Tanti sono stati gli scrittori nati nel nostro Oltrepò Pavese e diventati celebri in Italia e non solo con i loro romanzi e saggi. Alcuni di loro lo hanno lasciato per vivere nelle grandi città, altri, invece, non l’hanno mai abbandonato, nemmeno nel momento del successo, come ha fatto Bruno Tacconi.

Autore di diversi romanzi ambientati in epoche lontane e in luoghi misteriosi distanti migliaia di chilometri dall’Oltrepò Pavese, Tacconi non lo ha, infatti, mai voluto abbandonare essendogli particolarmente legato. I suoi libri sono stati dei veri best sellers fra gli anni ’70 e gli ani ’80 del secolo scorso, tradotti in Europa e Sudamerica e tutti pubblicati da Mondadori.

Nonostante ciò di Tacconi, definito da Matteo Colombo lo “scrittore dei faraoni”, oggi pochi si ricordano, anche la sua Voghera dove è nato nel 1913 e dove ha vissuto fino alla morte avvenuta nel 1986.

Dentista di professione e scrittore per passione, Tacconi, amante dei viaggi, della musica classica e della fotografia, ha dato vita a storie avvincenti e a personaggi così ben delineati che sono ancora oggi presenti nel ricordo di tutti i suoi lettori.

E Tacconi scrittore lo è diventato quasi per caso.

Appassionato di Archeologia e, in particolare, delle antiche civiltà come quella egiziana e mesopotamica, Tacconi non mancava di visitare, durante i viaggi fatti spesso insieme alla moglie Bruna Massone, biblioteche e musei che ne conservavano reperti e testimonianze. A ricordo di quei viaggi Bruno Tacconi amava proiettare agli amici del Lion Club, di cui era socio, centinaia di diapositive che corredava con resoconti così particolareggiati da essere invitato a parlare davanti ad illustri professori di storia.

Fu così che vide la luce, nel 1972 il primo romanzo di Tacconi, “La verità perduta“, scritto rigorosamente con la macchina da scrivere durante le notti passate chiuso nel suo studio. Doveva essere solo una traccia per una conferenza da tenere davanti agli storici e, invece, è stato il primo di una serie di romanzi uno più avvincente dell’altro. Ambientato nell’Antico Egitto “La Verità Perduta” è un romanzo d’amore e di avventura dove i fatti vengono narrati con una prosa semplice e chiara non tralasciando nemmeno i minimi particolari come, ad esempio, le unità di misura egizie che vengono spiegate addirittura nel glossario che correda il libro.

Nakao è il personaggio principale del romanzo e la sua avventura umana e sentimentale è al centro di un racconto che ha come scenario la lotta fra il faraone Amenophis IV che, assunto il nome di Eknaton, vuole imporre il culto di un unico e vero Dio, l’invisibile Aton, e il potente clero di Amon.

Il successo di “La Verità Perduta” fu immediato tanto che l’editore Mondadori chiese a Bruno Tacconi nuovi romandi con l’invito di trasferirsi a Milano, cosa che lo scrittore non fece mai continuando a vivere nella sua Voghera e ad esercitare la professione di dentista lasciandola solo due anni prima della morte.

Estratto da “La Verità Perduta”

Fu così che nel 1973 uscì in libreria “L’uomo di Babele“, una avventura ambientata nella capitale del regno di Babilonia dove l’uomo di Babele è in realtà il famoso Re Hammurabi. Il romanzo l’anno successivo fu finalista del prestigioso Premio Bancarella. A seguito del successo ottenuto l’editore inviò Tacconi in Messico proponendogli un romanzo ambientato in quelle terre. Lo scrittore, non trovando stimoli per una storia, preferì recarsi in Perù da cui trasse spunti per “La vergine del sole” (1975), un romanzo ambientato nella società peruviana del ‘500 sotto la dominazione spagnola.

Seguirono altri romanzi fra cui “Masada“, che raggiunse la tiratura di 170000 copie, una storia ambientata in Giudea nel anni ’70 del 1° secolo d.C., in mezzo alle lotte tra le varie sette giudaiche, i patimenti degli ebrei succubi nella loro stessa terra, la distruzione del tempio di Gerusalemme fino alla sconfitta finale di Masnada, la sperduta roccaforte che Erode il Grande volle costruire nell’arida Giudea sud-orientale.

Nel 1988 uscì postumo, a cura della moglie di Tacconi, “La signora di Atlantide“, dove l’affascinante ammaliatrice e perfida Anteris sconvolge la leggendaria civiltà scomparsa che Tacconi, come Platone, immagina fosse situata al di là delle Colonne d’Ercole.

I romanzi nati dalla penna o, meglio, dai tasti della macchina da scrivere di Bruno Tacconi, sono il frutto delle sue passioni, dei suoi studi approfonditi e dei suoi viaggi in terre lontane, culla di quelle civiltà millenarie che egli, notte dopo notte, chiuso nel suo studio ha fatto rivivere per i suoi lettori. E nei romanzi c’è anche un pò di Tacconi. Non a caso alcuni dei suoi personaggi sono spesso medici, come il giovane Tori protagonista di “Il medico di Gerusalemme” (1978), o come Sansos, il medico e scriba di “L’uomo di Babele” o, ancora, come Masnada, spia dell’imperatore romano che si introduce nella reggia di Erode il Grande proprio fingendo di essere medico di corte nel romanzo “Salomé” (1983).

Leggere ogni libro di Bruno Tacconi, se avete la fortuna di trovarlo (alcune copie nuove o usate si possono reperire su Amazon etc) è come immergersi nel passato, dalla assolata e misteriosa civiltà egizia descritta non solo ne “La verità perduta” ma anche ne “Lo schiavo Hanis” (1976) e in “Ramsete e il sogno di Kadesh” (1985), alal altrettando misteriosa e leggendaria civiltà di Atlantide.

Bruno Tacconi è stato un grande scrittore che non ha nulla da invidiare ai più famosi Christian Jacq o Wilbur Smith, uno scrittore capace di coinvolgere i lettori e appassionarli ed è un vero peccato che oggi non goda di tutta la considerazione che la sua opera si merita. Solo il leggere, o forse per alcuni rileggere, i suoi romanzi può tenere viva la sua memoria.

Disclaimer

Ai sensi dell’art. 1, comma 1, del D.L. 22 marzo 2004, n. 72, come modificato dalla Legge di conversione 21 maggio 2004, n. 128 e succ. mod., tutte le opere eventualmente presenti sul presente sito, e suscettibili di copyright, hanno assolto gli obblighi derivanti dalla normativa sul diritto d’autore e sui diritti connessi. Anche per tali opere vale il divieto di cui al punto precedente. E’ vietata la riproduzione e l’utilizzo senza l’autorizzazione ed il consenso dell’autore

Roberta Tavernati

Roberta Tavernati

Mi sono laureata in Scienze della Comunicazione Interculturale e Multimediale all'Università degli studi di Pavia, nel 2012, con una tesi sulle Tecniche Cinematografiche 3D e il Motion Capture. Nello stesso anno ho aperto la mia azienda di apicoltura, MielOrum, con punto vendita a Casteggio. Da sempre, le mie passioni sono i computer, la grafica, la scrittura e la fotografia. Queste ultime, in particolare, insieme all'amore per il mio territorio, mi hanno motivata ad aprire questo blog.