Tutto è nato per caso. Stavo sfogliando la “Guida del Touring Club Italiano – Oltrepò Pavese. L’appennino di Lombardia” e mi sono imbattuta in queste parole:

Se qualcuno, aldilà delle informazioni che si leggono sulle guide turistiche, vuol farsi un’idea di cosa sia l’Oltrepo’ … non può non conoscere i libri di Repossi…

Il tempo di un acquisto in libreria ed eccomi a sfogliare “L’erba che fa il grano”, un romanzo che Paolo Repossi pubblica con la casa editrice Instar del 2013.

Paolo Repossi è nato del 1967 e vive in Oltrepò Pavese in una frazione di Montalto Pavese, fra le colline ricche di vigneti e i campi coltivati a grano ed erba medica. E’ in queste zone che Repossi ambienta i suoi libri.

E’ così anche per “L’erba che fa il grano” in cui viene raccontata la storia di una famiglia dagli anni ’20 – ’30 del secolo scorso ad oggi. E’ la famiglia Mezzadra che abita in una cascina, “La Sbercia”, che si raggiunge da Borgoratto tramite una stradina ai cui lati il vecchio Pietro Mezzadra ha piantato due querce quando suo figlio Gigi ha sposato Lucia. Le querce del 1930 diventano otto, una per ogni nipote nato. La vita della famiglia Mezzadra ruota attorno al lavoro, nei campi e nella vigna e alla grande casa.

Gli anni passano e con la Seconda Guerra Mondiale le cose cominciano a cambiare alla “Sbercia”. I figli più grandi partono per la guerra e poi se ne vanno anche le due ragazze, Silvia e Nella, quest’ultima va a vivere nella “lontana” Milano. Ad occuparsi della cascina e dei campi restano solo Elio e Quinto, finchè anche quest’ultimo decide di cambiare vita e aprire una attività tutta sua. Nelle campagne arrivano i trattori, i paesi si espandono e le vite dei fratelli Mezzadra, fra successi e fallimenti, prendono vie diverse.

“L’erba che fa il grano” è un romanzo che racconta coem è cresciuta l’Italia minore delle colline.

Leggerlo è stato come riascoltare i racconti di vita dei nonni, dei genitori e di chi ha vissuto nelle colline dell’Oltrepo’ Pavese fra casa e terra che, in questi luoghi era, come si legge nel libro:

… uno dei modi di dire tutto…

E’ un romanzo che si legge tutto d’un fiato, una pagina tira l’altra, coinvolgente e appassionante, dove nessun personaggio prevale sull’altro.

Il personaggio, forse più toccante, è Lucia, la mamma, una donna forte e tenace che ha vissuto tutta la sua vita alla “Sbercia” e che solo nella vecchiaia viene portata da Quinto a vedere il mare e quando lo vede da lontano dice:

Mi aspettavo qualcosa di più grande e in movimento. Invece è piatto e fermo come in una fotografia

Da questo libro emerge l’anima del nostro Oltrepò Pavese ancorato ai suoi colli, ai suoi vigneti e ai borghi che dominano dall’alto la pianura sottostante dove la vita sembra sempre correre un pò più in fretta.

“L’erba che fa il grano”, di Paolo Repossi

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Roberta Tavernati

Roberta Tavernati

Mi sono laureata in Scienze della Comunicazione Interculturale e Multimediale all'Università degli studi di Pavia, nel 2012, con una tesi sulle Tecniche Cinematografiche 3D e il Motion Capture. Nello stesso anno ho aperto la mia azienda di apicoltura, MielOrum, con punto vendita a Casteggio. Da sempre, le mie passioni sono i computer, la grafica, la scrittura e la fotografia. Queste ultime, in particolare, insieme all'amore per il mio territorio, mi hanno motivata ad aprire questo blog.

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