Nel territorio del nostro Oltrepò Pavese si trovano edifici che recano su di sè secoli di storia, edifici troppo spesso trascurati, semi abbandonati dai più che vi passano accanto senza degnarli di uno sguardo.

Tempo fa vi abbiamo raccontato dell’antica “Pieve di Memoriola“, oggi Chiesa Parrocchiale dedicata ai Santi Cornelio e Cipriano, sita in quel di Borgoratto Mormorolo. In quell’occasione vi abbiamo raccontato delle frazioni che compongono il suo territorio comunale i cui nomi rimandano ad antichi insediamenti. In una di queste frazioni, quella di Boiolo, si erge quella che nella tradizione popolare viene chiamata “Torre del Boia” e che è l’unico edificio medievale di Borgoratto Mormorolo che si sia conservato ben leggibile.

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Boiolo è un piccolissimo agglomerato di case fra vigneti, campi di grano e coltivazioni di lavanda che si trova alla base di Costa Pelata, un crinale quasi del tutto brullo percorso da un sentiero che si sviluppa da Staghiglione a Costa Cavalieri e che in tempi antichi era percorsa traversalmente da sentieri che garantivano il collegamento con il fondovalle.

Nel XII° secolo è stata costruita una torre che per imponenza e qualità costruttiva spicca sugli edifici che le stanno intorno. Non sappiamo se veramente, come vuole la tradizione popolare, l’abbia abitata un boia, magari al servizio dei Signori dei vicini castelli di Fortunago (castello oggi scomparso) o di Stefanago (ve ne abbiamo raccontato in questo articolo), ma di certo la torre di Boiolo è un edificio di dimensioni considerevoli che appartiene, come ha scritto Dario Gallina nel suo contributo in “Memoriola Mormorola. Riscoperta di una pieve dell’Oltrepò Pavese“, alla tipologia della casa-torre o casaforte. Può essere stata sia una torre con funzioni militari e di avvistamento, sia un segno di prestigio per i membri della piccola aristocrazia locale che anche in piccoli borghi o villaggi erano in grado di sostenere le spese di costruzione di un edificio non molto dissimile da quelli che potevano permettersi i ceti superiori. Con muratura in pietra locale e laterizi la “ Torre del Boia” conserva quasi intatto l’accesso originale che, come accadeva spesso nelle case-torri, era situato al primo piano e raggiungibile attraverso una scala o in muratura o in legno.

La porta della “Torre del Boia“, pur rimaneggiata, conserva un bell’arco ogivale in elementi di pietra. Nel corso dei secoli la nostra torre ha subito modifiche come l’apertura di un accesso al piano terreno e la costruzioni, probabilmente nel XV° secolo, di un piccolo edificio a forma di parallelepipedo addossato allo stipite destro della porta originaria. E popolato doveva essere il piccolo borgo di Boiolo di quel tempo, tanto che, da un documento del 26 Settembre 1499 inerente il giuramento che i capi di casa dovevano fare in occasione della nuova investitura del feudo di Fortunago a Bergonzo Botta, fu un rappresentante dei “Boioli” a recarsi allo scopo nella chiesa di San Giorgio a Fortunago.

Oggi la “Torre del Boia”, di proprietà privata, versa in condizioni di conservazione decisamente precarie che non fanno ben sperare nel suo futuro. Bello sarebbe se attraverso accurate ricerche d’archivio si potesse svelare la sua storia, illuminare il suo passato e sciogliere l’enigma del nome che la tradizione popolare le ha affibiato, quello di Torre del Boia.

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Roberta Tavernati

Roberta Tavernati

Mi sono laureata in Scienze della Comunicazione Interculturale e Multimediale all'Università degli studi di Pavia, nel 2012, con una tesi sulle Tecniche Cinematografiche 3D e il Motion Capture. Nello stesso anno ho aperto la mia azienda di apicoltura, MielOrum, con punto vendita a Casteggio. Da sempre, le mie passioni sono i computer, la grafica, la scrittura e la fotografia. Queste ultime, in particolare, insieme all'amore per il mio territorio, mi hanno motivata ad aprire questo blog.