Lo scorso sabato 11 Ottobre, in occasione delle Giornate FAI d’Autunno, abbiamo avuto l’occasione di poter visitare il Castello di Argine, dimora privata aperta proprio per questo evento con FAI Oltrepò Pavese.

La pianura che si stende ai piedi delle prime colline del nostro Oltrepò Pavese e arriva dolcemente al fiume Po, è costellata di numerosi paesi, piccoli o grandi, attorniati da distese di campi coltivati.

Molti di essi nascondono piccoli gioielli talvolta sconosciuti ma davvero ricchi di fascino. In uno di questi paesi della “piana”, racchiuso, quasi gelosamente custodito, dal centro abitato e dal suo labirinto di strade, si erbe, nella sua armoniosa bellezza, il Castello di Argine.

Argine, che deve il suo nome al percorso tortuoso del Po prima grandiosa opera di rettifica voluta nel 1492 da Bergonzo Botta (tesoriere generale del ducato di Milano), un tempo comune autonomo, è oggi frazione di Bressana Bottarone.

Il Castello

Il Castello di Argine si colloca al margine del centro abitato, in corrispondenza dell’angolo nord-orientale del borgo, nella tipica posizione di molti castelli viscontei e sforzeschi in Lombardia, di cui rispetta, infatti, la classica tipologia con pianta quadrata, i lati orientati secondo i quattro punti cardinali, una corte centrale e torri agli angoli. In esso convivono sia le caratteristiche difensive che quelle residenziali.

Non si conosce la data precisa della sua costruzione che si fa risalire al XIV° secolo anche se, probabilmente, fu completato nel corso del XV° secolo.

Argine e il suo castello appartennero al consigliere ducale Angelo Simonetta, come testimonia un documento del 15 settembre 1466 con cui la Camera Ducale di Milano gli vendeva “…le entrate dei dazi dell’imbottato, dei vini, biade e legumi della terra di Casteggio e delle sue ville tra cui Argine…”.

Dai Simonetta il castello passò, con le inevitabili questioni di matrimoni ed eredità, ai Corti, ai Busca, ultima famiglia patrizia di Argine, ai Berzio e ai Jacoppi. Da un documento del 1605, riguardante una misurazione di terreni, risulta che “…la famiglia Jacoppi da circa trecento anni sia padrona della maggior parte del castello di Argine, ed ivi abbia altre case, terreni e beni…”. Dei Jacoppi è lo stemma ormai sbiadito, apposto sulla facciata interna del cortile in sassi e mattoni.

Si accede al castello attraverso un ponticello che sostituisce l’originario ponte levatoio e un portale ad arco ribassato. Sul lato destro si eleva un’imponente torre con merlatura ghibellina alla sommità (oggi coperta con una tettoia) da cui si gode una vista a 360° sulla campagna coltivata, sul borgo e sulla strada che conduce a PAvia. Un’altra torre di dimensioni più modeste si colloca nel lato sud-est.

L’alzato in mattoni presenta un fregio a dentelli molto diffuso nell’area pavese e finestre incorniciate da edicole in cotto nel primo ordine e ad arco ribassato nel secondo.

Il castello viene rialzato e lo si può facilmente notare dalla muratura dei merli ghibellini le cui biforcazioni generano un insolito effetto decorativo. Nel lato sud del castello è annessa una piccola cappella munita di campanile. A sud e a est del castello si estende un giardino all’inglese in cui hanno resistito ippocastani centenari.

Gli interni del castello sono stati, quasi interamente, rimaneggiati mantenendo solo alcuni dettagli d’epoca, come il soffitto a cassettoni e il pavimento che risalgono al ‘700. Notevole e di impatto il bellissimo camino nella sala da pranzo. Un camino che ospita, al suo interno, due piccole panchette e due mensole che si trasformano in tavoli. In passato, durante gli inverni più rigidi, i padroni del castello erano soliti pranzare all’interno del camino, al tepore del fuoco, dove da una piccola finestrella comunicante con le cucine, prendevano i piatti.

Sempre nella sala da pranzo sono ospitati alcune stampe pregiate dell’artista Andy Warhol.

Il Castello di Argine è di proprietà privata, difficilmente aperto al pubblico se non in rare occasioni come questa. E’ un piccolo gioiello che, malgrado le aggiunte apportate nei secoli scorsi che ne hanno mutato in parte l’originario aspetto, rappresenta comunque un bellissimo esempio di castello di pianura di epoca viscontea.sforzesca, inserito armoniosamente in un borgo che è cresciuto nel corso degli anni attorno ad esso, tanto che il suo ingresso è oggi nascosto tra le viuzze del borgo.

Fonti:

P.Lodola – G.Marinoni Marabelli “Guida Oltrepò. I castelli, la storia, la natura” Ed. Antares

Mirella Vilardi “La sottile armonia del castello di Argine” in Oltre n°66 Nov.Dic. 2000

Fai Oltrepò Pavese

 

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Roberta Tavernati

Roberta Tavernati

Mi sono laureata in Scienze della Comunicazione Interculturale e Multimediale all'Università degli studi di Pavia, nel 2012, con una tesi sulle Tecniche Cinematografiche 3D e il Motion Capture. Nello stesso anno ho aperto la mia azienda di apicoltura, MielOrum, con punto vendita a Casteggio. Da sempre, le mie passioni sono i computer, la grafica, la scrittura e la fotografia. Queste ultime, in particolare, insieme all'amore per il mio territorio, mi hanno motivata ad aprire questo blog.

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