Ogni angolo del nostro Oltrepò Pavese nasconde storie legate a fatti realmente accaduti attorno ai quali, talvolta, vengono aggiunti particolari fantasiosi che li fanno sconfinare nella leggenda.

E’ il caso di quell’angolo di Oltrepò Pavese dove si trova il paese di Santa Giuletta, lungo la Via Emilia tra Voghera e Broni. Conosciuta in dialetto oltrepadano come “La Vila”, Santa Giuletta vanta una storia molto antica che riguarda sopratutto il nucleo originario del paese, oggi Frazione Castello, dove sorgeva, appunto, un antico castello della famiglia Beccaria, che alla fine del ‘700 è stato trasformato in una villa di stile neoclassico da una delle due famiglie confeudatarie del paese, gli Isimbardi. Ed è ad un esponente di questa famiglia, il Conte Lorenzo Isimbardi, che è legata una storia|leggenda che riguarda Santa Giuletta.

Le tagliatelle. Fonte: cucchiaio.it

Siamo alla vigilia della Battaglia di Montebello che verrà combattuta il 20 maggio 1859. Truppe austriache percorrono il territorio oltrepadano comportandosi come orde barbariche, devastando e terrorizzando la popolazione. Il Conte Lorenzo Isimbardi, ciambellano imperiale, assiste dal suo palazzo con grande preoccupazione al viavai sulle sue terre di soldati austriaci e franco-piemontesi. Il 19 maggio 1859, di ritorno da una cavalcata di perlustrazione sulle sue proprietà, viene informato che quattro ufficiali franco-piemontesi lo attendono. Fra di loro c’era il Conte Corrado Cravetta di Villanovetta dei Cavalleggeri del Monferrato, che il Conte Isimbardi aveva avuto occasione di conoscere qualche anno prima. Mentre il conte intratteneva i suoi ospiti venne avvisato dell’arrivo di due ufficiali austriaci del Reggimento Ulani delle Due Sicilie in visita da cortesia. La situazione, com è facile immaginare, era più che imbarazzante e delicata. Al cospetto del Conte Isimbardi venivano a trovarsi alcuni esponenti dei due eserciti che proprio l’indomani, a Montebello della Battaglia, si sarebbero scontrati in una cruenta battaglia.

Il conte Isimbardi decise di invitare i suoi ospiti a pranzo e per questo ordinò al cuoco di palazzo di inventarsi qualcosa con cui potesse fare bella figura. Tra le portate vi fu un primo piatto che è entrato ormai nella tradizione culinaria della zona. Il cuoco di palazzo Isimbardi aveva cucinato quelle che oggi sono conosciute come le “Tagliatelle alla Santa Giuletta”, un primo piatto di tagliatelle all’uovo con lingua salmistrata, prosciutto crudo e sedano. Il buon pranzo offerto dal Conte Isimbardi suscitò gli apprezzamenti dei suoi ospiti che in quella occasione si trovarono d’accordo complice forse anche del buon vino ottenuto dalle uve coltivate nelle vigne che anche allora erano rigogliose nel territorio di Santa Giuletta.

Le Tagliatelle. Fonte: Pro Loco Santa Giuletta (FB)

Oggi le “Tagliatelle alla Santa Giuletta”, che hanno ottenuto la De.Co (Denominazione di Origine Comunale) sono cucinate in molti ristoranti e agriturismi della zona.

Ma ancora oggi gli scettici, i dubbiosi, discutono sulla proveniezta di ingredienti come la lingua salmistrata e il prosciutto crudo che nel 1859 non erano certo così diffusi sul territorio come oggi.

Sono comunque prodotti che hanno le loro radici nelle regioni di nord-est italiano e, quindi, potrebbero essere stati introdotti nel nostro Oltrepò proprio al seguito delle truppe austriache che attraversavano Veneto e Friuli prima di arrivare nella nostra zona.

Comunque sia, leggenda o realtà, le “Tagliatelel alla Santa Giuletta” hanno assolto quel lontano giorno del 1859, il ruolo di socializzazione tra commensali che sicuramente si guardarono con reciproco sospetto.

Di seguito la ricetta per chi volesse cucinare questo particolare e gustoso piatto “risorgimentale”

Ricetta Tagliatelle alla Santa Giuletta

Ingredienti:

  • 500gr di tagliatelle fresche all’uovo
  • 250gr di lingua salmistrata
  • 150gr di prosciutto crudo a fette
  • 150gr di sedano verde
  • 100gr di burro
  • Sale e pepe

Procedimento:

Tagliare la lingua salmistrata a fette e poi a listarelle sottili, fare altrettanto con il prosciutto. Tagliare il sedano a fiammifero. In un recipiente mescolare i tre ingredienti. In un tegame antiaderente fondere il burro e rosolare per dieci minuti la lingua salmistrata, il prosciutto e il sedano. Lessare le tagliatelle in abbondante acqua salata, sgocciolare al dente, trasferite nel tegame e padellare con il condimento. Completare con pepe macinato al momento.

Fonti:

Oltre n° 177 Maggio-Giugno 2019

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Roberta Tavernati

Roberta Tavernati

Mi sono laureata in Scienze della Comunicazione Interculturale e Multimediale all'Università degli studi di Pavia, nel 2012, con una tesi sulle Tecniche Cinematografiche 3D e il Motion Capture. Nello stesso anno ho aperto la mia azienda di apicoltura, MielOrum, con punto vendita a Casteggio. Da sempre, le mie passioni sono i computer, la grafica, la scrittura e la fotografia. Queste ultime, in particolare, insieme all'amore per il mio territorio, mi hanno motivata ad aprire questo blog.

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