L’Oltrepò Pavese è pieno di tradizioni culinarie ed oggi, in occasione della Festa del Papà, vogliamo riscoprire insieme a Viviana Vignandel dell’Agriturismo “La Casa di Paglia”, la tradizione dei “Farsò di San Giuseppe“!

Auguri a tutti i Papà!

Il racconto di Viviana:

Quando arrivammo in Oltrepò, ben 12 anni fa, volevamo coltivare un pezzo di  terra applicando tecniche e principi di permacultura, agricoltura sinergica… era primavera e decidemmo di iniziare a convertire ad orto un pezzetto dei campi che avevamo acquistato.

Qui a Fortunago, precisamente a Costa Galeazzi, ci dissero che era tradizione piantare le patate il giorno di San Giuseppe e così facemmo. Tagliando l’erba, posando una patata ogni 40 cm, ricoprendo i tuberi con 50 cm di paglia abbiamo così dato inizio alla nostra avventura diventata un progetto di vita.

Per non esser troppo “foresti”, come dicono da queste parti, abbiamo cercato di integrarci in questo magnifico territorio valorizzandone le tradizioni, soprattutto quelle culinarie, e abbiamo scoperto che il giorno di San Giuseppe non era solo il giorno in cui piantare le patate ma anche quello in cui in Oltrepò si mangiano i “farsò” o “sfarsò”: le tipiche frittelle pavesi.

I Farsò: foto di Chiara Parisi

Esistono molte varianti: c’è chi nell’impasto aggiunge un po’ di zucchero, chi un po’ di grappa, chi lievito di birra, chi  dell’uvetta, chi le farcisce con crema pasticciera … noi per non far torto a nessuno riportiamo quella del Ricettario tradizionale di Voghera e dell’Oltrepò:

Dose per circa 70 frittelle

  • 160 g di farina
  • 4 uova intere e 1 tuorlo
  • 2 dl di acqua
  • 60 gr di burro
  • 1 pizzico di sale
  • Olio o strutto per friggere
  • Zucchero

Mettete a bollire l’acqua con un pezzo di scorza di limone. Quando bolle, togliete il limone, unite il burro e versate  in un sol colpo tutta la farina. Mescolate energeticamente fino a quando l’impasto si stacca dalle pareti. Lasciate intiepidire un poco l’impasto quindi unite una alla volta le uova, amalgamandole sempre molto bene. Fate friggere l’impasto  a cucchiaiate in abbondante olio o strutto bollente togliendole con la schiumarola quando vengono a galla e sono dorate. Scolatele su carta assorbente e spolverizzatele di zucchero vanigliato o zucchero normale.

Curiosità

L’origine delle frittelle si perde nella notte dei tempi: c’è chi dice sia un’usanza celtica legata alla tradizione dei falò e altri riti propiziatori per l’inizio della primavera.

Ma si dice anche che  questa tradizione sia legata a San Giuseppe perché  nella Bibbia veniva definito “industriante in friggitoria”.

Anche Catone nel 160 a.C. parlava di  “globi” fritti e di frictalia e frictilla , ne parlano anche Plinio e Seneca riferendosi a questo cibo che veniva distribuito durante i Saturnalia e i Liberalia.

Le tradizione delle frittelle  si affermò poi in epoca medievale durante le feste per il carnevale , periodo in cui ogni eccesso alimentare (e non solo)  pareva tollerato prima dell’austero periodo di Quaresima.

C’è invece chi sostiene sia stata  la traduzione, datata fine del XIII secolo,  di Giambonino da Cremona  di un libro di ricette arabe a render celebri questi dolci che divennero regine del carnevale di Venezia. Quelle della Serenissima erano però più dolci, perché Venezia essendo Repubblica marinara riusciva più facilmente ad avere provvigioni di zucchero proveniente da Creta.

I farsò, come le frittelle, rimangono quindi un dolce tipico di Carnevale e come mai allora il 19 marzo, pur essendo un giorno di Quaresima, se ne mangiano ancora?

Diciamo che è lecito pensare che la tradizione di questa dolce frittura sia legata alla necessità, in tempi in cui non esistevano frigoriferi,  di finire le scorte di strutto (prima che irrancidissero) prima della “bella stagione” e lasciar spazio a cibi più leggeri con l’arrivo delle  giornate più calde.

Testo e racconto di Viviana Vignandel

Fotografie:

  • Agriturismo La Casa di Paglia Facebook
  • Farsò: Chiara Parisi
L’Agriturismo La Casa di Paglia di Viviana Vignandel, si trova sulle verdi colline del comune di Fortunago, uno dei Borghi più Belli d’Italia, precisamente a Costa Galeazzi.

I menù di Viviana, sono sempre originali, creativi e mai scontati, dove tradizione culinaria, prodotti del territorio e prodotti a Km zero, accolgono gli ospiti facendoli sentire a casa.

Contatti:

Facebook Agriturismo La Casa di Paglia

Telefono: 3479339432

Indirizzo: Fortunago, Costa Galeazzi, 27040 (Pavia)

Roberta Tavernati

Roberta Tavernati

Mi sono laureata in Scienze della Comunicazione Interculturale e Multimediale all'Università degli studi di Pavia, nel 2012, con una tesi sulle Tecniche Cinematografiche 3D e il Motion Capture. Nello stesso anno ho aperto la mia azienda di apicoltura, MielOrum, con punto vendita a Casteggio. Da sempre, le mie passioni sono i computer, la grafica, la scrittura e la fotografia. Queste ultime, in particolare, insieme all'amore per il mio territorio, mi hanno motivata ad aprire questo blog.

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