La Busela preparata da Laura Marchesi di Voghera

La tradizione

Nella tradizione natalizia del nostro territorio, rientra l’usanza di preparare un dolce con l’impasto del pane a forma di “bigòta” (bambola di pane) chiamata “Büsélâ“.

Il nome “Büsélâ” sembra derivi dal latino “Buccella” a sua volta derivante dal dialetto francese “Pulcelle” o “Bucunèn” che significa “Bocconcino“.

Al di là delle varianti dell’impasto, la Büsélâ della tradizione era una bambola di pane arricchito con strutto, zucchero e, per fare le decorazioni come occhi, naso, bocca e vestito, con lenticchie, fagioli, uvetta, polvere di cacao e bucce di arance.

L’usanza prevedeva di regalare questa bambola di pane ai bambini il giorno di Santo Stefano, a forma di femmina (con la gonna) per le ragazze e a forma di maschio (con i pantaloni) per i ragazzi.

I Bambini erano soliti giocare un po’ con questa bambola di pane come se fosse, appunto, una Bigòta, per poi mangiarla dividendosela in bocconcini (in Bucòn o Bucunén), passandosela di mano in mano.

Ma cos’era di preciso la Büsélâ d’lâ Furtönâ?

Nel nostro Oltrepò Pavese, quando i contadini erano poveri, speravano di fare sposare presto le loro figlie. Speravano che andassero in sposa a qualche benestante o ricco uomo che potesse mantenerle.

C’era molta superstizione a riguardo tanto che c’era l’usanza di “leggere il destino” con la Büsélâ.

Ma come?

Nell’impasto della Büsélâ  venivano aggiunte tre fave. Una fava con la buccia completa (vestita|vistì), una fava con mezza buccia (mezza vestita|mèsâ vistì) e una fava senza buccia (nuda|bjùtâ). La Büsélâ veniva poi regalata alla ragazza da marito, se trovava la fava con la buccia intera significava che avrebbe sposato un uomo ricco, se trovava la fava con mezza buccia avrebbe sposato un uomo benestante e se trovava la fava “nuda” avrebbe sposato un povero come lei.

Per questo motivo veniva chiamata la Büsélâ d’lâ Furtönâ ossia La Bigotta della Fortuna!

La Büsélâ oggi

Oggi la Büsélâ si può trovare con diversi impasti, non solo di pane, ma anche pasta sfoglia e pasta frolla e in tante varianti tra il dolce ed il salato.

Laura Marchesi, della Pasticceria Marchesi di Voghera, ce la propone nella sua veste classica con farina di frumento, burro, zucchero, uova, scorza di arancia e scorza di limone. Al suo interno, una fava vestita, per augurare a tutti una vita serena da condividere in famiglia a Natale!

Ringraziamo Laura Marchesi per averci inviato le informazioni e immagini sulla Büsélâ della tradizione, da lei riprodotta!

Fotografia di copertina (web: www.qtb-basel.ch ) modificata.

 

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Roberta Tavernati

Roberta Tavernati

Mi sono laureata in Scienze della Comunicazione Interculturale e Multimediale all'Università degli studi di Pavia, nel 2012, con una tesi sulle Tecniche Cinematografiche 3D e il Motion Capture. Nello stesso anno ho aperto la mia azienda di apicoltura, MielOrum, con punto vendita a Casteggio. Da sempre, le mie passioni sono i computer, la grafica, la scrittura e la fotografia. Queste ultime, in particolare, insieme all'amore per il mio territorio, mi hanno motivata ad aprire questo blog.

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