Chi ha detto che l’Oltrepò Pavese pianeggiante ha poco da offrire rispetto ai ben noti borghi collinari? Anche qui, fra le colline ed il Fiume Po, è possibile imbattersi in angoli tutti da scoprire. Come quello che vi presentiamo oggi.

Tra il comune di Casei Gerola e quello di Silvano Pietra, fra i campi seminati ad agricoltura intensiva e paesaggi monotoni, si trova un’oasi dove i salici e i pioppi si specchiano nelle acque di piccoli laghetti sulle cui sponde nidificano varie specie di uccelli. Paradiso degli amanti del Birdwatching, dei fotografi naturalisti e dei pescatori, piccolo angolo di natura dove la biodiversità è di casa, il Parco Le Folaghe è davvero un’oasi di tranquillità e bellezza in ogni periodo dell’anno.

Il Parco Le Folaghe, di cui il comune di Casei Gerola è ente gestore, è stato riconosciuto dalla Regione Lombardia come Parco Locale d’Interesse Sovracomunale (PLIS) nel 1999 ed ha un’estensione di circa 70 ettari caratterizzati da una tipica geomorfologia a cava, che deriva dall’intensa attività di estrazione dell’argilla che in origine veniva praticata nell’area attualmente adibita a parco.

Dal 1994 il parco è inserito nel contesto dell’International Waterflow Census (IWC). Le cave di argilla ormai dismesse, allagate con acqua di falda, sono diventate dei laghetti, più o meno profondi ideali per la vita di numerose specie di uccelli acquatici, dai tuffetti, ai germani reali, dalla marzaiola agli aironi rossi e cinerini, dai tarabusini alle folaghe che danno il nome al parco.

Dalla collaborazione fra l’ente gestore, l’Associazione Amici del Parco Le Folaghe (nata nel 2003), e il Dipartimento di Biologia Animale dell’Università di Pavia, sono nate attività di ricerca scientifica che hanno portato, fra l’altro, a censire ben 63 specie di farfalle diurne e 23 specie di libellule, alcune abbastanza rare.

Il parco è fruibile tutto l’anno e ad ogni ora del giorno è facilmente accessibile grazie ad una strada sterrata che costeggia interamente i due laghetti principali. Non mancano alcuni laghetti secondari, un bosco allagato, fitto e impenetrabile che offre rifugio a molte specie di animali e prati che sono un’ottima zona di caccia per rapaci come il Gheppio, il Gufo, la Civetta e il Lodolaio. Un capanno di osservazione in legno a due piani offre un’ottima vista su tutta la parte interna del parco. Il piano superiore è adatto l birdwatching, mentre quello inferiore è più adatto agli amanti della fotografia. Camminando nel parco è più facile imbattersi nelle lepri, alcune anche di grandi dimensioni, o vedere, in alcuni periodo dell’anno, le Sterne nidificare su apposite zattere artificiali realizzate dall’Associazione Amici del Parco Le Folaghe.

Per la sua posizione geografica il parco attiva numerosi uccelli in migrazione e rappresenta per loro un’area di sosta ideale.

Insomma, il Parco è davvero un’oasi, un luogo inaspettato nel mezzo della pianura non molto lontano dal fiume Po, un angolo in cui rilassarsi mettendosi a contatto con la natura, la flora e la fauna che qui sembrano essersi riappropriate di spazi che altrove gli sono stati tolti. Un luogo da salvaguardare, ma anche un luogo di apprendimento per la possibilità che offre di conoscere specie animali che, spesso, si vedono solo nei documentari alla televisione.

Può sembrare uno spot ma bisogna dirlo, il Parco le Folaghe vale proprio una visita!

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Roberta Tavernati

Roberta Tavernati

Mi sono laureata in Scienze della Comunicazione Interculturale e Multimediale all'Università degli studi di Pavia, nel 2012, con una tesi sulle Tecniche Cinematografiche 3D e il Motion Capture. Nello stesso anno ho aperto la mia azienda di apicoltura, MielOrum, con punto vendita a Casteggio. Da sempre, le mie passioni sono i computer, la grafica, la scrittura e la fotografia. Queste ultime, in particolare, insieme all'amore per il mio territorio, mi hanno motivata ad aprire questo blog.