In questi giorni di #iorestoacasa è tutto un pullulare di video per coinvolgere i follower in lavoretti che hanno il compito e il merito di riempire un tempo che ha forzata “reclusione” ha dilatato.

Ed ecco, oltre alle ennesime ricette dolci o salate, da seguire passo a passo, farsi strada lezioni di cucito per improvvisate apprendiste sarte, dove necessario oggetto è la macchina da cucire, quella portatile, da appoggiare sul tavolo da cucina nello spazio temporale fra il pranzo e la cena.

E proprio lei, la macchina da cucire, quella più professionale e col mobiletto, ha avuto in passato, in tante case del nostro Oltrepò Pavese, un posto d’onore nell’angolo del tinello.

Molte di quelle macchine da cucire erano prodotte dalla storica fabbrica “Necchi” di Pavia, ormai chiusa da anni e, purtroppo, uno dei “luoghi abbandonati” immortalati dalla macchina fotografica della fotografa pavese Marcella Milani.

Ma la Necchi non è stata l’unica macchina da cucire presente nel nostro territorio.

Anche Voghera, dal 1949, ebbe la sua macchina da cucire, la “Visetta“, un vero e proprio oggetto di design dal momento che il produttore ne aveva affidato la “veste” al famoso architetto e disigner milanese Giò Ponti.

Siamo nell’immediato secondo dopoguerra e le “Officine Meccaniche Visa” situtate a Voghera in una vasta area tra le vie S. Francesco, Piave e Isonzo, decisero, dopo gli anni della guerra passati a fare proiettili per le artiglierie, di puntare sulla produzione di oggetti innovativi di cui il mercato avvertiva l’utilità.

E’ così che naque, nel 1949 appunto, la “Visetta“, una macchina da cucire esteticamente bella ma altrettanto funzionale e precisa.

Per la “VisettaGiò Ponti progettò anche un mobiletto dalle linee semplici ed innovative.

E la “Visetta” divenne, ben presto, l’oggetto più richiesto da tenere in casa e da regalare alle spose in un tempo in cui tutte le vogheresti e non solo erano capaci di fare orli, accorciare pantaloni e magari cucirsi gli abiti da sole.

Poi, lentamente, l’attività produttiva delle “Officine Meccaniche Visa” andò a diminuire e la “Visetta” non fu più prodotta.

Oggi la macchina da cucire vogherese “griffata” Giò Ponti è diventata un oggetto da collezione, un cimelio quasi introvabile.

Di certo la “Visetta” è stata testimone di un pezzo della storia del nostro Oltrepò Pavese, quando Voghera era, tra la fine della Seconda Guerra Mondiale e gli anni Settanta del secolo scorso, un centro industriale di una certa consistenza e in cui le “Officine Meccaniche Visa“, produttrici di macchine agricole, torni ed elettrodomestici, hanno avuto una parte importante dando lavoro a centinaia di dipendenti.

Altre aziende e industrie che hanno fatto la storia vogherese:

Pianetta di Barbieri & C. La Mostarda di Voghera. Articolo CLICCA QUI

A.P.I. Anonima Prodotti Iriense di Morini Spa. Articolo CLICCA QUI

Immagine di copertina: Photographerica https://www.flickr.com/photos/132968633@N06/28666864406

 

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Roberta Tavernati

Roberta Tavernati

Mi sono laureata in Scienze della Comunicazione Interculturale e Multimediale all'Università degli studi di Pavia, nel 2012, con una tesi sulle Tecniche Cinematografiche 3D e il Motion Capture. Nello stesso anno ho aperto la mia azienda di apicoltura, MielOrum, con punto vendita a Casteggio. Da sempre, le mie passioni sono i computer, la grafica, la scrittura e la fotografia. Queste ultime, in particolare, insieme all'amore per il mio territorio, mi hanno motivata ad aprire questo blog.