Vogliamo concludere il 2019 con un articolo speciale, un modo per augurarvi Buone Feste.

In questi dodici mesi di articoli, l’Oltrepò Pavese ci ha fatto scoprire tantissimi tesori nascosti, che siano essi persone, aziende, storia… tesori preziosi che ci fanno comprendere quanto il nostro territorio sia stato, nel suo passato, un luogo fiorente e ricco e che, oggi, merita assolutamente di essere valorizzato.

Concludiamo le pubblicazioni del mese di Dicembre, raccontandovi il nostro incontro con il Diacono Angelo Marini (classe 1920) di Torrazza Coste, artefice dell’annuale mostra natalizia di Presepi e Diorami molto speciali, che si teneva ogni anno dalla Vigilia di Natale fino al 5 Febbraio (l’ultima mostra è stata nel 2016).

Un incontro ed una chiacchierata che ci ha emozionati moltissimo sia dal punto di vista umano sia da quello culturale.

Un incontro speciale

 

Tutti voi, almeno una volta, hanno visitato a Natale la mostra dei Presepi e dei Diorami presso la Parrocchia di Torrazza Coste. Da piccoli, sicuramente, li si osservava con curiosità e immaginazione, con quello stupore che da bambini ci permette di vedere tutto in modo fantastico. Da grandi, lo stupore è il medesimo, ma con la consapevolezza del lavoro che c’è dietro alla costruzione artigianale di ogni Presepe e di ogni Diorama e del loro significato religioso e spirituale. I Presepi e i Diorami di Angelo Marini, sono stati per anni un appuntamento fisso natalizio per la comunità non solo di Torrazza Coste, ma anche di tutto l‘Oltrepò Pavese. Ogni anno l’argomento non era mai uguale e, sopratutto, mai scontato.

Che cos’è un Diorama? Il Diorama è una rappresentazione, in scala ridotta e in modo prospettico caratterizzata dalla profondità, di scene religiose del Vangelo e della Bibbia ma non solo. Sono costruiti con dimensioni variabili ed inseriti in cassette con vetri, arricchiti da illuminazione e, talvolta, da animazioni meccaniche. Impiegano moltissima tecnica e lavoro, per la realizzazione degli scenari che includono paesaggi, edifici e individui. 

La differenza sostanziale tra Diorama e Presepe è che il primo rappresenta scene religiose specifiche nel massimo realismo, dove viene data importanza al messaggio trasmesso e alla relazione dei protagonisti della scena. Il Presepe, invece, rappresenta un “tutto” nel quale convergono vari significati ed interpretazioni.

La storia di Angelo Marini è una storia di passione, dedizione e studio che ci ha commossi e trasportati, per un paio di ore, in luoghi lontani fatti di cose semplici, di fede e di legami che oggi, onestamente, non esistono quasi più.

Sul tavolo in legno c’erano ad aspettarci fotografie e immagini dei Presepi e dei Diorami che hanno rappresentato tutta la vita del signor Angelo Marini, insieme al libro da lui scritto e nel quale sono contenuti tutti i ricordi e la sua passione.

Nonostante la vecchiaia, il signor Angelo è entusiasta di raccontare la sua storia a una persona giovane,  con le mani rugose e la vista, che non è più quella di un tempo, ci racconta gli inizi della sua attività. 80 anni dedicati ai Presepi e ai Diorami, di cui 40 solo dedicati al Presepe e dagli anni ’60, per quarant’anni, anche ai Diorami, entrambi curati con un amore unico.

Una vita di studio, ricerca e passione

Il Battesimo di Gesù. Diorama del 2014

Angelo Marini ci mostra alcune fotografie che conserva gelosamente, custodi di ricordi indelebili non solo su carta ma nel cuore. Le fotografie mostrano alcuni Diorami da lui realizzati, quelli a cui è più legato, alcuni dei quali risalgono al 2014 e altri al 1997. Ci vengono indicate le statuette che creano le scene, statuette così realistiche che sembrano prendere vita da un momento all’altro.

  • Vedi quanto sono realistiche? Osserva gli occhi, le venature delle mani, i capelli…” ci spiega “Non sono statuette comuni, sono speciali e valgono moltissimo“.

Le statuette rappresentano la vera caratteristica di tutti i Presepi e i Diorami di Angelo Marini. Durante un viaggio a Roma, dopo le feste di Natale, il signor Marini ha conosciuto l’Associazione Amici del Presepe e anche alcuni artisti spagnoli del “Presepe Policromo” che gli hanno mostrato le statuine catalane originarie di una ditta di Barcellona (che ora, purtroppo, non esiste più). Subito colpito dal realismo di quelle statuine, Angelo Marini, cominciò a fare viaggi in Cataluña ogni anno, per apprendere quell’arte che tanto lo aveva affascinato a Roma.

  • Erano tutte statuine in Terracotta, fatte a mano, una ad una dagli artisti che si chiamavano “Castells” ed ogni Natale venivano esposte in una grandissima mostra. A Barcellona ho imparato a costruire i Diorami, quelli spagnoli avevano dimensioni davvero piccole: 50×50“.

In Cataluña (in particolare a Barcellona in Plaça Sant Jaume) il Presepe ha una grande importanza ed è una tradizione molto più sentita che in Italia. Là è chiamato “Pessebre, tuttavia nel corso degli anni ha cambiato connotazione. In passato, l’epoca di cui parla Angelo Marini, le statuine erano sopratutto religiose ed eseguite su commissione. Vere opere d’arte che oggi, rappresentano pezzi da collezione e che valgono moltissimo.

Angelo Marini, per più di quarant’anni è tornato ogni anno a Barcellona per commissionare le statuine che prevedeva di inserire nei suoi Presepi e Diorami, comunicava il numero, l’altezza, i colori, le posizioni del corpo. Ogni cosa, affinché le scene rappresentate fossero il più esatto e realistico possibile.

  • Le ordinavo ad Aprile, quando iniziavo a studiare i Presepi e i Diorami nel Natale successivo” ci racconta mostrandoci alcune statuette “erano alte all’incirca 11 cm l’una e non erano mai identiche l’una all’altra. Ogni anno ne ordinavo di nuove per ampliare le scene“.

Una costruzione che parte dal disegno

Angelo Marini al lavoro

Il Signor Angelo Marini ci racconta come costruiva i Diorami, un lavoro che iniziava già ai primi di Aprile e che richiedeva moltissimo impegno quotidiano.

L’idea di ogni nuova mostra, di Diorami e Presepe, partiva dal disegno. Abile in pittura (presso la sua dimora, abbiamo potuto vedere alcuni dipinti realizzati da Angelo Marini), metteva in disegno ogni Diorama che avrebbe poi realizzato il Natale del medesimo anno. Non dovevano mai essere identici agli anni precedenti.

  • Partivo dal disegno e poi seguiva il bozzetto. Il bozzetto era una costruzione provvisoria del Diorama sul mio banco da lavoro, valutando le misure, la scenografia e inserendo provvisoriamente le statuine, poi iniziavo la costruzione su piani già preparati. Il lavoro si concludeva inserendo il “quadro” all’interno di un “cassonetto” con la facciata in vetro e l’impianto elettrico.” ci spiega il signor Marini, mentre ci mostra una fotografia di un Diorama del 2014 rappresentante la Visitazione della Vergine Maria  “Il materiale che utilizzavo era vario, per creare gli edifici, il paesaggio e la natura circostante. All’inizio della mia attività utilizzavo solo fogli di cartone che venivano poi lavorati con la Scagliola

La Scagliola è un particolare tipo di gesso emidrato utilizzato in scultura e in edilizia, impiegato in numerose tecniche ed opere nell’arte del ‘500. 

  • Poi ho cominciato ad utilizzare fogli di polistirolo che tagliavo delle misure a me necessarie. Dopo immergevo i fogli di polistirolo nella scagliola liquida e cominciavo a metterli in opera, fissandoli con gesso bagnato e fogli di carta impregnati nella scagliola. Mettevo in piedi tutta la struttura, quando tutti i componenti erano in piedi ed avevo costruito la mia scenografia, preparavo un’altro tipo di Scagliola più dura e simile alla calce. Questo tipo di gesso mi permetteva di creare e dare definizione alle pareti, ad esempio. Per costruire le montagne utilizzavo la Juta sempre impregnata di Scagliola. Davo la forma delle dune e delle montagne. Quando tutto era finito, verso Settembre o Ottobre, dipingevo tutto. La pittura era determinante perché bisognava dare le sfumature giuste e se sbagliato si comprometteva tutto il lavoro di mesi“.

Alcuni Diorami è possibile vederli in parrocchia, sono stati lasciati li dal signor Angelo Marini insieme ad alcune statuine per permettere la costruzione di presepi dopo che ha abbandonato in questi ultimi anni.

I viaggi in Terra Santa

Fotografie di alcuni Diorami sul libro di Angelo Marini

Per realizzare, nel modo più realistico possibile, i Diorami e i Presepi, Angelo Marini viaggiò quasi ogni anno in Terra Santa per vedere di persona com’erano i luoghi, le case e i paesaggi descritti nei libri sacri. Per circa 30 anni, quasi consecutivi, il diacono Marini raggiunse le città legate alla vita di Gesù: Gerusalemme, Betlemme, Nazaret e viaggiando in tutta la Palestina.

  • Insieme ai Pellegrini raggiungevo la Terra Santa, ma io volevo visitare anche i luoghi nascosti che non erano “mete turistiche” e non solo i posti principali come la Basilica del Santo Sepolcro e il Tempio di Gerusalemme. Grazie all’aiuto dei Frati Francescani mi era possibile esplorare zone poco battute dal pellegrinaggio. Con la mia macchina fotografica, fotografavo sopratutto il paesaggio, tornavo a casa sviluppavo il rullino e con la foto davanti realizzavo il Presepe e il Diorama“.

A differenza della concezione che abbiamo, un pò tutti, del Presepe costruito con il muschio e la neve, il vero Presepe realistico consiste nel rappresentare a immagine e somiglianza la Terra Santa. Al posto di paesaggi di montagna ci sono dune del deserto e pietra rosa, caratteristica di quei luoghi, i colori chiari e soleggiati. Con le fotografie, Angelo Marini, cercava di mostrare com’era la Terra Santa duemila anni fa.

Una passione dall’infanzia all’età adulta ed il periodo ad Aushwitz

Presepio Antico Gioco Marca Stella (1930- web)

La passione per il presepe di Angelo Marini, risale fin dall’infanzia. All’epoca le statuine di gesso erano molto rare e costose e chi poteva permetterselo, poteva solo acquistare le figurine del Presepe in carta da ritagliare. Il più famoso risale al 1930 e si chiamava “Presepio Antico Gioco” di Marca Stella.

  • “Il Presepe una volta lo si faceva utilizzando le figurine su cartoncino da ritagliare, dietro vi si doveva incollare un supporto di cartone per tenerle in piedi e creare le scene. A quel tempo il Presepe era molto semplice ed umile”.

Il Diacono Marini prosegue raccontandoci la sua esperienza durante la Seconda Guerra Mondiale, emozionandoci moltissimo con i suoi ricordi vividi e chiari, nonostante l’età. Dopo l’armistizio dell’ 8 settembre 1943, fu deportato nel Campo di Concentramento di Auschwitz, in Polonia. Ma prima, in Germania.

  • “Appena arrivato in Germania, quando gli alleati bombardavano le città tedesche, noi prigionieri venivamo mandati nelle città a sgomberare le macerie. Ero nella zona della città di Mannheim sotto il controllo delle sentinelle della Forza di Difesa Wehrmacht, ed era vietatissimo prendere qualsiasi oggetto e tenerlo con sé, si rischiava di essere messi al muro ed uccisi. Tuttavia noi cercavamo cibo, perché avevamo moltissima fame. Un giorno, mentre dovevamo sgomberare dei detriti di una casa bombardata, vidi una valigia sventrata dalla quale fuoriuscivano le figurine ritagliate del Presepe che erano in voga a quel tempo, le stesse che utilizzavo io a casa mia. Eravamo in tanti e le sentinelle erano poche. Aspettai che la sentinella di turno controllasse altrove e presi le figurine nascondendomele dentro la bisaccia. Quando arrivò Natale feci il Presepio nella baracca dove eravamo alloggiati, nessuno controllò e nessuno se ne accorse. Un anno dopo, nel 1944, fui deportato ad Auschwitz in Polonia e, sotto il controllo delle SS tedesche (Schutzstaffeln, squadre di protezione), era praticamente impossibile tentare qualsiasi libertà. Lo ricordo ancora bene, era il pomeriggio della Vigilia di Natale ed io feci ugualmente il mio Presepio sul mio letto con le figurine.  Ricordo che un Ufficiale delle SS, o forse era un Maggiore, arrivò per ispezionare il nostro dormitorio e lì temetti di essere scoperto ed ucciso. Nessuno mi avrebbe coperto assumendosi la responsabilità. Io ero in fondo alla baracca, l’ultimo. Quando la SS vide il Presepe lo fissò per un lungo istante, sembrava un’eternità. Poi fece un sorriso e senza dire una parola uscì dalla baracca. Questo per me è stato un miracolo, una grazia. Altrimenti non sarei qui a raccontare questa mia esperienza di vita”.

L’ultima mostra prima del ritiro

L’ultima mostra interamente costruita e seguita dal Diacono Angelo Marini, è stata nel Dicembre 2016. In quell’anno realizzò Diorami molto realistici e particolari, raffigurò la Grotta della Natività e la Betlemme sui due Colli, insieme al Lago Genazareth o Lago Tiberiade, meccanizzato: un Gesuita di Roma aiutò il Diacono Marini a realizzare il lago meccanico con le onde in movimento. Questi ultimi Diorami misuravano, all’incirca, 60 x 70.

Sempre nel 2016, Angelo Marini rappresentò anche l’epoca moderna: in un particolare Diorama, il Diacono rappresentò Gesù tra i grattacieli dove parla a cinque persone che rappresentavano i continenti:

  • “Gesù parla a tutto il mondo, non solo a una parte, c’è la donna palestinese che rappresenta “il mondo antico di duemila anni fa” e poi ci siamo noi, le persone di oggi tra i grattacieli”.
Oggi il Presepe a Torrazza Coste è realizzato da volontari e appassionati, pochi sono i Diorami di Angelo Marini che si possono vedere all’interno della parrocchia.

Le parole per descrivere tanta passione e dedizione, non sono sufficienti.

E’ stato un piacere e un’onore poter conoscere ed intervistare il Diacono Angelo Marini e la figlia Bianca, raccontandoci una storia che ha molto da insegnare e che ci scalda il cuore. Una tradizione quella del Presepio e del Diorama, pura e semplice, se ne sente già la mancanza in questa società dove, ormai, le cose pure e semplici come una volta, non sono più di moda.

 

Ringraziamo Angelo e Bianca Marini, per l’accoglienza, la pazienza e l’opportunità di raccontare una tradizione natalizia così bella nel nostro territorio.

Con l’ultimo articolo di questo 2019, ringraziamo tutti i nostri lettori e auguriamo Buone Feste!

 

Disclaimer

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Roberta Tavernati

Roberta Tavernati

Mi sono laureata in Scienze della Comunicazione Interculturale e Multimediale all'Università degli studi di Pavia, nel 2012, con una tesi sulle Tecniche Cinematografiche 3D e il Motion Capture. Nello stesso anno ho aperto la mia azienda di apicoltura, MielOrum, con punto vendita a Casteggio. Da sempre, le mie passioni sono i computer, la grafica, la scrittura e la fotografia. Queste ultime, in particolare, insieme all'amore per il mio territorio, mi hanno motivata ad aprire questo blog.

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