Viaggiando alla scoperta dei paesi troverai il continente in te stesso.

Proverbio Indiano

Per chi ci segue sui canali social, Instagram e Facebook, avrà notato la piccola collaborazione per le ricette con Patrizia Ferlini del blog Sapori in Viaggio.

Quando si conosce Patrizia non si può non essere (letteralmente) “investiti” dal suo entusiamo per i viaggi e per la cucina, la quale si dipinge di colori e di sapori, quelli con cui si è arricchita nelle sue tantissime esperienze ed esplorazioni attorno al mondo. Ed è così che un piatto di una ricetta classica, può arricchirsi con un sapore ed anima nuovi.

Laureata in Architettura al Politecnico di Milano, Patrizia decide di realizzare uno dei suoi più grandi sogni, diventare una cuoca. Dalle verdi colline di Borgo Priolo, Patrizia vola verso Orlando in Florida, per vivere una delle sue più belle esperienze, la prima di tantissime altre.

Ed è proprio di una delle esperienze vissute nell’ultimo anno, che Patrizia decide di raccontare sul nostro sito web un piccolo ritratto della sua “avventura” in Sud Africa, a Città del Capo. Una terra lontanissima dalla nostra ma dove Patrizia riesce a trovare quel legame con la terra che, da noi in Oltrepò Pavese, è così radicato.

Cronache dal Sudafrica. Storia di un’italiana a Cape Town

Sembra passata una vita da quando ho ricevuto quella chiamata. Era buio in Svezia, ma erano solo le tre del pomeriggio; passeggiavo per il quartiere di Gamla Stan e accettavo quel viaggio in Sudafrica. Mi era capitato di pensarci qualche volta: un viaggio in una cultura completamente diversa mi sarebbepiaciuto. Ed ecco che l’occasione mi viene servita su un piatto d’argento.
Eccomi qua, il 25 novembre su un volo che dopo 23 ore mi avrebbe fatta atterrarea Città del Capo. L’Africa mi da il benvenuto con un clima torrido e i sorrisi delle persone che sarebbero diventate la mia famiglia nei mesi a seguire.
Le giornate iniziano scandite dal vento, quel vento che porta le nuvole a coprire come una tovaglia la Table Mountain; il nome vi farà già pensare alla forma piatta che caratterizza una delle sette meraviglie del mondo naturale.
Malgrado il tempo sempre variabile e imprevedibile, le domeniche e i lunedì erano dedicati all’esplorazione di quella città che ancora non ho ben deciso se amare o odiare.
Il Sudafrica è una meta ambita quando si parla di vino e turismo enologico.
Questa particolarità la rende affine al territorio da cui provengo; nonostante qualità e vitigni differenti, avere in mano un calice mi avvicinava al mio Oltrepò. Le distese infinite di vigne di Stellenbosh, con le cantine degne dei
migliori Chateau francesi, mi hanno sempre trasmesso un senso di pace che non ho mai trovato nel cuore della città, dove la mia unica preoccupazione era quella di non dare troppo nell’occhio, cercando di defilarmi per non attirare
attenzioni non desiderate.
Come nelle storie d’amore più struggenti, Cape Town ha cercato di corteggiarmi con i suoi panorami mozzafiato, con le sue spiagge di surfisti, i suoi parchi e le sue meraviglie, ma io, come una snob dell’alta società, ho sempre fatto la
difficile e cedevo solo quando mi offriva la luce di tramonti indimenticabili. La storia non è stata clemente con la popolazione che ancora oggi porta i segni
dell’apartheid. Vi capiterà di passeggiare per il centro e vedere dormire accanto a ville lussuose, decine di senzatetto nelle peggiori condizioni. Questa è la normalità in una città dove le vie di mezzo non esistono, dove l’emulazione
di una cultura europea non è riuscita a sovrastare le vere origini di un popolo che ama la sua terra e non vuole abbandonare le proprie radici.
Detta così sembra quasi una tragedia, ma se ripenso a Citta del Capo, mi scorrono in mente le immagini dei trekking della domenica con Cristiana, la mia Amica Chef che è stata la mia ancora nei momenti più bui e la mia compagna di avventure, ripenso a quel volo in parapendio dove ho visto il mare fondersi con le montagne, mi ricordo i tenerissimi pinguini sulla spiaggia di Boulder.
Essendo una persona solitaria, di tanto in tanto avevo bisogno di starmene per i fatti miei; ho trovato il mio posto in una spiaggia infinita chiamata Milnerton, dove il pomeriggio andavo a passeggiare avanti e indietro, aspettando il
tramonto. A quel punto i colori che si riflettevano nell’oceano e andavano ad illuminare la città in lontananza, diventavano così intensi da creare uno scenario quasi surreale. Lì mi perdevo, ritrovavo la mia pace e la mia voglia di
scoprire, quella che a volte è venuta a mancare.
Bilancio di quest’esperienza? Tra alti e bassi, mi sono portata a casa un ricordo positivo, una lezione di vita che non solo porto al collo con il ciondolo africano regalatomi da un amico, ma che porto nel cuore. Non sarà stato
facile, ma sicuramente è stato indimenticabile.

Testo di Patrizia Ferlini, Sapori in Viaggio

Visitate il Blog di Patrizia Ferlini a questo link: Sapori in Viaggio

 

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Roberta Tavernati

Roberta Tavernati

Mi sono laureata in Scienze della Comunicazione Interculturale e Multimediale all'Università degli studi di Pavia, nel 2012, con una tesi sulle Tecniche Cinematografiche 3D e il Motion Capture. Nello stesso anno ho aperto la mia azienda di apicoltura, MielOrum, con punto vendita a Casteggio. Da sempre, le mie passioni sono i computer, la grafica, la scrittura e la fotografia. Queste ultime, in particolare, insieme all'amore per il mio territorio, mi hanno motivata ad aprire questo blog.

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