A volte il caso ti porta ad incontrare persone con progetti speciali, perfettamente in linea con quello che NarrandOltrepò è e si è prefissato di essere.

Abbiamo avuto il piacere di conoscere Valentina Balma, scrittrice ed illustratrice con un progetto ambizioso ed originale: recuperare e salvare le antiche favole dell’Alto Oltrepò Pavese, tramandate solo oralmente nel complesso ed articolato dialetto montano e trascriverle in uno stile coinvolgente ed immediato per grandi e piccini. Il tutto accompagnato dai suoi disegni, ben distinguibili.

Un’idea nata un po’ con l’aiuto della nonna di Cegni (piccolo paese dell’Alta Valle Staffora) e un po’ con il desiderio di fare qualcosa che nessuno aveva ancora fatto.

Un progetto che vuole “salvare” davvero la tradizione dell’Oltrepò Pavese, ciò che le favole tramandate insegnavano ai bambini di tanti anni fa.

Abbiamo così intervistato Valentina Balma, dietro al suo banchetto allestito al Castello di Stefanago due domeniche fa. Un tavolo allegro, ricoperto dei suoi disegni che ti invitano ad avvicinarti e a conoscere un mondo che si credeva ormai perduto ma che, grazie a persone speciali come Valentina, può essere riscoperto e salvato.


Le antiche favole dell’alto Oltrepò fanno parte di una tradizione che lentamente sta andando persa, se non salvata in tempo. Come ti è venuta l’idea di recuperarle e come lo hai fatto e lo stai facendo?

Da ormai alcuni anni mi occupo di illustrazione e piccoli cartoni animati. Circa un anno fa, dopo aver fatto dei lavori su commissione, ho sentito l’esigenza di produrre qualcosa che fosse tutto mio. La prima ispirazione che ho avuto è stata quella di riadattare con il mio stile, favole che tutti conosciamo come Biancaneve, Pinocchio, Frozen e così via, ma poi mi sono detta che questo tipo di lavoro non è poi così originale. Tantissimi illustratori e autori hanno progetti simili. 

Un giorno ecco l’illuminazione! Ho sentito mia madre raccontare a mio nipote di quattro anni un piccolo proverbio in dialetto. Da quel momento ho riavvolto il nastro della memoria e mi sono tornate in mente le storie che mi raccontava mia nonna a Cegni.

Sono storie antiche che, come vuole la tradizione orale, venivano raccontate rigorosamente in dialetto la sera dopo cena e a quel tempo erano l’unico momento di intrattenimento per i bambini. Le favole narrano proprio di personaggi che vivono a Cegni tra avventure e disavventure fantastiche, piccole e grandi imprese surreali, ma con la classica morale educativa alla fine.

Visto che sono ormai passati molti anni da quando mia nonna mi raccontava queste storie, stavo iniziando anch’io a dimenticare e ho quindi riunito amici e parenti per aiutarmi a ricostruirle. Un forte aiuto è stato necessario sopratutto per tradurre correttamente i testi dal dialetto della montagna, una vera e propria lingua che capisco discretamente ma che purtroppo non so parlare. Il lavoro di traduzione e riadattamento del testo è stato di sicuro uno dei passaggi più impegnativi in quanto, recitando e parlando, si usano intercalari, mimiche e gesti che aiutano la comprensione della storia. Per il testo scritto, ovviamente, servono dei meccanismi di racconto diversi, la storia sulle pagine deve scorrere e deve essere sempre coerente e facilmente comprensibile, considerando che si rivolge ai bambini.

Quindi da una parte c’è stata questa voglia di fare qualcosa che fosse tutto mio e dall’altra si è generata, automaticamente, questa esigenza di salvare questi racconti che altrimenti, passata la mia generazione, si sarebbero inevitabilmente persi.

Parlaci de “Il Cagnolino di San Giacomo” una storia della Alta Valle Staffora e di “La pussa del Boiba Mucetto”.

Premesso che entrambi i libretti sono il frutto di una mia autoproduzione, queste sono le prime due storie delle cinque che ad oggi ho integralmente salvato. 

“Il Cagnolino di San Giacomo” narra di un tenere ma astuto cagnolino e del suo antagonista, un temuto ma sfortunato lupo, che si rincorrono lungo la trada tra Cegni e Cignolo nel cuore dei boschi dell’Oltrepò Pavese. questo racconto ci insegna che per compiere un’impresa non è importante la dimensione fisica dell’eroe ma basta una buona dose d’astuzia e un pizzico di sfrontatezza.

“La pussa del boiba Mucetto” è un racconto emblematico che narra di cinque animali: gallo, gallina, oca, Bisòn (nome dialettale del montone) e gatto. Essi decidono di andare insieme a Roma ma, in realtà, lasceranno a malapena Cegni a causa di un imprevisto che li metterà a dura prova ma allo stesso tempo li unirà nell’amicizia insegnandoci così che l’unione fa sempre la forza! Spero di avervi incuriositi!

Pensi di ampliare, un giorno, la tua raccolta e inserire favolo non solo dell’Alto Oltrepò ma anche delle altre zone del nostro territorio? Pensi di fare qualcosa anche in dialettale?

Questo progetto è partito con le storie di Cegni perchè erano i racconti che avevo immediatamente a portata di mano, la mia intensione però è di andare avanti raccogliendo favole anche da altri paesi della Valle Staffora. L’anno scorso, presentando questi libretti in vari eventi della valle, ho trovato persone interessate a questo progetto che mi hanno raccontato storie dei loro paesi, dandomi così un forte stimolo a proseguire.

La cosa veramente curiosa e bizzarra è che alcune storie sono molto simili tra i vari paesi. Cambiano nome e ambientazioni, ma trama e morale rimangono sostanzialmente le stesse, confermando così la tradizione popolare di queste storie. Sarebbe interessante censire racconti dall’Alta Valle alla pianura.

Una volta ultimate tutte le storie di Cegni, mi piacerebbe registrare come traccia audio la loro lettura, sia in italiano sia in dialetto, per avere una sorta di audiolibro che oltre a salvare le storie in sé salverebbe anche la tradizione dialettale, autentico bene immateriale del territorio.

L’idea di abbinare alle favole i tuoi disegni è davvero originale. Rende, a nostro parere, più personale e immediata la favola della tradizione ma, sopratutto, riconoscibile.  In quali eventi possiamo trovarti per conoscere le tue favole più da vicino e acquistarle?

I prossimi eventi ai quali parteciperò con i miei libretti saranno:

8 Giugno: Festival Torre di Carta di Novi Ligure (AL), si tratta di un festival del libro e degli illustratori e mi potete trovare dalle 10 alle 18:30 sotto i portici di novi.

16 Giugno, Festa dell’Infiorata di Rivanazzano Terme dove allestirò il mio banchetto, non solo con libretti, ma anche con le mie illustrazioni originali.

22 Giugno, Festa Romantica a Soncino (CR), anche in questa occasione allestirò il mio banchetto completo, con l’aggiunta di nuove illustrazioni dedicate agli innamorati.

Ma sopratutto vi aspetto a Cegni il 16 agosto, durante la manifestazione del Carnevale Bianco, presenterò il mio terzo libretto: “La volpe e il Lupo della Casa del Chiodo”!

Disclaimer

Ai sensi dell’art. 1, comma 1, del D.L. 22 marzo 2004, n. 72, come modificato dalla Legge di conversione 21 maggio 2004, n. 128 e succ. mod., tutte le opere eventualmente presenti sul presente sito, e suscettibili di copyright, hanno assolto gli obblighi derivanti dalla normativa sul diritto d’autore e sui diritti connessi. Anche per tali opere vale il divieto di cui al punto precedente. E’ vietata la riproduzione e l’utilizzo senza l’autorizzazione ed il consenso dell’autore.

Roberta Tavernati

Roberta Tavernati

Mi sono laureata in Scienze della Comunicazione Interculturale e Multimediale all'Università degli studi di Pavia, nel 2012, con una tesi sulle Tecniche Cinematografiche 3D e il Motion Capture. Nello stesso anno ho aperto la mia azienda di apicoltura, MielOrum, con punto vendita a Casteggio. Da sempre, le mie passioni sono i computer, la grafica, la scrittura e la fotografia. Queste ultime, in particolare, insieme all'amore per il mio territorio, mi hanno motivata ad aprire questo blog.

Leave a Reply

All original content on these pages is fingerprinted and certified by Digiprove