La terza Sagra del Peperone di Voghera

Domenica 8 Settembre 2019 si è tenuta a Voghera la terza edizione della Sagra del Peperone di Voghera durante la quale il prezioso ortaggio è stato gustato in numerose e prelibate varianti gastronomiche, dal risotto alla mostarda, dal dolce al gelato. Non è mancata la partecipazione degli chef di alcuni ristoranti della zona invitati a mettere nel loro menù piatti in cui il peperone di Voghera sia stato l’ingrediente principale.

Un pò di storia!

Quanta strada è stata fatta da quando questo prodotto oltrepadano sembrava irrimediabilmente perduto!

E già, perchè “al puvron d’Vughera” ha una lunga storia da raccontare cominciando dalle sue origini che si ritiene siano slave perchè portato nel Regno Lombardo Veneto (e quindi anche in Oltrepò Pavese) dagli Asburgo. Nella “Rivista di Patologia Vegetale” del 31 ottobre 1907 si legge: “..nelle ortaglie nei dintorni di Voghera viene coltivata una varietà di peperoni (Capsicum Annuum), nota appunto con il nome di “Peperone di Voghera“.

Coltivato proprio negli orti limitrofi al torrente Staffora, il peperone di Voghera visse i suoi “anni migliori” fra le due guerre quando era considerato il prodotto orticolo migliore e aveva conquistato i mercati nazionali con la sua forma inconfondibile, quasi cubica, con quattro costolature e con il suo sapore dolce e delicato e molto più digeribile rispetto agli altri tipi di peperone.

I nostri nonni avevano imparato a coltivarlo nell’orto di casa e le nostre nonne lo avevano adottato cucinandolo secondo ricette che fanno ormai parte della nostra tradizione gastronomica oltrepadana, come la vogherese “peperonata“, come la “salsa peverata” utilizzata per accompagnare i bolliti, o conservandolo intero sotto aceto o sotto raspo (vinaccia).

Ma verso la fine degli anni ’50, un fungo, che all’epoca era difficile da debellare, colpì il peperone vogherese ridimensionandone la rinomata produzione fino a farla quasi scomparire. Da allora il peperone di Voghera, dal colore verde molto chiaro tanto da farlo denominare anche “bianco di Voghera“, che diventa con la maturazione giallo intenso con sfumature aranciate, ha abbandonato le tavole oltrepadane.

Fortunatamente nel 2006 si aprì, grazie all’ Istituto Tecnico Agrario Carlo Gallini di Voghera con il Professor Mario Zefelippo, in collaborazione con la cooperativa Villa Meardi di Retorbido, una fase di selezione di sementi che erano state ritrovate nelle mani di alcuni anziani contadini vogheresi.

Partirono così le prove sperimentali in tre località differenti e una commissione di esperti definì autentiche le caratteristiche organolettiche dei peperoni nati da quelle sementi.

Nel 2008 i successi ottenuti portarono alla nascita dell’Associazione “Tutela e Valorizzazione del Peperone di Voghera” (PepeVo) che ha redatto un disciplinare di produzione del peperone nel quale si riportano morfologia, zone di produzione ammesse, tecniche di coltivazione, conservazione e moltiplicazione della varietà.

Dal Settembre 2009 il peperone di Voghera può fregiarsi del marchio De.C.O (Denominazione Comunale di Origine). Anche Slow Food si è interessata alla coltura del peperone di Voghera e lo ha inserito in uno dei suoi progetti di salvaguardia della biodiversità (Arca del gusto).

Oggi la zona di produzione del peperone di Voghera è delimitata a nord dalla riva destra del fiume Po e a sud dall’inizio dell’Appennino lombardo-piemontese (fra Tortona e Broni) restando però centrale il territorio comunale di Voghera.

Il peperone di Voghera è senza dubbio un simbolo di esclusività dei prodotti italiani e della biodiversità che con l’agricoltura di tipo industriale stiamo seriamente rischiando di perdere. Esclusività e biodiversità che possono essere difese da noi tutti col semplice atto dell’acquisto e del mangiare il prezioso peperone di Voghera.

E’ possibile acquistare questo prodotto direttamente presso le aziende produttrici rintracciabili sul sito: CLICCA QUI e da Agosto a Ottobre presso il Centro Commerciale IperMontebello.

La polpa delicata del peperone di Voghera lo rende adatto anche alla surgelazione casalinga e alla disidratazione come fa l’Azienda Malbosca di Rivanazzano. Prorpio il peperone di Voghera disidratato dell’Azienda Malbosca è fra gli ingredienti del “Riscotto di Voghera” (LEGGI QUI L’ARTICOLO DEDICATO) creato da Laura Marchesi di Voghera.

Fonti:

Associazione PepeVo: https://peperonedivoghera.jimdo.com/

Angelo Vicini “In Oltrepò appena ieri” Edo Edizioni Oltrepò

 

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Roberta Tavernati

Roberta Tavernati

Mi sono laureata in Scienze della Comunicazione Interculturale e Multimediale all'Università degli studi di Pavia, nel 2012, con una tesi sulle Tecniche Cinematografiche 3D e il Motion Capture. Nello stesso anno ho aperto la mia azienda di apicoltura, MielOrum, con punto vendita a Casteggio. Da sempre, le mie passioni sono i computer, la grafica, la scrittura e la fotografia. Queste ultime, in particolare, insieme all'amore per il mio territorio, mi hanno motivata ad aprire questo blog.

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