Casteggio cominciò a smantellare via via le sue mura, a livellare le fosse e ad espandersi nella parte pianeggiante dell’attuale paese denominata “Borgo”.

Nel decennio tra le due guerre d’indipendenza (1848-1859) il Borgo ebbe un deciso sviluppo e venne creato lo spazio occupato dall’attuale Piazza Cavour attraverso la rettifica del torrente Coppa che fino ad allora passava in mezzo al borgo, spazio sul quale fu spostato il mercato delle merci varie, alimentari, frutta e verdura.

Lo storico pavese Cavagna-Sangiuliani descrisse, intorno al 1880, Casteggio come “trafficatissimo”, un centro commerciale e stradale molto vivace, ricco di confortevoli alberghi e ristoranti per passeggeri, bei negozi e un mercato molto attivo. Con la Piazza Cavour nel basso borgo, collegata alla stazione, costruita nel 1859, è ovvio che questo diventasse  il nuovo centro del paese che si trovava  lungo la storica Via Postumia. Il traffico verso Voghera e Stradella, realizzata dal 1881 al 1883, che permetteva gli spostamenti anche tra i piccoli centri dove non c’era stazione ferroviaria.

Il mercato della Domenica

In data non certa al mercato del mercoledì se ne era aggiunto uno alla Domenica. Nella seconda metà dell’ottocento il parroco Don Belso scriveva nella sua relazione al Vescovo lamentandosi del mercato domenicale: “…tutti i paesi che son otra Voghera e Broni e Montalto corrono in folla a Casteggio a fare le loro provviste…”

E per quanto egli si fosse dato da fare per “togliere questo abuso ormai antichissimo” che a suo parere turbava la sacralità della domenica e distraeva dalle pratiche religiose non c’era stato niente da fare.

I contadini con la scusa che non avevano altro tempo libero e gli abitanti del borgo che traevano dal mercato domenicale parte dei mezzi di sussistenza, continuarono a frequentarlo come prima.

Con lo sviluppo industriale e l’ulteriore ampliamento dell’abitato, la strategica importanza data dalla presenza di una importante rete varia, Casteggio allargò i suoi traffici commerciali.

Negli anni ’60 del secolo scorso il mercato del bestiame fu spostato da Piazza Martiri della Libertà ad un’apposita struttura posta oltre la ferrovia, poi quando il mercato del bestiame non si tenne più, come successe per quello di Varzi, quest’area venne utilizzata come centro fieristico e per esposizioni.

Oggi il plurisecolare mercato di Casteggio, integrato delle fiere primaverile ed autunnale, resta sempre il centro vitale della vita commerciale del paese anche con la crisi economica di questi ultimi tempi.

Fotografie d’epoca gentilmente concesse da Mario Borella

Fonti:

G. Saporiti-C.Ghia “Da Clastidium a Casteggio” Tipografia cavallotti Casteggio

L. Musselli “Casteggio. Ventitré secoli di storia” Comune di Casteggio

C.Ghia “Casteggio. L’antica Clastidium” Comune di Casteggio

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Roberta Tavernati

Roberta Tavernati

Mi sono laureata in Scienze della Comunicazione Interculturale e Multimediale all'Università degli studi di Pavia, nel 2012, con una tesi sulle Tecniche Cinematografiche 3D e il Motion Capture. Nello stesso anno ho aperto la mia azienda di apicoltura, MielOrum, con punto vendita a Casteggio. Da sempre, le mie passioni sono i computer, la grafica, la scrittura e la fotografia. Queste ultime, in particolare, insieme all'amore per il mio territorio, mi hanno motivata ad aprire questo blog.

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