Per non assuefarsi, non rassegnarsi, non arrendersi, ci vuole passione. Per vivere ci vuole passione"

Oriana Fallaci

In una soleggiata mattina di Marzo, ho avuto il piacere di chiacchierare con Filippo Pozzi, giovane agronomo e mio coetaneo, che ha deciso di inseguire un sogno. Studiando e lavorando con impegno, senza mai accontentarsi ed arrivando sino agli splendidi giardini della Reggia di Versailles, imparando le tecniche francesi di giardinaggio , conservazione e rinnovamento.

Sono tempi in cui si parla della “fuga di cervelli” dall’Italia, anzi, talvolta noi giovani lo riceviamo come consiglio, quello di “scappare”. Se poi si tratta di abitare in Oltrepò Pavese, ancora di più.

Invece, in questo articolo, vorrei sottolineare la passione che possiamo avere noi giovani, il coraggio di restare e, con audacia, creare qualcosa di nuovo con le proprie forze e conoscenze. Spesso, in favore del nostro territorio.

Il sogno di Filippo è quello di aprire la propria attività di gestione del verde, una passione nata da bambino, quando seguiva la nonna nel giardino e nell’orto, passando gran parte del tempo libero all’aperto, imparando a curare le piante, a come riconoscerle e come coltivarle.

Alle superiori, all’Istituto Tecnico Agrario Carlo Gallini di Voghera, ha preferito intraprendere il percorso “Agro-Ambientale“, incentrato sulle piante ornamentali per parchi e giardini, piuttosto che quello dedicato alle piante da produzione agraria.

All’Università ha intrapreso la laurea triennale in “Sistemi del Verde” dove, nel percorso di studi, si evidenziava l’importanza della gestione del verde nelle aree urbane: alberature, tappeti erbosi, parchi, malattie delle piante etc. Si valorizzava il sistema “Aria – suolo – pianta” e i benefici che le piante possono dare, sopratutto in un centro urbano.

dimensione della particella di PM10

Tutti noi sappiamo quanto le piante siano importanti, perchè non solo riducono la CO2 producendo ossigeno, ma possono anche purificare l’aria dal particolato atmosferico, come il temuto PM10.

A Londra, per esempio, il verde presente nella città (basti pensare ai parchi) rimuove, all’incirca, tra le 850 e le 2000 tonnellate di PM10 l’anno presente nell’aria londinese.

Foglie di Acero Campestre. Foto di G. Sardi

Filippo mi ha spiegato che alcune piante riescono a purificare l’aria dal particolato atmosferico, come un filtro, grazie alla struttura delle loro foglie costituite da micro increspature e peluria, in grado di “intrappolare” le particelle che si accumulano sulla superficie della foglia.

Piante simili sono, ad esempio, il Bagolaro, i Tigli, l’Acero Campestre, il Leccio, il Carpino

Filippo ha poi proseguito il percorso di studi, conseguendo la laurea magistrale in “Architettura del paesaggio“, dividendosi tra l’Università di Milano, Genova e Torino, dove si studiava la ri-progettazione di aree verdi urbane, marketing territoriale ed ecologia del paesaggio.

Molti giardini pubblici sono slegati dal contesto in cui si trovano, per opere di riqualificazione e progettazione di aree verdi, sono necessarie figure professionali con competenze del verde. Filippo mi spiega che la divisione di compiti (ad esempio geometra, architetto etc) deve essere chiara, in modo che ognuno si possa occupare del proprio campo senza incappare in errori come la scelta sbagliata di specie vegetali senza prendere in considerazione il suolo.

Chi progetta un giardino oggi, lo fa per i suoi nipoti di domani

Dopo un tirocinio, svolto presso PN STUDIO PROGETTO NATURA, che seguiva il progetto “RiconnettiMI“, il quale si proponeva di tutelare l’ambiente urbano, rivalutandolo per mezzo di studi sulla realizzazione delle cosiddette “Connessioni Ecologiche”; Filippo consegue il dottorato con la tesi: “Riserve Urbane: da residuo a risorsa. Connessioni verdi per il nord di Milano“, incentrata sulla riqualificazione di aree dismesse a Nord di Milano, connesse tra loro tramite una sorta di “Green Way” che permettesse di collegare più parchi in un contesto molto urbanizzato.

La svolta comincia dopo la laurea, con il “Corso di Formazione Professionale per Giardiniere d’Arte per Giardini e Parchi Storici” presso la Residenza Reale Sabaudia: La Venaria Reale, presentato dal Consorzio delle Residenze Reali Sabaude e CIOF- FP Piemonte.

La finalità del corso professionale è quella di creare una figura lavorativa, un professionista in grado di realizzare interventi di conservazione, rinnovamento, architettura di parchi e giardini.

Lo stage proposto a Filippo Pozzi, consisteva di un mese in un vivaio a Brescia, che collabora con il paesaggista olandese Piet Oudolf, specializzato nell’utilizzo di piante erbacee perenni, ambito in cui in Italiana siamo arrivati ultimi nell’impiego di quest’ultime, e presente all’evento “I Maestri del Paesaggio” di Bergamo.

L’altro mese, invece, era svolto presso una dimora storica. Qui Filippo e altri cinque ragazzi, dopo il superamento di una prova di lingua francese, sono stati scelti per i giardini della Reggia di Versailles.

Filippo Pozzi durante il lavoro presso i Giardini di Versailles

Per 5 settimane (Aprile – Maggio), svolgendo il ruolo di giardiniere paesaggista di ben 800 ettari di parco. Erano due i servizi da svolgere:

  • servizio al Castello
  • servizio al Trianon, dove Filippo era stato adibito

L’esperienza è stata ricca ed appagante, oltre che formativa. Filippo mi ha raccontato che ha potuto apprendere le tecniche di giardinaggio francese, ben diverse da quelle italiane. Consistono nel prediligere l’uso di attrezzi manuali, piuttosto che mezzi pesanti come motoseghe e cesoie elettriche.

Questa esperienza gli ha permesso di comprendere ed esprimere la propria opinione sulle dimore storiche dell’Oltrepò Pavese, un bene culturale estremamente e tristemente sottovalutato, che dovrebbe essere riqualificato prendendo esempio dal modello francese, fatto di sinergia e collaborazione costante ed efficiente tra castelli e ville e dove è bandito l’utilizzo di diserbanti chimici.

Come dicevo all’inizio, nell’introduzione all’articolo, molti giovani decidono di restare nel proprio territorio, nonostante possano aver ricevuto proposte magari in Europa, proprio come Filippo ma, sopratutto, che hanno a cuore l’Oltrepò.

Filippo mi racconta che, un giorno, lavorando nel borgo della regina, entrando nel locale dei giardinieri, ha visto una cesta piena di ortaggi, alcuni dei quali stranissimi. Chiedendo spiegazioni al Capo Giardiniere, Filippo scopre che è consuetudine, tra castelli, scambiarsi sementi e ortaggi.

Da lì, l’idea: spedire a Versailles le sementi della Zucca Berrettina di Lungavilla e del Peperone di Voghera (prodotti De.C.O.: Denominazione Comunale d’Origine), grazie al sostegno di Teresio Nardi, fiduciario della condotta Slow Food Oltrepò Pavese, i semi saranno spediti (o consegnati di persona da Filippo Pozzi) in tempo per la semina del mese di Aprile.

La storia di Filippo Pozzi è da raccontare, sopratutto per mettere alla luce la passione e la capacità di un giovane ragazzo legato al proprio territorio e da cui bisognerebbe prendere come esempio.

Prima di salutarci Filippo mi confida un piccolo progetto a cui sta lavorando in sinergia con il proprietario del Castello Beccaria di Montebello della Battaglia, Davide Parisi.

I lavori per il restauro e la rivalutazione del castello, proseguono senza sosta, Filippo e Davide stanno pianificando, insieme, la ri-progettazione dell’orto e del giardino del Castello Beccaria, dove Filippo potrà applicare l’esperienza e le abilità acquisite in Francia, magari sfruttando delle strutture ritrovate nelle mura del castello che lasciano pensare alla presenza, in passato, di qualcosa simile ad un “toit-jardin”, giardino pensile alla francese.

Roberta Tavernati

Roberta Tavernati

Mi sono laureata in Scienze della Comunicazione Interculturale e Multimediale all'Università degli studi di Pavia, nel 2012, con una tesi sulle Tecniche Cinematografiche 3D e il Motion Capture. Nello stesso anno ho aperto la mia azienda di apicoltura, MielOrum, con punto vendita a Casteggio. Da sempre, le mie passioni sono i computer, la grafica, la scrittura e la fotografia. Queste ultime, in particolare, insieme all'amore per il mio territorio, mi hanno motivata ad aprire questo blog.

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