Sabato 16 marzo, alle ore 16, si è tenuta l’inaugurazione della mostra “I Predatori del Microcosmo” presso il Castello Visconteo di Voghera, organizzata dal Civico Museo di Scienze Naturali Giuseppe Orlandi. Abbiamo avuto il piacere di partecipare a questa inedita mostra, tra le mura di un castello che merita di essere utilizzato e rivalutato, sopratutto per scopi culturali come in questo caso. Abbiamo visto le specie di Mantidi Religiose, la Tarantola Brasiliana, specie di anfibi e rettili. Numerose le tavole con le descrizioni ed, in particolare, le lodevoli fotografie di Emanuele Biggi e Francesco Tomasinelli.

La mostra rimarrà aperta fino al 26 maggio 2019, vi invitiamo tutti ad andarla a vedere!

Abbiamo avuto il piacere di intervistare Martina Lucchelli, responsabile delle attività didattiche del Civico Museo di Scienze Naturali Giuseppe Orlandi e la direttrice dello stesso, Simona Guioli. Abbiamo posto domande di approfondimento e curiosità:

Oggi, viene inaugurata la mostra “I Predatori del Microcosmo”, com’è nata l’idea di organizzarla?

L’idea della realizzazione di questa mostra nasce dalla collaborazione tra il Civico Museo di Scienze Naturali e i curatori della mostra: Francesco Tomasinelli ed Emanuele Biggi. Lo scorso novembre, il Museo ha organizzato un evento per promuovere il loro libro fotografico dal titolo omonimo alla mostra e, notando il successo della presentazione, è nata l’idea di realizzare questa mostra, fortemente sostenuta anche dal Comune di Voghera e dall’Assessore alle Attività Museali, Simona Panigazzi.

Durante la visita abbiamo potuto vedere gli animali, nati in cattività, all’interno delle teche, tra cui la “Mantide Orchidea Malese” che attirava molta attenzione e curiosità, insieme alla timida Tarantola Brasiliana. Cosa potete dirci di più su questi due animali?

La Mantide Orchidea Malese

La mostra è dedicata a Insetti, Ragni, anfibi e Rettili, ovvero a tutti quei piccoli animali che hanno sviluppato tecniche di caccia e sopravvivenza uniche al mondo. Gli animali che hai citato mostrano tutte queste caratteristiche. La Mantide Orchidea (Hymenopus Coronatus) rappresenta uno degli esempi di mimetismo più sofisticati presenti in natura, in quanto, simulando di essere un fiore, può cacciare direttamente sulle foglie vicino ad altre infiorescenze, rendendosi praticamente invisibile alle prede. L’enorme Tarantola Brasiliana, Lasiodora Parahybana, sfrutta una tecnica differente, infatti utilizza le potenti “zanne” per cacciare insetti e piccoli vertebrati.

La mostra si suddivide in tre sale, una delle quali al buio con luci UV. Per quale ragione?

La stanza della notte: lo scorpione

La terza sala, denominata “La stanza della notte”, ospita i predatori notturni. Per poter osservare questi affascinanti animali abbiamo invertito il fotoperiodo, cioè l’alternanza giorno/notte, utilizzando un sistema elettronico per controllare le luci. In questa sala possiamo osservare un ragno, uno scorpione e un amlipigio (un ordine appartenente agli aracnidi). Vicino alla teca dello scorpione è stata posizionata una torcia a raggi UV ultravioletti utile per osservare il fenomeno della fluorescenza, in quanto se illuminiamo l’animale con questi raggi possiamo notare l’emissione di un curioso bagliore verde. Tecnicamente la fluorescenza degli scorpioni è dovuta dallo strato di ialina presente nella cuticola dell’esoscheletro, ma la sua funzione resta ancora un mistero.

L’estate scorsa mi sono imbattuta in una “Mantide Empusa Pennata” uguale all’insetto stecco. Si mimetizzava tra i rami di una pianta. E’ una specie mediterranea che predilige le aree aride con scarsa vegetazione. La sua presenza in Oltrepò può essere sintomo del cambiamento, non solo climatico, ma anche ambientale? Se si, potrebbero “arrivare” animali solitamente non presenti nella nostra zona?

Empusa pennata maschio

Questa mantide è una specie tipicamente mediterranea, presente in tutte le regioni italiane appenniniche che predilige le aree aride e soleggiate con scarsa vegetazione. Il suo nome deriva dalla caratteristica penna posizionata tra le due antenne, sulla testa di forma triangolare e molto mobile. Il suo avvistamento è abbastanza raro in quanto è una maestra del mimetismo. Non si può escludere che con l’avanzamento dei cambiamenti climatici e con l’innalzamento delle temperature questi avvistamenti aumenteranno sempre di più.

La mostra sembra riscuotere un ottimo interesse. Non sarebbe utile una mostra dedicata esclusivamente ad anfibi, rettili ed insetti del nostro Oltrepò Pavese? Trattando, magari, quelli poco conosciuti ed utili in agricoltura in sostituzione all’uso di pesticidi? Oppure una mostra dedicata all’apicoltura e all’importanza delle api (ed imenotteri in genere) che ultimamente stanno soffrendo molto a causa delle sostanze chimiche di cui si abusa?

Uno degli intenti della mostra è trasmettere l’importanza di tutte le specie animali e, in questo caso, gli autori hanno scelto di illustrare le caratteristiche di specie poco conosciute come rettili, anfibi e insetti esponendo animali vivi ma esotici, cioè non appartenenti alla fauna italiana e locale. Una mostra con specie dell’Oltrepò Pavese non sarebbe realizzabile in quanto sono vietati per legge la detenzione e l’allevamento della fauna selvatica autoctona protetta. Per questo i musei di Scienze Naturali sono luoghi importanti per osservare gli animali

Esemplare di Aracnide nella Stanza della notte

tassidermizzati, in particolare il civico Museo di Scienze Naturali di Voghera ospita una sezione dedicata a insetti, anfibi e rettili dell’Oltrepò Pavese. Per quanto riguarda il tema Imenotteri e delle problematiche che stanno affrontando negli ultimi anni, il Sistema Museale d’Oltrepò si è attivato per restaurare e riallestire il Museo delle Api di Montalto Pavese, che sarà inaugurato il prossimo 7 aprile alle ore 16:00. questo evento sarà utile per affrontare queste tematiche e spiegarle al pubblico creando un dibattito attivo.

Le fotografie di Emanuele Biggi e Francesco Tomasinelli sono straordinarie. Non solo animali del microcosmo ma anche viaggi in zone del mondo. Per gli appassionati di fotografia come me, ci sarà occasione di incontrarli di nuovo?

Certo, la mostra resterà aperta fino al 26 maggio e in questo periodo verranno organizzate due conferenze con i curatori della mostra, per conoscere tutte le curiosità del mondo dei predatori del microcosmo. Per restare aggiornati sulle future attività basta contattare il Civico Museo di Scienze Naturali di Voghera e seguire la pagina Facebook del Museo che verrà aggiornata settimanalmente con le novità legate alla mostra.

Ultima domanda, che mi chiedono dal “dietro le quinte”: come convincere coloro che hanno la fobia di rettili e ragni a superare questa paura e considerarli animali utili da rispettare?

Teca della mantide “Stecco”

Le fobie per queste tipologie di animali sono spesso basate su credenze popolari e leggende che non hanno nessun fondamento scientifico. Visitare la mostra rappresenta un’opportunità per osservare da vicino numerose specie di ragni, serpenti e scorpioni che spesso riteniamo pericolosi ma che scopriremo, invece, essere del tutto innocui per l’uomo e sopratutto molto affascinanti, sia dal punto di vista estetico sia dal punto di vista scientifico. Durante l’apertura abbiamo visto bambini molto interessati a questi argomenti, i quali spesso spingevano gli adulti ad avvicinarsi alle teche per osservare più da vicino queste specie, quindi perchè non prendere esempio dall’innatura curiosità dei più piccoli per scoprire nuovi animali?

Ringraziamo Simona Guioli e Martina Lucchelli per la collaborazione.

Fotografie di NarrandOltrepò

Roberta Tavernati

Roberta Tavernati

Mi sono laureata in Scienze della Comunicazione Interculturale e Multimediale all'Università degli studi di Pavia, nel 2012, con una tesi sulle Tecniche Cinematografiche 3D e il Motion Capture. Nello stesso anno ho aperto la mia azienda di apicoltura, MielOrum, con punto vendita a Casteggio. Da sempre, le mie passioni sono i computer, la grafica, la scrittura e la fotografia. Queste ultime, in particolare, insieme all'amore per il mio territorio, mi hanno motivata ad aprire questo blog.

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