Ancora non si è spento l’entusiasmo che la “carovana rosa” del Giro d’Italia 2021 ha suscitato in amanti del ciclismo e non solo per il suo passaggio, il 27 Maggio scorso, sulle colline della Valle Versa e della Valle Scuropasso con traguardo a Stradella.

La voglia di percorrere il tragitto del giro e di provare lo “strappo” di Canneto Pavese coinvolge numerosi ciclisti amatoriali, complice la bella stagione che favorisce le uscite in solitaria o in piccoli gruppi.

Molti fra questo ciclisti già lo sapranno, agli altri che ancora non lo conoscono, vogliamo raccontare la storia i un primato che il nostro Oltrepò Pavese detiene proprio nell’ambito del ciclismo, quello di aver “tenuto a battesimo” un giovane Fausto Coppi alle prese con le sue prime gare ciclistiche.

Tutto è cominciato nel 1939

E’ il lontano 1939, Domenica 7 Maggio. A Varzi si festeggia la tradizionale Fiera di San Giorgio. Per l’occasione si è deciso di organizzare una gara ciclistica riservata a indipendenti e dilettanti, il 1° Circuito di Varzi.

Si tratta di un anello da ripetere tre volte con partenza e arrivo a Varzi. Si attraversano Pietragavina, Valverde, Sant’Albano e Ponte Nizza. E’ un circuito che presenta parecchie difficoltà cominciando sallo sterrato (pochissime sono le strade asfaltate) per continuare con l’impegnativa salita da Varzi a Pietragavina che presenta un dislivello di 336 metri.

Alla Casa del Fascio di Varzi, dove si effettuano le iscrizioni, si presenta un giovane alto e magro che indossa la maglia dell’Opera Nazionale Dopolavoro Tortona. Dice di chiamarsi Fausto Coppi. Paga le 3 lire dell’iscrizione e si appresta alla partenza della gara a cui partecipa anche il tortonese Luigi Malabrocca, sopprannominato “il cinese” per la particolare forma degli occhi.

Il futuro “campionissimo” dimostra subito di “avere della stoffa” aggiudicandosi le 50 lire del Gran Premio della Montagna di Pietragavina e arrivando primo al traguardo di Varzi con ben 6 minuti e 33 secondi di vantaggio sul secondo arrivato, proprio il Malabrocca.

La vittoria del Circuito di Varzi frutta al giovane Coppi 300 lire e la raccomandazione da parte di Biagio Cavanna, dirigente sportivo di Novi Ligure, all’organizzatore della Coppa Città di Pavia, gara a cui il “campionissimo” partecipa nello stesso 1939 distinguendosi sullo “strappo” di Canneto Pavese e arrivando in solitaria al traguardo in Lungo Ticino.

E’ l’inizio di una grande carriera per l’Airone, altro sopprannome che qualcuno ha attribuito a Coppi. Una bella storia fatta di passione e fatica, di costanza e impegno.

L’itinerario: consigli e percorso

Se qualcuno volesse ripetere il percorso del Circuito di Varzi imitando il giovane Fausto Coppi e il suo compagno Malabrocca, può consultare la Guida del Touring Club Italiano “Oltrepò Pavese. L’Appennino di Lombardia” alla sezione 10 “L’Oltrepò in bicicletta”.

Noi possiamo consigliarvi di non tralasciare di ammirare le bellezze naturali, storiche e artistiche che incontrerete durante il percorso. Non è necessario che compiate i tre giri effettuati dal “campionissimo”, prendetevela comoda, approfittate magari di un fine settimana, fate il percorso a tappe e lasciatevi coinvoltere da tutto ciò che questo fantastico angolo di Oltrepò Pavese ha da offrirvi.

Varzi

Partenza e traguardo. Varzi vi aspetta con il suo intatto borgo medievale, il Castello Malaspina, la misteriosa e possente Torre delle Streghe e la Chiesa del Cappuccini che si incontra entrando nella cittadina.

Per conoscere più a fondo la storia e le caratteristiche di Varzi, vi rimandiamo alla lettura del nostro articolo: https://narrandoltrepo.it/il-borgo-medievale-di-varzi/

Per qualche consiglio su cosa vedere e magari dove soggiornare, vi consigliamo questo itinerario extra: https://narrandoltrepo.it/sapori-e-colori-della-valle-staffora/

Pietragavina

(723 m.) fra boschi di Castagni e la famosa pineta, Pietragavina vi offre un piccolo e antico borgo di pietra dominato dal Castello Vermesco e vi dona una vista spettacolare.

Per la storia di Pietragavina vi consigliamo il nostro articolo di approfondimento: https://narrandoltrepo.it/alla-scoperta-di-pietragavina/

 

 

 

 

Casa Balestrieri

Località originariamente frazione di Valverde e oggi facente parte del comune Colli Verdi (come la stessa Valverde), non mancate di dare un’occhiata alla Chiesa di Santo Stefano Protomartire risalente al 1200, opera di maestri locali, con la settecentesca balaustra dell’altare in marmo rosso.

Se ne avete il tempo, deviate un poco dal percorso e salite la stretta strada asfaltata che da Casa Andrini, a Valverde, sale al Parco del Castello di Verde dove potete ammirare i resti dell’antico Castello risalente all’XI° secolo e, se siete fortunati, qualche rara e colorata farfalla in questo angolo di biodiversità.

Per approfondire l’argomento sul Parco del Castello di Verde, vi consigliamo questo nostro articolo di approfondimento: https://narrandoltrepo.it/valverde-da-curtis-medievale-a-oasi-delle-farfalle/

Da Valverde a Sant’Albano fino a Ponte Nizza

Fra boschi di castagni, scendendo di frazione in prazione, arrivate a Ponte Nizza e, se vi va di deviare un’altra volta il percorso, potreste visitare il suggestivo Eremo di Sant’Alberto di Butrio ricco di storia e leggende e, perchè no, dare un’occhiata (aimè solo dall’esterno) il bel Castello di Oramala, poco distante.

Lo sapevate che l’Eremo di Sant’Alberto di Butrio lega la sua storia ad un Re inglese? Per saperne di più vi consigliamo questo articolo: https://narrandoltrepo.it/un-re-inglese-nelleremo-di-santalberto-di-butrio/

Mentre per la storia del Castello di Oramala: https://narrandoltrepo.it/il-castello-di-oramala-la-storia-da-ieri-ad-oggi/

 

 

 

Da Ponte Nizza a Bagnaria fino a Varzi

Da Ponte Nizza si percorre la SP461 e pedalando si torna a Varzi (potete anche percorrere la Green Way Voghera-Varzi). Non dimenticate però di fermarvi a dare uno sguardo a Bagnaria, antico borgo che può essere definito il più interessante esempio di architettura e urbanistica militare ancora esistente in Oltrepò Pavese. Ne sono testimonianza i resti delle possenti mura e del castello, la porta d’ingresso al borgo e l’impianto urbanistico. Attorno al borgo ci sono i frutteti in cui predominano i ciliegi, tipicità della zona.

Pedalare sì, ma non dimenticate il buon cibo!

E se dopo tanto pedalare vi venisse fame, non avete che l’imbarazzo della scelta, dallo storico Albergo Ristorante Posta di Pietragavina, ai numerosi agriturismi che incontrerete durante il percorso dove il salame, quello di Varzi, è il protagonista assoluto insieme ad altre specialità del territorio, dal vino alla torta di mandorle.

Ma non appesantitevi troppo, avete ancora chilometri da “pedalare”!

Fotografia di copertina d’archivio: Interno della Torre delle Streghe di Varzi, Maggio 2019

 

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Roberta Tavernati

Roberta Tavernati

Mi sono laureata in Scienze della Comunicazione Interculturale e Multimediale all'Università degli studi di Pavia, nel 2012, con una tesi sulle Tecniche Cinematografiche 3D e il Motion Capture. Nello stesso anno ho aperto la mia azienda di apicoltura, MielOrum, con punto vendita a Casteggio. Da sempre, le mie passioni sono i computer, la grafica, la scrittura e la fotografia. Queste ultime, in particolare, insieme all'amore per il mio territorio, mi hanno motivata ad aprire questo blog.