Non tutti lo sanno, ma come abbiamo accennato nello scorso articolo (qui il link), l’Oltrepò Pavese è stato interessato da un tornado di rara potenza per l’Europa, tanto da poterlo inserire a pieno titolo fra i più forti tornado che avvengono al mondo, compresi gli Stati Uniti, terra considerata per eccellenza la patria dei tornado.

La data era il lontano 16 giugno 1957, il luogo fu la zona di Valle Scuropasso, nei pressi di Cigognola. Per lungo tempo si pensò che quel giorno ci fu un solo tornado che interessò anche la zona di Robecco Pavese. D’altronde questa convinzione era più che lecita, trattandosi di un fenomeno di per sé già così raro. Uno studio che mi ha portato ad intervistare diversi testimoni, per poi farne una pubblicazione (I grandi tornado del Pavese), mi ha consentito di sciogliere ogni dubbio: un contadino, che si trovava nei campi nell’ora del mezzogiorno, quando si sono verificati i fenomeni, ha visto sia il tornado di Robecco che quello di Valle Scuropasso, distintamente come due tornado diversi.

Tornado, Valle Scuropasso, fotografato da Broni. 1957

Ci troviamo dunque a descrivere due fenomeni con un tempo di ritorno di secoli, verificatisi praticamente in contemporanea e a poca distanza. Non certo un caso, ma frutto delle condizioni particolari di afa che c’erano quel giorno, testimoniate dal ricordo di un cielo biancastro fin dal mattino. Le analisi meteorologiche recuperate presso i centri italiani, francesi e svizzeri testimoniano dell’afflusso di aria fredda che è stata corresponsabile dei fenomeni, molto probabilmente attraverso la formazione non di un semplice temporale, ma di un sistema detto “supercellulare”, una specie di perturbazione molto violenta ma di dimensioni e durata molto ridotte.

Entrambi i tornado si formarono intorno alle 12.30, come detto, per coesistere brevemente, il primo in ordine di tempo fu quello di Robecco, poi quello di Valle Scuropasso. Entrambi percorsero un tragitto in linea di massima da sud est a nord ovest, con un andamento descritto come “ballonzolante” e che spesso perdeva contatto col terreno. Una specie di proboscide impazzita, insomma, che avrebbe seminato distruzione e morte.

Altri elementi in comune dei due tornado furono la presenza di fulmini globulari, fenomeno poco conosciuto ma caratteristico anche dei comuni temporali, ancor più in caso di violenti fenomeni. Sono poco conosciuti perché di fatto sono delle specie di sfere del diametro anche di pochi centimetri, con una luminosità che si può paraganare a quella di una lampadina. Troppo poco per essere notati con facilità.

Durante i tornado invece furono distintamente visti, come lo furono dei segni particolari probabilmente dovuti agli stessi fulmini globulari, vale a dire tracce di bruciature sui panni stesi.

I fulmini sono stati descritti come braci accese, ma al tempo in cui furono osservati la comunità scientifica ancora non ne aveva riconosciuto ufficialmente l’esistenza, ed oggi, pur essendo fenomeni ben descritti, sfuggono ancora ad una spiegazione esauriente dato il particolare comportamento fisico: attraversano muri e porte, entrano in aree, come gli aerei, teoricamente schermati elettricamente.

Cambiano colore, saltellano, cambiano velocità. Di fatto sono facilmente confondibili con veri e propri U.F.O. . Poi, all’improvviso come sono comparsi, svaniscono. Difficilmente sono però pericolosi per le persone, potendo causare generalmente solo piccole scottature.

Dopo aver parlato degli elementi in comune ai due tornado, restano molti aspetti ancora da descrivere, e vi rimando alle prossime settimane per una trattazione precisa dei fenomeni. Un cenno anche al meno violento fenomeno occorso il 5 agosto 2002, che ha interessato l’area tra Alzano Scrivia e il casteggiano.

In questo caso il movimento è stato Ovest-Est e la violenza decisamente meno devastante. Apparentemente i danni maggiori sono stati causati nella zona dell’alessandrino, con epicentro la zona di Guazzora, ove i campi si presentavano letteralmente distrutti e le foglie come centrifugate. Una casa scoperchiata anche presso Casei Gerola, dove il tornado è stato chiaramente osservato dalla strada che collega Casei con Voghera. La città di Voghera è stata solo sfiorata, dato che il tornado è passato a nord della città, verso la frazione di Oriolo.

In città si è notato chiaramente il passaggio del tornado con la raffica massima intorno ai 70 Km/h registrata presso l’Osservatorio del Gallini. Il percorso poi è proseguito fino a causare danni al Centro Commerciale Montebello, per poi estinguersi nella corsa verso Casteggio.

Il fenomeno si inquadra in un contesto di maltempo intenso, anomalo e generalizzato che ha segnato l’estate di quell’anno non solo in Italia ma in altre regioni europee.

Potete inviare le vostre testimonianze, anche documentate, di tornado cui avete assistito, all’indirizzo di posta infometeopval@gmail.com   

Oppure: info@narrandoltrepo.it

Per informazioni e previsioni meteo sull’Oltrepò Pavese, Provincia di Pavia ed Alessandria, visitate il mio sito web: http://www.prontometeo.com/

Marcello Poggi

Marcello Poggi

Mi sono laureato in Scienze Naturali, indirizzo di Conservazione della Natura e delle sue risorse, con una tesi sui ragni nelle prime colline dell'Oltrepò Pavese. Seguendo il grande interesse per la meteorologia che ho fin da piccolissimo, ho poi conseguito un master post-laurea in Meteorologia presso la facoltà di Fisica di Torino. Da allora mi sono dedicato alla divulgazione scientifica, tramite partecipazione a incontri pubblici, pubblicazioni, seminari didattici presso scuole ed Università, come collaboratore a diverse riviste cartacee e on-line. Ho creato e gestisco la pagina http://www.prontometeo.com dedicata alle previsioni meteorologiche per le province di Pavia ed Alessandria.

Leave a Reply

All original content on these pages is fingerprinted and certified by Digiprove