Nel mese di Ottobre è uscito su Amazon il libro “Il Diario del Silenzio. Storie reali di quarantena” esordio della scrittrice Martina Vaggi che ha raggruppato testimonianze, pensieri, impressioni ed emozioni del periodo storico che stiamo attualmente vivendo in modo globale.

Le testimonianze e i racconti, anche personali, racchiusi in questo volume, sono datati al primo Lockdown che abbiamo dovuto affrontare nei mesi primaverili e toccano varie zone della Lombardia: il vogherese e il territorio della Lomellina ma anche Milano e altre città.

A metà Novembre il libro verrà distribuito nelle librerie e potrà essere acquistato, in Oltrepò Pavese, presso la Libreria Ticinum a Voghera.

L’autrice

Martina Vaggi, nasce a Voghera il 19 agosto 1991. Laureata in Lettere moderne all’Università degli studi di Pavia, scrive fin dai primi anni universitari per vari giornali cartacei locali e per alcuni giornali digitali, come BlogLive.it, DotSport.it e Blasting News. 

Dopo la laurea collabora con Jab Media TV, una web tv punto di riferimento per l’informazione in provincia di Pavia. 

Trova lavoro nel campo della ristorazione a venticinque anni, continuando a coltivare il sogno di scrivere un libro: nel 2017 nasce Pensieri surreali di gente comune, un blog che si appoggia alle pagine Facebook e Instagram, dove l’autrice quotidianamente dà voce a pensieri, emozioni e riflessioni che coglie dalla vita quotidiana sua e di altri. 

L’idea di questo libro nasce fin dai primi giorni della quarantena, quando l’autrice decide di tenere un diario dove annota tutto ciò che prova e vive ogni giorno di reclusione. 

Attualmente vive a Sale, un paese in provincia di Alessandria. 

L’intervista

Come è nata l’idea di scrivere questo libro, “Il Diario del Silenzio. Storie reali di quarantena” e come ha raggruppato le testimonianze che sono all’interno? E’ stato un lavoro impegnativo?

L’idea di scrivere il libro è nata durante il lockdown iniziato a marzo. Già dai primi giorni, infatti, avevo iniziato a tenere una sorta di “diario digitale”: ogni giorno, pubblicavo sulle pagine Instagram e Facebook del mio blog “Pensieri surreali di gente comune” post dove mettevo la data del giorno, numeravo il giorno di quarantena (ad esempio: “Quarantena, giorno 1”) e scrivevo un mio pensiero sulle situazioni che stavamo vivendo. Questa forma l’ho poi utilizzata anche nel libro “Il diario del silenzio”: ogni racconto inizia infatti con una data, il paese/città in cui si sviluppa, la regione e il giorno di quarantena.
Durante il lockdown le parole che scrivevo quotidianamente riguardavano solo i miei pensieri: dopo la riapertura, ho iniziato a prendere consapevolezza del fatto che i miei pensieri non sarebbero bastati a descrivere tutto ciò che avevamo vissuto. Così ho iniziato a fare una lista di persone delle quali avrei voluto ascoltare la testimonianza: prima di tutto, gli infermieri, i medici e i pazienti, che avevano vissuto la parte più cruda e drammatica della pandemia. Poi gli imprenditori e le aziende: gli insegnanti, che si erano adattati alle tecnologie della didattica a distanza, pur di poter continuare a portare avanti le lezioni con gli alunni; gli alunni stessi, che avevano vissuto il disagio della chiusura. Poi ho voluto sentire la testimonianza di un sacerdote, perché la chiesa aveva cercato in tutti i modi di far sentire la sua vicinanza alla popolazione in un momento così drammatico. Infine, le persone comuni, tutti noi, che avevamo vissuto la chiusura. 
Molte di queste testimonianze sono anonime: ho creato io un nome fittizio per ognuna di loro. Solo alcuni mi hanno dato il consenso scritto per poterli citare.
Per poter scrivere di tutti loro io li ho ascoltati a fondo, provando poi a mettermi nei loro panni, a vedere con i loro occhi ciò che avevano vissuto. Molto impegnativi da realizzare sono stati i racconti di medici e infermieri: alla fine, però, credo che siano i racconti che rendano meglio, all’interno del libro. 
E’ stato sicuramente un lavoro molto impegnativo, soprattutto dal punto di vista emotivo: mettersi nei panni di una persona significa interiorizzare il suo vissuto, quindi anche il suo dolore. 
Ogni volta che scrivevo di loro, se la persona che avevo ascoltato mi raccontava di una situazione dolorosa che aveva vissuto, stavo male anche io nel viverla dentro di me.

Nel libro vengono “toccate” molte città e territori, tra cui la città di Voghera in Oltrepò Pavese. Può dirci di più? Vengono “toccati” anche altri luoghi del nostro territorio?

Ho cercato testimonianze di vari settori sociali e lavorativi: ho cercato di toccare tutte le regioni che potevo, per tentare di dare un quadro più completo possibile di come gli italiani avessero vissuto il momento. Le regioni che sono riuscita a toccare sono: Piemonte, Lombardia, Veneto, Toscana, Campania, Emilia Romagna e Calabria.
Per quanto riguarda la Lombardia, le città citate sono molte: Milano, Mortara, Mede, Pieve del Cairo. Tra queste, vi è anche un racconto ambientato a Voghera, in una città in quel momento chiusa, bloccata, attraversata da un silenzio spettrale: il racconto, in questo caso, ha però un risvolto positivo, che infonde speranza.

Vista la situazione attuale e al protrarsi della drammatica crisi, considera di scrivere un secondo diario?

No. Non ho mai preso in considerazione l’idea che potesse esserci un seguito, anche perché non mi aspettavo un ritorno così pesante di una situazione che già avevamo vissuto in maniera drammatica nei mesi scorsi. Piuttosto, sto prendendo in considerazione l’idea di scrivere un altro libro a partire da uno dei racconti presenti ne “Il diario del silenzio”.

Il libro verrà distribuito anche nelle librerie e/o punti vendita del territorio in Oltrepò Pavese?

Il libro è già presente negli store on line di Mondadori e Feltrinelli, IBS e Amazon. Sto distribuendo il cartaceo all’interno della provincia di Alessandria, nella quale vivo, ma la mia intenzione è quella di distribuirlo nei prossimi giorni anche in alcune librerie di Voghera, se mi sarà data la possibilità.

Link Amazon: Diario del silenzio. Storie reali di quarantena, Martina Vaggi, 2020

Link La Feltrinelli: Diario del silenzio. Storie reali di quarantena, Martina Vaggi, 2020

Link IBS: Diario del silenzio. Storie reali di quarantena, Martina Vaggi, 2020

 

 

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Roberta Tavernati

Roberta Tavernati

Mi sono laureata in Scienze della Comunicazione Interculturale e Multimediale all'Università degli studi di Pavia, nel 2012, con una tesi sulle Tecniche Cinematografiche 3D e il Motion Capture. Nello stesso anno ho aperto la mia azienda di apicoltura, MielOrum, con punto vendita a Casteggio. Da sempre, le mie passioni sono i computer, la grafica, la scrittura e la fotografia. Queste ultime, in particolare, insieme all'amore per il mio territorio, mi hanno motivata ad aprire questo blog.