Chi passeggiando nel parco di Salice Terme alza lo sguardo davanti a sé, verso le colline verdeggianti, vede un’alta torre svettare sulla sommità di una di esse.

E’ la torre del castello del piccolo e tranquillo borgo di Nazzano, oggi frazione di Rivanazzano Terme. Se si percorre la tortuosa strada che dal fondovalle sale al borgo ci si trova in una piccola e raccolta piazzettta pavimentata a ciottoli, sulla quale si affacciano gli edifici più importanti di questa caratteristica località del nostro Oltrepò Pavese; come la Chiesa di San Giovanni Decollato, anticamente pieve citata in documenti del XIII° secolo, riedificata tra il 1819 e il 1825 dopo un incendio che la devastò nel 1779, la settecentesca Villa di san Pietro, con un bellissimo giardino all’italiana e un aereo loggiato che si affaccia sulla valle sottostante, e il castello.

Il suggestivo panorama che si gode da Nazzano, con una vista che spazia sul sottostante torrente Staffora, sulle colline all’interno e sulla strada che sale verso Varsi, è il vero tesoro del borgo.

Ben lo sapevano gli antichi signori di questi luoghi che in tempi non certi qui fecero costruire un fortilizio vero avamposto per i loro possedimenti e strategico punto di controllo all’inizio della Valle Staffora dove transitavano le carovane di muli che portavano merci da e per Genova e in tutta la Pianura Padana.

Anche se si hanno notizie di fortificazioni esistenti a Nazzano già prima dell’anno Mille, pare proprio che furono i potenti Marchesi Malaspina a far costruire nel’ XI° secolo il castello e a governare il feudo di cui Nazzano faceva parte, feudo che fu loro confermato anche dopo il diploma con cui, nel 1164, l’imperatore Federico Barbarossa donava numerose località oltrepadane ai pavesi. Da allora altre famiglie nobili  si sono susseguite nel piccolo borgo, come i conti Sannazzaro, feudatari di parte Guelfa, che ne furono i signori assoluti tra la metà del Duecento e la metà del Trecento.

Furono i Sannazzaro, nel 1241 e nel 1248, ad essere obbligati dal podestà di Pavia a ripristinare il corso del Torrente Staffora eliminando le chiuse che essi avevano fatto costruire per deviarne il corso verso le loro terre.

Con la conquista di Pavia da parte di Galeazzo II° Visconti (1359), Nazzano diventò sede di un podesta di nomina viscontea e il castello malaspiniano venne restaurato e fortificato tanto che riuscì a resistere agli attacchi delle milizie del comandante John Hawkwood (meglio noto con il nome di Giovanni Acuto) che, al soldo del Marchese del Monferrato, invasero il territorio seminando morte e distruzione.

Nel corso del ‘400 il borgo di Nazzano perse la sede del podestà, sede che venne spostata nell’abitato di Riva che, sulla sponda dello Staffora, cominciò ad assumere sempre più importanza.

Ma il borgo di Nazzano con il suo castello non vennero abbandonati e altre famiglie nobili ne furono i feudatari, come i Conti della Pusterla (dal 1559) e i Mezzabarba (dal 1613) che nel 1667 provvidero a restaurare il fortilizio ormai in pessime condizioni.

Nel 1712 il Castello di Nazzano e il suo territorio passarono per investitura al Marchese Marcaurelio Rovereto di Genova. I suoi discendenti sono tuttora i proprietari del castello che sorge sulla sommità del piccolo borgo e si affaccia sulla piazzetta in cui convergono stretti vicoli in acciottolato. PErcorrendoli si ammirano caratteristici angoli con case in sasso dove il tempo non sembra essere trascorso.

Il castello, in laterizio, è costituito dall’antico mastio composto dall’alta torre e da un corpo di forma quadrilatera che si sviluppa attorno ad essa.

In passato c’era anche una cinta muraria rinforzata da due torri nel lato est, cinta che è ancora intuibile nelle foto del borgo prese dall’alto.

L’aspetto odierno del castello, che non è purtroppo visitabile, è dovuto ad un restauro del 1905 con cui i Rovereto lo trasformarono in residenza signorile.

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Roberta Tavernati

Roberta Tavernati

Mi sono laureata in Scienze della Comunicazione Interculturale e Multimediale all'Università degli studi di Pavia, nel 2012, con una tesi sulle Tecniche Cinematografiche 3D e il Motion Capture. Nello stesso anno ho aperto la mia azienda di apicoltura, MielOrum, con punto vendita a Casteggio. Da sempre, le mie passioni sono i computer, la grafica, la scrittura e la fotografia. Queste ultime, in particolare, insieme all'amore per il mio territorio, mi hanno motivata ad aprire questo blog.