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Come abbiamo già avuto modo di raccontarvi, la Fiera dell’Ascensione di Voghera è la manifestazione più antica della Lombardia essendo stata concessa nel 1382 dal Duca Gian Galeazzo Visconti. Oggi, come allora, accanto all’aspetto commerciale della “Sensia” è presente quello prettamente religioso.

Ai suoi inizi la fiera rappresentava, infatti, un momento molto importante nell’arco dell’anno in cui si facevano affari, si incontravano persone ma, soprattutto, si pregava San Bovo e si seguivano le solenni processioni del ricco clero vogherese, processioni che percorrevano le vie cittadine addobbate a festa e con tante luminarie. 

Religiosamente il momento più importante della fiera era la venerazione della Sacra Spina che proprio in quella occasione veniva mostrata alla popolazione che davanti ad essa si inginocchiava per ottenere una benedizione.

Cerimonia Sacra Spina, Voghera 2017. Fotografia di Daniele Salerno, digisolution.it

La Sacra Spina è una delle spine della corona posta sul capo di Gesù prima della Crocifissione ed è una preziosa reliquia conservata nel Duomo di Voghera da secoli. Anche se, come ha scritto Alessandro Maragliano, il popolo vogherese la crede donata dalla regina longobarda Teodolinda, la Sacra Spina deve invece essere stata un dono dei Dè Giorgi, feudatari del vogherese reduci dalla prima o dalla seconda Crociata in Terra Santa.

La Sacra Spina, custodita, quindi, da più di 700 anni nel Duomo vogherese, si trova dal 1738-1739 nel catino absidale, alle spalle dell’antico altare maggiore, protetta da un tabernacolo, posto a circa quindici metri di altezza, incorniciato da una preziosa decorazione in stucco conosciuta come “Nube Luminosa”.

Realizzato da Francesco Croce, architetto della Fabbrica del Duomo di Milano, il tabernacolo è ornato da due angeli e da raggi dorati, rappresenta la “Divina Presenza” e porta la scritta in latino “Una ex Miss Spinis Coronae Domini”.

All’interno del tabernacolo sigillato da ben tre serrature, la Sacra Spina è conservata oggi in ben due reliquiari. Il più piccolo è d’argento dorato risalente al XIII° secolo ed è decorato da figure in smalto. In esso la Sacra Spina è tenuta da un angioletto d’oro inginocchiato. Il più grande è in argento in stile barocco ed è fatto a forma di trono sormontato da una grande corona ricca di pietre preziose e sostenuta da due angeli. Il piedistallo ha un cammeo antico rappresentante la figura di San Giovanni patrono dell’Ordine di Malta.

Vigile del Fuoco sale al Tabernacolo. Cerimonia Sacra Spina, Voghera 2019. Fotografia di Mauro Castelli

L’originario reliquiario/ostensorio in cui per alcuni anni è stata conservata la Sacra Spina di Voghera era stato probabilmente commissionato dal vescovo Pietro Dè Giorgi e ultimato nel 1456 come testimoniato dall’iscrizione in latino nel piede dell’ostensorio che, tradotta, dice “Questo tabernacolo è stato eseguito e completato per il popolo vogherese… il giorno 26 Maggio 1456”. Si tratta dell’ostensorio noto come “Tabernaculum Argenteum” o “Ostensorio di Voghera”, un capolavoro dell’arte orafa lombarda in stile gotico, in argento fuso e argento dorato con applicazioni in smalto traslucido, oggi esposto nel Museo delle Arti Decorative del Castello Sforzesco di Milano. Infatti nel 1915 l’arciprete del Duomo di Voghera, Don Giovanni Biscaldi, vendette l’ostensorio al Castello Sforzesco di Milano per poter pagare le ingenti spese per i lavori intrapresi nel Duomo per il suo consolidamento e per gli affreschi commissionati. 

Da tempo evidentemente il prezioso ostensorio non assolveva più la funzione di custodire la Sacra Spina perchè sostituito da quello barocco.

Come ha scritto Gigi Giudice nella rivista “Oltre” n.175 del 2019, “Come si sa le mode cambiano e le autorità religiose decisero che lo stile gotico, con il passare dei secoli non si portava più. Dunque commissionarono per lo scopo un nuovo ostensorio [..] di stile barocco..”.

Il 6 Maggio 1739 alla presenza del vescovo di Tortona, Monsignor Resta, fu inaugurata la “Nivola”, un marchingegno sofisticato con cui il sacerdote poteva salire nel catino absidale e prelevare la Sacra Spina dal Tabernacolo per esporla nel giorno dell’Ascensione alla venerazione della popolazione.

La “Nivola” consisteva in una specie di navicella di legno a forma di nuvola che scorreva tra due antenne perpendicolarmente addossate alla parete del coro ed era decorata con putti, decorazione che alcuni attribuiscono al pittore di origini vogheresi, Paolo Borroni. 

La scena della “Nivola” (del tutto simile come meccanismo a quella con cui si svolge ancora oggi la cerimonia del Sacro Chiodo nel Duomo di Milano) era sicuramente di grande effetto e a Voghera arrivavano fedeli anche da lontano per assistere alla cerimonia. Alcuni documenti testimoniano, ad esempio, che il 17 Maggio 1775, il re di Sardegna e Duca di Savoia Vittorio Amedeo III°, partecipò al rito della “Nivola” con i suoi famigliari.

Nel corso dell’Ottocento la “Nivola” si ruppe e la cerimonia della Sacra Spina venne interrotta e il prezioso reliquiario che la custodiva posto in cassaforte, quasi dimenticato.

Dal 5 Giugno 2011 la cerimonia della Sacra Spina è finalmente ripresa. 

Cerimonia Sacra Spina, Voghera 2017. Fotografia di Daniele Salerno, digisolution.it

Non c’è più la “Nivola” ma, alla presenza delle autorità civili e religiose e di alcuni rappresentanti dell’Ordine di Malta, un vigile del fuoco sale una lunga scala con cui raggiunge il tabernacolo e apre una ad una le tre pesanti serrature estraendo il prezioso reliquiario contenente la Sacra Spina che poi consegna ai sacerdoti per la venerazione dei fedeli.

Tempi nuovi, nuove modalità ma un rito che finalmente ha ripreso la sua centralità nell’aspetto più religioso della “Sensia” di Voghera, la fiera più antica della Lombardia!

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Roberta Tavernati

Mi sono laureata in Scienze della Comunicazione Interculturale e Multimediale all'Università degli studi di Pavia, nel 2012, con una tesi sulle Tecniche Cinematografiche 3D e il Motion Capture. Nello stesso anno ho aperto la mia azienda di apicoltura, MielOrum, con punto vendita a Casteggio. Da sempre, le mie passioni sono i computer, la grafica, la scrittura e la fotografia. Queste ultime, in particolare, insieme all'amore per il mio territorio, mi hanno motivata ad aprire questo blog.