Se vi capita di camminare per la Via Emilia a Casteggio e percorrere il marciapiede di fronte a Piazza Cavour, non potrete fare a meno di essere sorpresi dal profumo di pane fresco, focaccia, pizza e biscotti appena sfornati. Da tempo non si sentivano questi profumi. Da quando, nel 2018, lo storico negozio “Panetteria Vai” chiuse i battenti lasciando un pò di malinconia in tutti i casteggiani.

Sono i profumi di casa e di famiglia, i profumi di quei sapori genuini e semplici di una volta che richiamano alla memoria ricordi e sensazioni di una vita più autentica.

E se tutto ciò lo si abbina alla riapertura di un negozio al quale tutta la città di Casteggio è molto legata ma soprattutto ai nuovi titolari, giovani ragazzi di 28 e 29 anni, allora si può dire che è proprio una bella storia da raccontare.

Se è vero che siamo quello che mangiamo, io voglio mangiare solo cose genuine

Rémy, dal film "Ratatouille"

La Panetteria Vai in Via Emilia, Casteggio

Lo scorso Lunedì 1° Marzo ha riaperto a Casteggio, in Via Emilia, lo storico negozioPanetteria Vaiavviato per la prima volta nel 1951.

A riaccendere il forno sono stati due giovani ragazzi, Nicholas Vittori e Davide Massone che, abbandonando entrambi un posto di lavoro stabile, hanno deciso di buttarsi in questa nuova avventura imprenditoriale personale. Nonostante i tempi difficili causati dalla pandemia e da tutto ciò che ne consegue, Nicholas e Davide hanno riaperto “così com’era” la Panetteria Vai, rilevata da Rossana Vai e dal figlio della sorella Alessandro Fraschini.

Un progetto che ha subito suscitato entusiasmo in tutta Casteggio riportando alla memoria la buona e semplice routine di “andare a prendere il pane dai Vai”.

Il Forno che sa di tradizione

I Brasadé

Il forno della nuova gestione della “Panetteria Vai” sa di tradizione. Una tradizione tramandata dalla precedente proprietaria che ha trasmesso segreti e ricette che vengono riproposte da Davide e Nicholas con innovazione e fedeltà alle origini.

Il bancone del negozio accoglie, infatti, un’infinita serie di bontà e golosità che lasciano, non solo con l’acquolina in bocca ma anche in tentazione.

Si va dal pane classico e di tradizione come il tipico Miccone di Stradella a quello più ricercato con le farine dei grani antichi come le croccanti pagnotte di Grano Senatore Cappelli; dai biscotti classici alle ciambelle tradizionali dell’Oltrepò Pavese, i Brasadé, che vengono sfornate in grandi quantità perchè “finiscono subito“.

Ci sono poi le pizze, le pizzette e le focacce in tutte le loro varietà anche quelle integrali che mettono appetito solo a guardarle.

E, nella panetteria delle meraviglie, non mancano i pasticcini, le torte e i dolcetti. Crostate sempre fresche e paste per occasioni speciali come le Zeppole di San Giuseppe e i dolci a forma di colomba pasquale.

In questo faticoso momento d’incertezza sul futuro soprattutto in campo lavorativo, rincuora vedere i giovani del nostro Oltrepò Pavese buttarsi a capofitto in quei lavori “di una volta“. Come diciamo sempre nei nostri articoli, è un valore aggiunto al territorio. Questo perché, nonostante le difficoltà che possono esserci,  dimostra e consolida il legame fra tradizione, sapori e storie dell’Oltrepò.

Quelle cose importanti, come il buon cibo che non va mai perso ma recuperato.

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Roberta Tavernati

Roberta Tavernati

Mi sono laureata in Scienze della Comunicazione Interculturale e Multimediale all'Università degli studi di Pavia, nel 2012, con una tesi sulle Tecniche Cinematografiche 3D e il Motion Capture. Nello stesso anno ho aperto la mia azienda di apicoltura, MielOrum, con punto vendita a Casteggio. Da sempre, le mie passioni sono i computer, la grafica, la scrittura e la fotografia. Queste ultime, in particolare, insieme all'amore per il mio territorio, mi hanno motivata ad aprire questo blog.