Skip to main content

Il 26 Maggio 1858 una Voghera in pieno rinnovamento urbanistico accoglie alla stazione cittadina Sua Maestà il re Vittorio Emanuele II°, accompagnato dal Conte di Cavour e da altre illustri personalità. L’occasione è quella dell’inaugurazione del primo elemento di una nuova caserma di cavalleria in costruzione, un maneggio coperto.

Una giornata davvero memorabile per la città di Voghera, con un ricco programma scandito dalla visita all’edificio, dall’incontro con l’ingegnere Cornaro, autore del progetto (premiato dal re con la croce mauriziana), da un reale banchetto con ben cento invitati, fra eleganti signore e alti funzionari civili e militari, e un intrattenimento equestre offerto dal Reggimento Cavalleggeri Alessandria. A chiudere il brillante evento l’intitolazione della caserma in costruzione a re Vittorio Emanuele II°.

La storia della Caserma di Cavalleria Vittorio Emanuele II° di Voghera era iniziata, però, una decina di anni prima.

Gli ufficiali in divisa. Voghera, 1860. (Fotografia collezione “Oltrepò in rivista” mostra 2019 presso l’Emeroteca della Biblioteca)

Era stato proprio il Comune di Voghera, nel 1849, a chiedere a Casa Savoia, e ad ottenerne più tardi parere favorevole, la costruzione di una caserma di cavalleria capace di riunire in un solo vasto edificio i reparti che da anni erano sparsi nelle vecchie e diverse caserme cittadine. Voghera, infatti, è stata da sempre sede delle guarnigioni di cavalleria fin dal lontano 1452 quando ospitava un reparto di cavalieri del Duca di Milano, Filippo Maria Visconti. I reggimenti avevano spesso sede in edifici ecclesiastici dismessi, come l’ex convento di San Rocco o l’ex monastero di Sant’Agata. 

Erano gli anni in cui Voghera cercava di cambiare il suo aspetto, da grosso centro a vocazione prettamente agricola a elegante cittadina ottocentesca, smantellando le vecchie mura di cinta costruendo nuovi edifici. Fra questi c’era, appunto, il progetto della nuova caserma di cavalleria da costruire su un ampio appezzamento di terreno di proprietà di Domenico Pezzi, situato ad ovest della cittadina, fuori dalla cinta muraria, poco distante da quella porta Rossella dove confluivano le strade provenienti da Mortara e da Piacenza.

Il progetto era stato affidato all’ingegnere del comune, Paolo Cornaro, con una iniziale spesa prevista a carico del comune di lire 750000 (che alla fine dell’opera diventeranno più di un milione di lire). Una parte consistente del finanziamento per la realizzazione della caserma, circa 600000 lire, era stata ricavata l’emissione di cedole, del valore nominale di 500 lire, che erano state acquistate proprio dai cittadini vogheresi. Nel progetto era prevista la costruzione di una grande piazza d’armi centrale racchiusa da diversi edifici che dovevano ospitare un intero reggimento di cavalleria, seicento cavalli e altrettanti soldati, camere per gli ufficiali di sorveglianza, magazzini per i foraggi, corpi di guardia, camerini di disciplina, maneggio coperto e porticati. 

La parte di edificio corrispondente alla facciata in stile neoclassico, ospitava le camere per gli ufficiali di picchetto, le cucine per gli ufficiali, la sala d’armi e due scaloni di accesso al piano superiore.

Sinistra: La principessa Letizia con il colonnello comandante. Destra: Il Duca di Genova fregia lo stendardo con la medaglia. (Fotografia collezione “Oltrepò in rivista” mostra 2019 presso l’Emeroteca della Biblioteca)

Nel 1864 la costruzione della caserma secondo il progetto Cornaro era finita e pronta ad ospitare nel corso degli anni diversi reggimenti di cavalleria i cui ufficiali non mancarono di inserirsi attivamente nella vita sociale della cittadina oltrepadana che si svolgeva prevalentemente al “Casino Sociale”, fondato nel 1849, e al “Circolo del Commercio”, fondato nel 1865. Gli ufficiali della caserma partecipavano ai balli e alle varie feste cittadine tanto che spesso la conoscenza con le signorine vogheresi si concludeva con un matrimonio. I militari assistevano anche alle opere liriche e ai balletti che andavano in scena al Teatro Sociale della cittadina, diventando talvolta protagonista di curiosi episodi che rischiarono, in diverse occasioni, di causare incresciosi incidenti, come quello diventato noto in città come “la questione della grassa e della magra”, che vide rivaleggiare civili e militari per due ballerine, Albina Lucilla e Virginia Balsamo, una più snella e una più procace e che finì con feriti da entrambe le parti. O come quello, che abbiamo già avuto modo di raccontarvi, avvenuto nel 1889 tra l’allora giovane direttore d’orchestra Arturo Toscanini e un ufficiale di cavalleria a proposito di una avvenente soprano.

Passano gli anni e la caserma viene ampliata con la costruzione, negli anni fra il 1929 e il 1931, di una nuova ala detta “Casermetta Montebello” (oggi occupata dalla Scuola Media Giovanni Pascoli), sede del 13° Reggimento Cavalleggeri Monferrato comandato dal colonnello Luigi Lanzuolo a cui oggi è intitolato il campo di equitazione di Salice Terme. 

Durante la Seconda Guerra Mondiale la caserma di Voghera ospita il cavallo Albino, ultimo superstite della battaglia nota come “l’ultima carica” combattuta e vinta con gravi perdite, dal reggimento Savoia Cavalleria sul fronte russo del Don il 23 Agosto 1942.

Caserma di Cavalleria Vittorio Emanuele II° di Voghera. (Fotografia collezione “Oltrepò in rivista” mostra 2019 presso l’Emeroteca della Biblioteca)

Nel 1943 la caserma cambia denominazione venendo intitolata al tenente Attilio Zanardi Bonfiglio, medaglia d’oro al valor militare e, con la fine della Seconda Guerra Mondiale, subisce un graduale “svuotamento” venendo dismessa ufficialmente dai militari nel 1964. L’anno dopo i due terzi dell’edificio vengono posti sotto vincolo dalla Soprintendenza ai monumenti della Lombardia perchè la caserma è ritenuta “…una tra le caserme più pregevoli in Italia è paragonabile ad alcuni esempi in Germania e Austria…”.

Oggi la Caserma, in parte ristrutturata, è occupata da. Numerosi uffici comunali, dalla Biblioteca Civica Ricottiana, dal Museo Storico Militare Giuseppe Beccari e dal Museo di Scienze Naturali Giuseppe Orlandi.

L’austera bellezza della Caserma di Cavalleria ottocentesca è testimoniata da vecchie cartoline e da foto in bianco e nero che rimandano al ricordo di un edificio che tanto influì sulla vita sociale ed economica della Voghera del secondo Ottocento e del primo Novecento.

Disclaimer

Ai sensi dell’art. 1, comma 1, del D.L. 22 marzo 2004, n. 72, come modificato dalla Legge di conversione 21 maggio 2004, n. 128 e succ. mod., tutte le opere eventualmente presenti sul presente sito, e suscettibili di copyright, hanno assolto gli obblighi derivanti dalla normativa sul diritto d’autore e sui diritti connessi. Anche per tali opere vale il divieto di cui al punto precedente. E’ vietata la riproduzione e l’utilizzo senza l’autorizzazione ed il consenso dell’autore

Roberta Tavernati

Mi sono laureata in Scienze della Comunicazione Interculturale e Multimediale all'Università degli studi di Pavia, nel 2012, con una tesi sulle Tecniche Cinematografiche 3D e il Motion Capture. Nello stesso anno ho aperto la mia azienda di apicoltura, MielOrum, con punto vendita a Casteggio. Da sempre, le mie passioni sono i computer, la grafica, la scrittura e la fotografia. Queste ultime, in particolare, insieme all'amore per il mio territorio, mi hanno motivata ad aprire questo blog.