Un tuffo in un passato lungo secoli, ecco quello che accade passeggiando tra le vie strette e ripide del borgo medievale di Varzi, sostando nella penombra dei suoi portici e dei suoi passaggi coperti che lo rendono davvero unico nel nostro Oltrepò Pavese. Camminando tra i vicoli si viene piacevolmente colpiti dai profumi, che escono dalle porte socchiuse dei negozi di gastronomica e dalle salumerie, che stuzzicano l’appetito e invitano all’acquisto. Ci si immerge in un mondo silenzioso e ovattato che si anima con “Le Giornate Medievali” dell’ultimo weekend di Luglio, quando comparse in costume medievale fanno rivivere l’epoca d’oro del borgo.

E la sua epoca d’oro il borgo medievale di Varzi la deve alla Signoria dei Malaspina e ad una posizione geografica strategica che lo ha reso passaggio obbligato dei traffici commerciali di sale, ma anche di tessuti, spezie, gemme e metalli, da e per il mare su quella che era la “Via del Sale“.

Parte Albero Generale dei Marchesi Malaspina

Il Borgo: Ieri

La storia del borgo è, quindi, strettamente legata a quella dei Malaspina e alle loro divisioni familiari, non solo quella storica da cui ebbero origine le due casate del “Ramo Secco” e dello “Spino Fiorito“, ma anche le successive di cui una in particolare segnò, in positivo, il destino di Varzi che era fino ad allora vissuta all’ombra della Rocca di Oramala.

Siamo nel 1275 quando il già ridotto feudo di Oramala viene diviso in tre possedimenti affidati rispettivamente ai marchesi Alberto, Francesco e ai fratelli Gabriele e Azzolino. Da questi ultimi nasce il fortunato marchesato di Varzi sotto lo stemma dello “Spino Fiorito“, al centro di un territorio che si estendeva da Bagnaria fino all’alta Val Trebbia, in Val Borbera e in Val Curone.

Da Oramala i marchesi Malaspina si trasferirono nel castello di Varzi che cinsero con mura massicce.

Centro nevralgico del marchesato il borgo di Varzi vide trasformare il proprio impianto urbanistico in funzione del nuovo ruolo: sede di potere, centro commerciale, punto di riscossione dei pedaggi. Il nucleo cittadino venne spostato dalle sponde del torrente Staffora attorno al castello. In pochi anni il piccolo borgo divenne il centro più importante di tutta la Valle Staffora e non solo. Vi fu una notevole crescita demografica (400-500 abitanti entro il borgo fortificato) con un conseguente moltiplicarsi di abitazioni, di negozi, di uffici e magazzini.

Così prese forma il reticolo irregolare di strette e ripide vie e di bassi porticati dove ancora oggi sono ospitate botteghe e cantine.

Parte degli ambienti aveva la funzione di ricovero per le carovane di mulattieri che a Varzi confluivano e sostavano, trasportando le merci attraverso l’antico percorso che dalla Liguria conduceva all’entroterra padano.

Il borgo: Oggi

Via di Dentro e Torre di Porta Sottana

La “Via di Dentro” è l’asse principale del borgo antico e vi si accede dalla “Torre di Porta Sottana” che ha ben conservato l’impianto originale.

Era il centro vitale del borgo antico perché al suo interno vi si affacciavano gli uffici principali, vi abitavano le famiglie più importanti, vi si leggevano le grida delle disposizioni dei feudatari, vi si svolgevano le aste pubbliche.

Sulla via sorgono palazzi del ‘700 e dell’800, che sul retro hanno logge e terrazzi affacciati su giardini, e due chiese, quella “Dei Rossi” (perché i confratelli che l’avevano commissionata vestivano cappe rosse) e quella “Dei Bianchi” (perchè i confratelli vestivano cappe bianche).

Da “Porta Soprana” detta anche Torre dell’Orologio, si esce dall’antico borgo murato e si accede alle contrade dei portici. Ed ecco “Via del Mercato“, che come dice il nome è stata per secoli la sede del mercato settimanale, e che con “Via di Porta Nuova” costituisce, appunto, le vie porticate del borgo, presentandosi fiancheggiata da una doppia fila di portici che avevano la funzione di proteggere nella notte le carovane di muli e mercanzie che transitavano da Varzi.

Botteghe, stalle e magazzini stavano al piano terra, le residenze ai piani superiori e nel livello interrato le cantine per la conservazione del vino e la stagionatura dei salumi. “Via del Mercato” ha subito modifiche nel corso dei secoli perché le ripetute piene del Torrente Staffora costrinsero gli abitanti ad alzare ogni volta il livello del piano strada con l’effetto di ridurre l’altezza dei portici sotto alcuni dei quali bisogna abbassare la testa per passare.

Caratteristica è anche “Via della Maiolica” che confina con la base del muro di difesa e con l’originale costruzione che sporge dal muro stesso con le feritoie che servivano per puntare le armi.

Vicolo dietro le mura” appare, invece, come un tunnel sopra il muro di difesa medievale ed è sormontato da abitazioni che hanno l’accesso principale da “Via di Porta Nuova“.

Un castello, che ancora oggi è di proprietà degli eredi dei Malaspina, i Conti Odetti Marcorengo, e che, adeguatamente ristrutturato, conserva ancora le vecchie stalle con pavimentazione in pietra e una ghiacciaia del XIII° secolo, una Torre, detta “Torre delle Streghe” (per l’articolo specifico dedicato alla torre visita questo link: La Caccia alle Streghe in Valle Staffora) e un borgo medievale ben conservato, valgono da soli unavisita a Varzi.

Ma se a ciò si aggiungono “Le Giornate Medievali” di Sabato 27 e Domenica 28 Luglio è ancora tutto più suggestivo, con un corteo storico che percorre le vie del borgo, con banchetti e mestieri medievali in “Via del Mercato”, giochi e una rappresentazione dei 7 peccati capitali lungo le vie.

Fonti:

“Oltrepò Pavese. L’Appennino di Lombardia” Touring Club Italiano

www.lombardiabeniculturali.it

www.varziviva.it

A tutta Varzi – Facebook 

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Roberta Tavernati

Roberta Tavernati

Mi sono laureata in Scienze della Comunicazione Interculturale e Multimediale all'Università degli studi di Pavia, nel 2012, con una tesi sulle Tecniche Cinematografiche 3D e il Motion Capture. Nello stesso anno ho aperto la mia azienda di apicoltura, MielOrum, con punto vendita a Casteggio. Da sempre, le mie passioni sono i computer, la grafica, la scrittura e la fotografia. Queste ultime, in particolare, insieme all'amore per il mio territorio, mi hanno motivata ad aprire questo blog.

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