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C’era una volta un castello che si ergeva possente e fiero al centro di un piccolo borgo del nostro Oltrepò Pavese, non lontano dal Fiume Po. Aveva quattro torri poste ai quattro angoli, un largo fossato attraversato da un ponte levatoio che conduceva alla porta settentrionale ed una quinta torre alta circa venti metri posta nel mezzo della struttura. Torre che, si dice, avesse sulla sommità uno spiazzo nel quale venivano collocati i cannoni.

Come quasi tutti i castelli era stato progettato per scopi militari e difensivi, pensato per resistere alle battaglie e agli assedi grazie anche ad un pozzo interno che gli assicurava l’approvvigionamento di acqua.

Oggi, purtroppo, di quel fiero castello rimane ben poco a causa di un grave degrado conseguenza di anni di incuria e di abbandono. Solo un’unica torre rimane miracolosamente in piedi, quella posta nell’angolo sud-occidentale sormontata da una loggia rinascimentale. Tutto il resto è invaso dalla vegetazione che occupa ormai spazi dove un tempo c’erano i cortili, le stanze affrescate e le scalinate.

La storia che vi raccontiamo è quella del Castello di Pinarolo Po, piccolo borgo situato ai piedi delle prime colline dell’Oltrepò Pavese.

Castello di Pinarolo Po. Fotografia d’epoca di Fai Fondo Ambiente Italiano

Cenni storici

Edificato nel corso del XIV° secolo per volontà della Famiglia Malaspina, il castello di Pinarolo Po è stato per qualche tempo “condiviso” fra la nobile famiglia dei Beccaria di Mezzano e quella pavese dei Bellisomi che nel corso del XVI° secolo lo ampliano ulteriormente. Nel 1750 questa “condivisione” ha fine.

Gli esponenti dei due casati decidono di “giocarsi” la proprietà del castello con una partita, non si sa se a carte o a scacchi, da cui escono vincitori i Bellisomi che in tal curioso modo diventano gli unici proprietari del castello.

Sono i Bellisomi, nel 1800, a far abbattere la grande torre centrale forse perchè opprimeva la visuale e toglieva luce al cortile. I Bellisomi rimangono proprietari del Castello di Pinarolo Po fino al 1872 quando lo cedono alla Famiglia Meardi che ne cambia la destinazione d’uso dedicandolo ad un ampliamento del comune e a sede delle scule locali.

Negli anni che seguono il castello passa di proprietario in proprietario e subisce modifiche che dimsotrano come ormai fosse utilizzato solo per scopi abitativi.

Nel 1940 diventa proprietaria del Castello la Famiglia di Tullio Morini che vi attua importanti restauri aggiungendo bagni, rinnovando affreschi e rifacendo la torre d’angolo.

Castello di Pinarolo Po. Fotografia d’epoca di Fai Fondo Ambiente Italiano

L’inarrestabile stato di abbandono

I discendenti di Tullio Morini sono ancora oggi i proprietari del Castello di Pinarolo Po che dal 2000 inizia il suo progressivo e, sembra, inarrestabile decadimento.

Sono loro che nel 2017 lo pongono in vendita per una cifra finale di 300000 Euro, nonostante che nello stesso anno l’architetto Renata Demartini della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio delle Province di Como, Lecco, Monza-Brianza, Pavia, Sondrio, Varese lo abbia giudicato in una situazione pre-rudere.

A tutt’oggi nessun acquirente vuole farsi carico di un acquisto che comporta onerosi, difficili, se non impossibili, costi di ristrutturazione per riportare il castello ai suoi antichi fasti.

E’ davvero triste constatare come un altro storico testimone del glorioso passato del nostro Oltrepò Pavese soccomba sotto l’incuria e l’indifferenza dei proprietari e come ai posteri rimangano solo vecchie foto in bianco e nero che ritraggono gli abitanti del borgo oltrepadano davanti all’ingresso del castello quando ancora si ergeva fiero in tutta la sua bellezza.

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Roberta Tavernati

Mi sono laureata in Scienze della Comunicazione Interculturale e Multimediale all'Università degli studi di Pavia, nel 2012, con una tesi sulle Tecniche Cinematografiche 3D e il Motion Capture. Nello stesso anno ho aperto la mia azienda di apicoltura, MielOrum, con punto vendita a Casteggio. Da sempre, le mie passioni sono i computer, la grafica, la scrittura e la fotografia. Queste ultime, in particolare, insieme all'amore per il mio territorio, mi hanno motivata ad aprire questo blog.