Anche quest’anno il Lunedì di Pasqua, il piccolo borgo di Staghiglione, frazione di Borgo Priolo, si animerà per la quattordicesima edizione della “Sagra del Brasadé“, un dolce tipico della tradizione dell’Oltrepò Pavese la cui origine si perde nel tempo.

In Oltrepò questo tipo di biscotti è praticamente famoso da sempre. Sono i “Brasade da Staghion“, un particolare tipo di ciambelle del diametro di 5-6 centimetri composte da farina, zucchero, strutto, burro, un pizzico di lievito e preparate con una doppia cottura prima in acqua bollente e dopo essere state raffreddate ricotte in forno a legna.

Questo procedimento le rende croccanti e durature, ottime inzuppare, come si usava una volta, in una bella tazza di latte caldo o accompagnate come si vuole oggi da un bicchiere di ottimo vino moscato rigorosamente d’Oltrepò.

Si chiamano di Staghiglione perchè gli originali erano preparati proprio dalle donne di Staghiglione che si tramandavano la ricetta da madre a figlia. Erano preparate non solo per l’uso in famiglia ma anche per essere vendute in fiere e mercati, un modo semplice e famigliare per guadagnare qualcosa in tempi difficili mettendo a frutto, appunto, le abilità domestiche.

Il nome “Brasade” pare rimandi al termine braccialetto. Infatti l’usanza è quella di infilare con uno spago bianco 11 ciambelle, 5 con la parte piatta nella stesso verso e 5 nel verso opposto. L’undicesima ciambella viene usata come fermaglio a cui si legano i capi dello spago.

I “Brasade” erano infatti gli unici dolci che si mettevano al collo, una dolce collana così preziosa che nel passato il padrino o la madrina la mettevano al collo dei rispettivi cresimati appena fuori dalla chiesa.

E, ovviamente, in passato fuori dalla chiesa si faceva trovare “al Brasadlé“, il ciambellaio pronto per la vendita delle collane di ciambelle.

Poi i tempi sono cambiati e l’usanza è andata scomparendo.

Oggi i “Brasade da Staghion” vengono sfornati nella Pasticceria Bernini a Schizzola, frazione di Borgo Priolo. Qui una generazione tutta femminile (nonna, mamma e nipote) sforna dal 1920 le  ciambelle con una ricetta dei primi dell’800 che è stata trovata negli archivi della Chiesa di Staghiglione.

Le ciambelle hanno ottenuto nel 2006 la DeCo (Denominazione Comunale) e costituiscono un prodotto di nicchia apprezzato da turisti e intenditori che si ritrovano durante la sagra del Lunedì di Pasqua per assaggiarle ed acquistarle.

E come scrive Angelo Vicini nel suo libro “In Oltrepò appena ieri“… è bello ancora adesso pensare a qualcosa di dolce da mettersi al collo per avere un boccone sempre a disposizione e per non dimenticare mai che la vita è fatta anche di dolcezze.

E di “dolci” ricordi…

Fotografia di Copertina: Alberto Monaghé

Pasticceria Bernini Carla:

Frazione Schizzola, 20, 27040, Schizzola PV

 

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Roberta Tavernati

Roberta Tavernati

Mi sono laureata in Scienze della Comunicazione Interculturale e Multimediale all'Università degli studi di Pavia, nel 2012, con una tesi sulle Tecniche Cinematografiche 3D e il Motion Capture. Nello stesso anno ho aperto la mia azienda di apicoltura, MielOrum, con punto vendita a Casteggio. Da sempre, le mie passioni sono i computer, la grafica, la scrittura e la fotografia. Queste ultime, in particolare, insieme all'amore per il mio territorio, mi hanno motivata ad aprire questo blog.

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