Chi non conosce i romanzi gialli di Agatha Christie con la protagonista Miss Marple o i romanzi di Arthur Conan Doyle con il famoso protagonista Sherlock Holmes? Sono grandi classici che si trovano in tutte le nostre librerie e che hanno affascinato milioni di lettori. La maggior parte di questi libri sono ambientati nell’uggiosa Inghilterra ma anche il nostro Oltrepò Pavese può vantare di essere l’ambientazione di alcuni libri gialli che, grazie al suo territorio, alle sue città ed in particolare alla sua storia è davvero perfetto!

Stiamo parlando dei libri di Maria Cristina Morini, insegnante di Letteratura italiana e latina a Broni, che abbiamo incontrato proprio per farci raccontare dei suoi libri, dei suoi personaggi  e, sopratutto, del suo prossimo romanzo che verrà presentato l’8 Settembre nella palestra comunale di Mornico Losana, alle ore 16 e che sarà proprio ambientato in Oltrepò, tra Mornico, Casteggio, il museo archeologico della Certosa Cantù (l’articolo dedicato al museo lo trovi cliccando QUI) e nella Lomellina di Gambolò, esattamente presso il Mibac, Museo Archeologico Lomellino.

Maria Cristina Morini ci racconta che la passione per la scrittura, in particolare per i gialli, è nata un po’ per caso e un po’ come aiuto in un momento negativo. Il tutto è iniziato con una raccolta di racconti dal titolo “Una buona tazza di tè” dove vengono introdotti i personaggi, studiati e descritti nei minimi dettagli ognuno  con la propria personalità, e la protagonista, Lilian Kittybridge una vispa signora, con accentuate doti investigative, zia dell’ispettore capo di Scotland Yard.

Nel secondo libro, ovvero il primo romanzo giallo pubblicato autonomamente, è ambientato tra l’Inghilterra e l’America  dal titolo “L’Anello della Strega“. L’ispirazione? L’acquisto di un anello con una grossa pietra nera, singolare e un pò eccentrico che ricorda proprio l’anello di una strega. Da lì, racconta Maria Cristina Morini, l’idea di collegare la trama con la drammatica e famosissima vicenda delle Streghe di Salem. In particolare con l’episodio del processo e dell’esecuzione di cinque donne, tra cui una certa strega di nome Sarah Good. Dopo alcune approfondite ricerche, si è scoperto che un antenato dello scrittore Nathaniel Hawthorne (autore della Lettera Scarlatta, 1850) è stato giudice al processo di queste cinque donne, condannate per stregoneria. Il dettaglio inquietante? Prima dell’esecuzione, per impiccagione, il giudice chiese a Sarah Good le ultime parole, lei rispose: “Se voi prendete la mia anima, dio vi darà del sangue da bere”. 25 anni dopo, quest’uomo, morì per emorragia dalla bocca.

Il terzo romanzo è quello che inaugura l’Oltrepò Pavese come ambientazione dei seguiti, dove gli stessi personaggi si incastrano perfettamente nel territorio grazie ai casi della vita e alle coincidenze.

Il titolo: “Il Vestito di Marabù” lascia intuire la fervida fantasia della scrittrice che si fa ispirare, questa volta, da un suo disegno. La trama è ricca e suggestiva e coinvolge le realtà e le associazioni del piccolo paese di Mornico Losana, tra cui “Mornico LoSa“.

Tutto nasce dal ritrovamento di un quadro, che raffigura una donna con un elegante abito di piume di Marabù, presso il Castello di Mornico durante una ristrutturazione. Il tutto sarebbe normale, se solo il quadro non suscitasse qualche domanda e curiosità essendo firmato dal grande pittore Renato Guttuso. Da lì la trama si espande, intrattenendo il lettore tra colpi di scena, suspance e omicidi.

“Molti amano i gialli d’azione, dove il protagonista combatte con le armi o a mani nude e inseguimenti in auto. Io preferisco lo stile di Agatha Christie, dove c’è più ragionamento di testa che azione”

Il quarto libro, che verrà presentato a settembre, porta un titolo importante “La Fibula di Giulio Cesare” e unisce Mornico Losana, il Museo Archeologico di Casteggio e quello di Gambolò. Una trama che, ci assicura Maria Cristina Morini, terrà il lettore incollato fino all’ultima pagina catturato dalla trama ricca ed originale. Si intrecciano tra loro il mistero, gli enigmi, gli omicidi, la storia (quella che c’è visitando il Museo Archeologico, tra le teche piene dei reperti) e la scomparsa di un oggetto storico di valore.

Tutto ciò fa nascere ancora di più la curiosità di leggere questi libri, in particolare quest’ultimo, in quanto si fa un pò promotore del patrimonio culturale del nostro territorio, attraverso i suoi musei che racchiudono pezzi di storia e di identità.

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Roberta Tavernati

Roberta Tavernati

Mi sono laureata in Scienze della Comunicazione Interculturale e Multimediale all'Università degli studi di Pavia, nel 2012, con una tesi sulle Tecniche Cinematografiche 3D e il Motion Capture. Nello stesso anno ho aperto la mia azienda di apicoltura, MielOrum, con punto vendita a Casteggio. Da sempre, le mie passioni sono i computer, la grafica, la scrittura e la fotografia. Queste ultime, in particolare, insieme all'amore per il mio territorio, mi hanno motivata ad aprire questo blog.

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