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Sabato 18 e Domenica 19 Giugno 2022 si terrà a Casteggio la prima rievocazione storica dedicata al più importante evento svoltosi in Oltrepò Pavese nel III° secolo a.C. : La battaglia di Calstidium.

Per due giorni la cittadina sarà teatro di cortei di figuranti in costume, di dimostrazioni di manovre militari e di molto altro ancora. Il tutto per rievocare quel lontanissimo giorno del 222 a.C. Quando l’esercito romano si scontrò, proprio a Casteggio, con i bellicosi Galli Insubri che già tre anni prima erano stati fermati a Talamone.

I Galli Insubri, popolazione di origine celtica, si erano stanziati nell’Italia settentrionale verso la metà, pare, del V° secolo a.C. Facendo di Mediolanum (l’odierna Milano) la città principale del loro territorio. Essi costituivano un grosso problema per la conquista romana dell’Italia settentrionale e la loro sconfitta era il principale scopo per Roma. Per questo motivo la battaglia di Clastidium fu di certo una delle più celebri battaglie della storia romana e quella che aprì a Roma la strada per la conquista dell’Italia settentrionale.

A quel tempo l’antica Clastidium era un’importante località degli Anamari, una popolazione ligure che, probabilmente per timore dei bellicosi vicini insubri, già nel 223 a.C. Aveva accettato un’alleanza con Roma. Clastidium, era, inoltre, un luogo strategico posto com’era su una delle prime alture sulla pianura padana, tra il Po, che allora aveva un letto di maggiori dimensioni, e il rilievo appenninico. Fu forse per questo motivo che, sempre nel 223 a.C., il console Flaminio occupa Clastidium molto probabilmente fortificandolo.

LA BATTAGLIA

Romani e Galli. Fotografia di https://www.romanoimpero.com/2010/11/i-galli.html

Siamo nella primavera del 222 a.C. E i consoli Marco Claudio Marcello e Cneo Cornelio Scipione muovono alla conquista dell’intera Gallia e cingono d’assedio la fortezza dei Galli di Acerrae (l’odierna Pizzighettone) tra la catena alpina e il Po. Messi così alle strette gli Insubri, che nel frattempo hanno arruolato più di trentamila uomini appartenenti alla tribù dei Gesati (Galli mercenari provenienti dalla Valle del Rodano), con l’intento di far togliere l’assedio alla loro fortezza, fanno attraversare il Po ad una grossa parte del loro esercito e, dirigendosi verso il territorio degli Anamari, assediano Clastidium.

Quando i due consoli vengono a conoscenza del fatto decidono di dividere le loro forze per essere presenti in entrambe le località e, mentre Cornelio Scipione rimane ad Acerrae, Claudio Marcello accorre con la cavalleria e circa 600 uomini a dare aiuto alla guarnigione romana asserragliata nel “castrum” di Clastidium.

Claudio Marcello, quindi, attraversa il Po tra Portalbera e San Cipriano e giunge in vista di Clastidium dove si appresta ad una cruenta battaglia. La sproporzione tra i due eserciti che stanno per affrontarsi è grande perchè i Galli sono decisamente superiori di numero ma combattono con tecniche primitive di assalto di massa mentre i Romani lo fanno con raffinate strategie e sono guidati dal Console Marcello che è uno dei più abili condottieri e strateghi del tempo. Inizialmente gli Insubri, caricati con le lance della sola cavalleria romana, riescono a tenere testa ai romani ma poi, attaccati da dietro e dai fianchi cominciano a cedere, si ritirano disordinatamente e vengono spinti verso un corso d’acqua venendo portata via dalla corrente.

Fra gli storici ci sono pareri discordi su quale fosse il corso d’acqua nel quale molti Galli trovarono la morte. Per Polibio poteva trattarsi del fiume Po ma, data la distanza, è più probabilmente si trattasse del Torrente Coppa che lambiva a quel tempo il colle del Pistornile (il suo corso fu deviato solo nell’Ottocento). E che doveva di certo avere una portata d’acqua ben più abbondante dell’attuale. 

Nel bel mezzo della battaglia il re dei Galli Virdumaro, uomo di alta statura e dall’armatura lucente e screziata di vari colori, riconosce dalle insegne il console Marcello come il condottiero dell’esercito romano e avvicinandolo lo sfida con arroganza a duello, non sapendo, però, che il console è molto abile in quel genere di combattimento. Come è usanza il duello avviene al centro dei soldati di entrambi gli eserciti che per assistere al combattimento interrompono la battaglia. Esperto in duelli il console Marcello carica il re gallo con la lancia, gli trapassa la corazza, lo disarciona e, una volta che è caduto a terra, lo finisce con altri colpi. 

La morte di Virdumaro demoralizza i restanti galli e porta alla fine della battaglia che è vittoriosa per i romani. Per il fatto di avere ucciso in duello il comandante nemico a Marcello sarà decretato il trionfo delle “Spoglie Opime” che erano costituite dal trofeo d’armi e dall’armatura tolti al capo nemico ucciso. E, infatti, l o scrittore e filosofo Plutarco nella sue “Vite Parallele” narra che il console Marcello “…fatto mozzare da una quercia un ramo grande e lungo e lavoratolo come un trofeo […] vi aveva legate ed appese le spoglie…”, di Virdumaro, spoglie che egli ha consacrato a Giove Feretrio. 

In tutta la storia romana, oltre a Marcello, si ricordano solo altri due casi di “Spoglie Opime”, quelle decretate a Romolo e al console Cornelio Cosso.

La vittoria riportata a Clastidium rimase famosa tanto da essere ricordata in quella “summa” di storia e glorie romane che sono i “Fasti Triumphales” fatti incidere sul marmo da Cesare Augusto e in parte conservati nei Musei Capitolini a Roma. Ma la battaglia di Calstidium ha avuto larga eco anche nella letteratura. Infatti ne parlano, fra gli altri, Varrone (che cita una tragedia dal titolo “Clastidium”), il già citato Plutarco, Virgilio (nell’Eneide) e anche Petrarca che nelle “Epostolae Familiares” ricorda “l’Oppidum” di Casteggio.

Per scoprire ed approfondire la storia di Clastidium, vi invitiamo a leggere il nostro articolo riguardo il Museo Archeologico di Casteggio e dell’Oltrepò Pavese e, ovviamente, di visitarlo!

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Roberta Tavernati

Mi sono laureata in Scienze della Comunicazione Interculturale e Multimediale all'Università degli studi di Pavia, nel 2012, con una tesi sulle Tecniche Cinematografiche 3D e il Motion Capture. Nello stesso anno ho aperto la mia azienda di apicoltura, MielOrum, con punto vendita a Casteggio. Da sempre, le mie passioni sono i computer, la grafica, la scrittura e la fotografia. Queste ultime, in particolare, insieme all'amore per il mio territorio, mi hanno motivata ad aprire questo blog.