La memoria è tesoro e custode di tutte le cose.

Cicerone

Ci sono davvero tanti progetti e storie da raccontare che riguardano il nostro Oltrepò Pavese e le persone che lo abitano. Alcune di queste storie che ci piace raccontarvi, commuovono il cuore e dimostrano che molti, in particolare i giovani, non vogliono dimenticare un passato che ha plasmato la storia del territorio in cui vivono ma vogliono, con coraggio e prodezza imprimerlo su carta e raccontarlo al mondo.

Oggi vi parliamo proprio di uno di questi “Giovani Talenti d’Oltrepò“, Marco Cignoli, e del suo libro: “Francesco Cignoli: all’ombra della quercia. Diario di un nonno per grandi e piccini“.

Un libro che è davvero… una storia da raccontare! 🙂

Davanti ad una buona tazza di tè e ad una fetta di torta al cioccolato, Marco Cignoli (già conosciuto per Occhiopavese e Jab TV) inizia a raccontarmi del suo libro. Un libro speciale e commovente perchè è il risultato degli scritti in prima persona contenuti nei diari del suo nonno, Francesco Cignoli, dove i racconti di un’intera vita, tra gioie e dolori come la Seconda Guerra Mondiale, si alternano a poesie, favole per bambini, fotografie d’epoca e disegni.

Il libro è auto pubblicato con Amazon e disponibile da Lunedi 17 Febbraio in digitale. Lo trovate CLICCANDO QUI

L’intervista a Marco Cignoli

Come è nato il libro “Francesco Cignoli: all’ombra della quercia. Diario di un nonno per grandi e piccini”?

 

Il libro è nato da un evento non felicissimo, quando è venuta a mancare mia nonna, undici anni dopo mio nonno. Alla sua morte ho sentito come se dentro di me si chiudesse un cerchio legato alla mia infanzia e al periodo che ho vissuto, insieme ai miei nonni, a Cadelazzi, piccolo borgo che si trova sopra Torrazza Coste. Mio nonno Francesco amava tenere dei diari nei quali scriveva memorie e aneddoti della sua vita. Questi diari li ho sempre custoditi gelosamente, dal giorno che è venuto a mancare, ma non mi sono mai sentito pronto a leggerli davvero. Solo quando è mancata mia nonna mi è venuto spontaneo riprendere in mano gli scritti di mio nonno, con spirito diverso e più consapevole, forse perchè mi sono reso conto che stavo perdendo qualcosa di molto importante della mia vita: la memoria dei miei nonni.

Nel rileggere i diari mi sono reso conto che mio nonno era una persona estremamente creativa e, tra le pagine di quei quaderni, mio nonno ha scritto cose meravigliose che dovevano essere assolutamente raccontate, per mantenre vivo il suo ricordo e per non sentire così tanto la perdita di un periodo importante della mia infanzia.

 

Immagino che non deve essere stato semplice trascrivere i diari, come hai strutturato cronologicamente il libro?

Tutti i diari sono scritti a penna, nel libro ho voluto inserire scannerizzazioni di alcune pagine con la calligrafia di mio nonno. Non sono diari datati, perciò l’ordine cronologico, di ciò che racconta, è spesso alterato. Sono riuscito a riordinare, con impegno e anche fatica, le memorie incise su carta dando un senso logico e temporale al discorso, come un puzzle,  dividendo il tutto in sezioni.

Il libro si apre con “Lettera per il nonno” che consiste in una lettera scritta da me per mio nonno. Seguono poi le sezioni: “Diario di Nonno Francesco” nella quale sono riportate le memorie legate alla sua infanzia, adolescenza e vita ad Oliva Gessi, suo paese di origine, e a Cadelazzi; “Diario di Guerra” nel quale mio nonno racconta gli anni della Seconda Guerra Mondiale e dei cinque anni di guerra in Africa. In questa sezione sono presenti davvero passaggi emotivamente suggestivi, talvolta crudi. Segue la sezione “Diario per i piccini” nella quale sono contenute favole, filastrocche e poesie che mio nonno inventava per i bambini. Il libro si conclude con la sezione “Il Diario Dialettale” dove ci sono proverbi, modi di dire, aforismi tutti scritti in dialetto dell’Oltrepò Pavese. E’ stato un lavoro complesso che ha richiesto tempo per raggruppare tutti questi versi dialettali. E’ stata di estrema importanza la collaborazione del poeta e scrittore Angelo Vicini, per la sistemazione grammaticale. Angelo Vicini è stato davvero una figura importante per la stesura di questo libro, di questa sezione, in quanto mi ha dato una mano enorme perfezionando il dialetto scritto e traducendo i versi in modo che nel libro potesse comparire sia la versione dialettale, dei versi, che quella tradotta.

 

Rileggendo i diari di tuo nonno, quali sono le memorie che ti sono rimaste più impresse ?

Senza dubbio i racconti di guerra. Leggere e rileggere ciò che mio nonno ha vissuto durante gli anni della guerra e, sopratutto, la forza che ha avuto per soppravvivere in scenari che noi giovani non possiamo immaginare, ma anche la forza per ricostruirsi una vita dopo il suo ritorno dalla guerra, avendo alle spalle situazioni di sofferenza, morte e terrore. Ti fa riflettere sul tuo presente e su ciò che ti crea cruccio, ridimensionando un pò il tutto. In uno dei passaggi scritti, mio nonno racconta del suo ritorno dal campo di battaglia, ritornando ad essere figlio, poi marito, padre e nonno:

…sono tornato dopo 5 anni di guerra in Africa e ho bussato alla porta di casa mia.  Ho trovato mio padre e mia madre che mi aspettavano perchè loro non avevano più avuto mie notizie da anni. Mio padre disse: “Sei tornato e adesso io posso morire felice perchè ti ho rivisto””.

 

Ciò che fai è davvero lodevole. E’ un dono del nipote al nonno. Ti ritieni fortunato ad avere avuto la possibilità di avere tra le mani le sue memorie e poterle custodire per sempre?

Si, ho avuto la fortuna di avere un nonno che, forse inconsapevolmente, mi ha lasciato delle cose sue dal valore, per me, inestimabile. Ho avuto la possibilità di scrivere questo libro e posso considerarlo un modo per riscattarmi da ciò che non ho potuto chiedergli mentre era in vita. Quando si è giovani si compie l’errore di mancare di lungimiranza e di non rendersi conto dell’occasione di fare domande a coloro che poi non ci saranno più. Il mio libro è quindi  un omaggio che faccio a mio nonno Francesco, gli devo tanto come nipote perchè mi ha permesso, durante la mia infanza non semplice, di avere accanto una persona positiva e di essere un bambino senza l’obbligo di crescere troppo in fretta.

 

Consideri, quindi, di estrema importanza la memoria e i ricordi nei rapporti famigliari. Il tuo libro ne è un esempio..

Si, i ricordi sono essenziali. L’argomento della memoria mi sta molto a cuore e, infatti, parte del ricavato delle vendite dei libri durante le presentazioni sarà devoluta all’Associazione Alzheimer Italia. La prima presentazione del libro sarà Sabato 22 Febbraio alle ore 20:30 a Pioltello presso il Teatro Schuster. La presentazione sarà ospite di uno spettacolo teatrale dal titolo “Non Ricordo” incentrato sul tema della memoria e dell’Alzheimer.

Tengo a precisare che questo libro non è solamente un libro scritto ma anche fotografico. Di memorie fotografiche. Ho passato tantissimo tempo a “spulciare” l’enorme archivio fotografico di mio nonno selezionando alcune fotografie d’epoca che lo ritraggono durante la sua vita. Nel libro ne ho incluse alcune, che ho restaurato con Photoshop, in particolare della guerra.

 

Oltre alla collaborazione con Angelo Vicini, ci sono altri contributi nel libro ad esempio per i disegni e per un video musicale che uscirà il 21 Febbraio…

Assolutamente si! Ho avuto il piacere di collaborare con Davide Pieragostini per le illustrazioni, la copertina e per alcuni disegni inclusi tra le pagine del libro, ispirati in particolare alle favole scritte da mio nonno Francesco. Attraverso il “cartone animato” in particolare nella copertina dove mio nonno scrive sotto la quercia, è come se venisse reso immortale. La mia amica Elena Bonini, già co-autrice dei libri “Solo per Voi” e “Quando non avevamo paura” è stata essenziale per la stesura e l’impaginazione del libro. Un’altro nome è Oscar Barbieri, con lui ho prodotto il brano musicale composto con il testo della mia poesia che ho scritto ispirandomi ai miei ricordi vissuti a Cadelazzi. Questa “poesia musicale” esce venerdì 21 Febbraio su tutti i digital store (spotify, iTunes etc).  Nello stesso giorno uscirà anche il video della poesia, nel quale sono presenti immagini amatoriali che mia madre aveva registrato nel 1993 con una videocamera. In queste immagini è presente mio nonno.

Calendario Presentazioni Libro:

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Roberta Tavernati

Roberta Tavernati

Mi sono laureata in Scienze della Comunicazione Interculturale e Multimediale all'Università degli studi di Pavia, nel 2012, con una tesi sulle Tecniche Cinematografiche 3D e il Motion Capture. Nello stesso anno ho aperto la mia azienda di apicoltura, MielOrum, con punto vendita a Casteggio. Da sempre, le mie passioni sono i computer, la grafica, la scrittura e la fotografia. Queste ultime, in particolare, insieme all'amore per il mio territorio, mi hanno motivata ad aprire questo blog.

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