L’ape ricama fili invisibili da un fiore all’altro e cuce il prato di luce. E il polline che porta con sé, se lo guardi bene, è una polvere d’oro simile alle stelle, solo che anziché galassie crea l’incantesimo del miele

Fabrizio Caramagna

Mai come in questo momento, durante il quale il cambiamento climatico e le sue conseguenze sull’ambiente sono visibili a tutti,  è così importante parlare di un argomento che vale la pena approfondire, fare conoscere e valorizzare.

Stiamo parlando dell’apicoltura, che oggi può essere considerata, non solo “allevamento di api e produzione di miele” ma, molto più importante, custode di quell’insetto impollinatore che, grazie a lui, ci ha permesso sino ad oggi di godere dei frutti della natura e dell’agricoltura: l’Apis Mellifera, classificata nel 1758 da Carl Nilsson Linneaus naturalista e botanico padre della moderna classificazione scientifica degli organismi viventi.

Negli ultimi anni, a causa dell’abuso smisurato di veleni in agricoltura (e non solo), di cui non entreremo in merito in questa sede, l’ape è stata messa a rischio ed il cambiamento climatico con estati secche e troppo calde ha drasticamente influito, negativamente, sulla produzione di miele. Non solo in molte parti del mondo e in Italia, ma anche nel nostro Oltrepò Pavese.

Ecco perché, poter conoscere e fare informazione su una realtà come quella di cui vi parleremo oggi, è molto importante.

Abbiamo avuto il piacere di visitare il Museo delle Api di Montalto Pavese, guidati dal Sindaco di Montalto Angelo Villani, da Simona Guioli referente del progetto “Musei Biodiversi”, coordinatrice del Sistema Museale Oltrepò Pavese e direttrice del Civico Museo Giuseppe Orlandi di Voghera (CLICCA QUI per l’articolo), Valentina Dezza direttrice del Museo Archeologico di Casteggio (CLICCA QUI per l’articolo) e dalla signora Angela Perotti, figlia di Carlo Perotti a cui è dedicato il museo delle api.

Il Museo delle Api è una realtà importante per tutta l’apicoltura del nostro territorio, esso permette di entrare in contatto con il delicato e preziosissimo mondo delle api. Conoscerlo e comprenderlo è il primo passo per rispettarlo. 

Il museo nel palazzo storico

A Montalto Pavese, presso lo storico Palazzo Cristina, risalente al 1100, in piazza IV Novembre, si trova il bellissimo Museo delle Api dedicato ai due apicoltori del luogo, Carlo Perotti e Zelindo Martini che furono i fondatori di quello che sarebbe divenuto oggi il museo, inaugurato nella sua rinnovata veste lo scorso Aprile. Esso rientra nel progetto di intervento di Oltrepò Bio-Diverso, che valorizza il sistema museale del territorio e dell’Alto Appennino e promosso da Fondazione per lo Sviluppo dell’Oltrepò Pavese e sostenuto da AttivAreeProgramma intersettoriale di Fondazione Cariplo dedicato alla rinascita delle aree interne (https://www.attivaree-oltrepobiodiverso.it/)

Il Museo delle Api rappresenta un viaggio didattico e sensoriale nel mondo dell’apicoltura e delle api, con gli strumenti utilizzati nel passato (dagli anni ’30 fino agli anni ’90) e la loro evoluzione fino ad oggi.

I visitatori vengono accolti all’ingresso con una proiezione video di immagini d’epoca, reperti video e con la coinvolgente voce narrante di Davide Ferrari, uno “storytelling” introduttivo che “prende la mano” del visitatore, sia grande che piccino, trasportandolo nel mondo segreto dell’apicoltura.

Il percorso inizia nella sala dove sono presenti le arnie a favo fisso e a favo mobile, le tute da lavoro essenziali utilizzate nel passato, gli strumenti per la raccolta del miele e per la cura delle api. Una sala nella quale viene mostrata l’apicoltura “primordiale” tradizionale, che si basava sull’abilità del “fai da te” per crearsi l’ attrezzatura da lavoro. Il tutto è arricchito con cartelloni che spiegano l’affascinante mondo di questi imenotteri, il loro linguaggio, la bottinatura, la gerarchia, le tipologie di fiori e piante che sono nettarifere e, inoltre, figure esplicative su come distinguere l’ape dalla vespa, dal calabrone e dal bombo.

Si possono osservare le arnie di una volta, per esempio quelle in tronco cavo, i telai per i melari, le spatole e, molto interessante, le gabbiette per le api regine in varie forme e dimensioni. C’è anche lo stampo in cemento dei fogli cerei (utilizzati per costruire il telaio da inserire dentro alle arnie e ai melari, sui quali le api costruiscono i favi, nutrono la covata e/o depositano il miele).

La visita prosegue nella sala adiacente, dove è evidente la transizione da un’apicoltura tradizionale a un’apicoltura più moderna, pensata e organizzata. Sono presenti i primi modelli di “smielatori” manuali in legno, il torchio per l’estrazione del miele dal favo e i loro modelli più recenti. La sala è, inoltre, allestita con materiale didattico, libri, cartoline, francobolli e “souvenir” a tema apicoltura collezionati dai due apicoltori fondatori Carlo Perotti e Zelindo Martini nel corso degli anni durante i quali hanno praticato la professione di apicoltore.

Nella medesima sala, molto interessante, è presente una proiezione video che spiega l’apicoltura e il mondo delle api nel nostro Oltrepò Pavese, sopratutto l’importanza per quanto riguarda la biodiversità e l’essenzialità dell’impollinazione nel nostro territorio, vengono inoltre spiegati i “prodotti dell’alveare” cioè il miele, il polline, propoli e pappa reale.

Il Museo delle Api è una tappa didattica fondamentale per le scuole. Insieme agli altri musei del territorio, esso permette di conoscere e di entrare in contatto con il mondo che ci circonda, l’ambiente e le attività produttrici che mantengono vivo l’Oltrepò.

Ma, cosa ben più importante, insegna a rispettare questo insetto che ci dona da sempre la possibilità di godere delle piccole cose: l’Ape impollina i fiori, nascono così i frutti dei nostri orti, dei nostri frutteti, delle nostre bellissime colline e fioriscono di colore i nostri giardini. Una sinergia, ape e agricoltura, che dovrebbe essere tenuta presente e tutelata, magari abbandonando coltivazioni a modo convenzionale che prediligono i veleni piuttosto che la tutela dell’ambiente e della salute.

Ringraziamo il Sindaco Angelo Villani, Simona Guioli, Valentina Dezza per averci accompagnati in questo piccolo viaggio nel Museo delle Api, realtà importantissima, non solo culturale, del nostro Oltrepò Pavese!

Dove

  • Piazza IV Novembre
  • 27040 Montalto Pavese – Pavia

Contatti

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  • Fax:+39 0383 870220

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Roberta Tavernati

Roberta Tavernati

Mi sono laureata in Scienze della Comunicazione Interculturale e Multimediale all'Università degli studi di Pavia, nel 2012, con una tesi sulle Tecniche Cinematografiche 3D e il Motion Capture. Nello stesso anno ho aperto la mia azienda di apicoltura, MielOrum, con punto vendita a Casteggio. Da sempre, le mie passioni sono i computer, la grafica, la scrittura e la fotografia. Queste ultime, in particolare, insieme all'amore per il mio territorio, mi hanno motivata ad aprire questo blog.

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