In un precedente articolo vi abbiamo raccontato del “Circuito Motociclistico Città di Stradella” a cui parteciparono, fra gli altri, campioni come Tazio Nuvolari.

C’è stato però un campione motociclistico che più di ogni altri è stato l’idolo, il beniamino degli appassionati di motociclismo del nostro Oltrepò Pavese.

Il suo nome era Carlo Bandirola.

Era per vedere “correre” lui, il pilota dallo stile di guida istintivo, spettacolare e privo di qualunque forma di strategia e tattica, che i vogheresi, ma non solo loro, si accalcavano lungo il percorso del “Circuito Internazionale di Voghera” (e sì, perchè anche Voghera aveva un suo circuito) che si snodava lungo le vie cittadine con partenza e arrio in Via Zanardi Bonfiglio.

Siamo nel lontano 1953, il 17 Maggio, giorno dell’Ascensione “Al di d’la Sensja”, festa patronale di Voghera, quando, davanti a trentamila spettatori, Carlo Bandirola, dopo una gara entusiasmante, vince quella che è l’ultima edizione del Circuito di Voghera, chiuso dall’anno dopo per ragioni di sicurezza dal prefetto. “Al Banda”, come lo chiamavano con affetto i concittadini, vince con la sua MV Augusta 500 cc.

Lui, soprannominato il “Leone dell’Oltrepò” per la sua irruenza nella guida, nasce a Voghera il 24 settembre 1915 e sin da ragazzo dimostra una grande passione per le moto che lo porta nel 1934 alle prime gare di regolarità correndo su una moto Gilera 500 Sport Otto Bulloni.

Per avere la possibilità di proseguire l’attività agonistica, che è la sua vera passione, Carlo Bandirola entra volontario nel corpo della Milizia della Strada nelle file della cui squadra corre sia gare di velocità che di regolarità ottenendo nel 1939 ben quattro vittorie.

Ma scoppia la Seconda Guerra Mondiale e il “Banda” finisce a fare l’impavido portaordini in Albania e in Grecia meritando, per il suo operato, la “Croce di Guerra“.

Finita la guerra Bandirola torna nella sua Voghera e riprende servizio nella Milizia della Strada che dal 1945 diventa la “Polizia della Strada” che oggi conosciamo. Nel 1946 riprende a correre facendosi notare nel Circuito di Verona, dove arriva secondo, da Giuseppe Gilera che lo vuole come pilota ufficiale nella sua casa motociclistica.

fino al 1950 Bandirola gareggia su una Gilera 500 Saturno, segnando un quinto posto nel Campionato Mondiale Motociclistico di quell’anno. Nel 1951 passa alla MV Augusta ottenendo buoni risultati nei motomondiali. Corre prevalentemente in Spagna dove la MV Augusta costruisce su licenza e deve fare propaganda al prodotto, un nuovo motore quattro cilindri, con delle vittorie.

Carlo Bandirola è un pilota generoso e spettacolare. E’ famoso per via della sua guida aggressiva che lo porta spesso a rovinose cadute o a terminare anzitempo le gare causa del cedimento del motore. Non è un “droghiere” come definisce il suo compagno di squadra Nello Pagani che invece dosa troppo il motore mirando al risultato senza strafare.

Ciò che piace di più al “Leone d’Oltrepò” è guidare su piste difficili e tortuose come Barcellona e Ospedaletti (un circuito che oggi non esiste più anche ogni anno se ne fa una rievocazione storica) in cui si distingue nel 1947 e nel 1948 con la Gilera Saturno e nel 1954 con la MV Augusta.

Memorabile il suo duello in Spagna con il compagno di squadra Surtees da cui esce sconfitto solo da un guasto al motore. Il “Leone d’Oltrepò” ha, un pò come tutti i grandi campioni, delle piccole manie scaramantiche. Corre con un casco bianco con una stella rossa, casco che non sostituisce mai, neppure dopo una rovinosa caduta. Ama indossare solo la sua tenuta da corsa in pelle che non vuole mai sostituire con una nuova, come a Monza nel 1957 quando dice ad un amico che lo invita a cambiarla che “…rabiat no, ma custa chi la m’ha sempar purà a ca la pel..” (non arrabbiarti, ma questa qui mi ha sempre portato a casa la pelle).

Nel 1958, a 43 anni, vince il Campionato Motociclistico Italiano con la MV Augusta 4 Cilindri. Continua a correre fino ai primi anni ’60 quando si ritira dalle corse e apre un bar nella sua Voghera dove muore, dopo una lunga malattina nel 1981.

In memoria del grande campione che Bandirola è stato, sembra che la stella rossa che il campione del mondo Marco Lucchinelli ha nel suo casco proprio nel 1981 sia stata dipinta in suo ricordo.

Carlo Bandirola era il beniamino delle folle che seguivano le gare motociclistiche perchè era un uomo semplice e con una grande carica umana, doti che gli sono valse il ricordo affettuoso dei vogheresi che gli hanno dedicato una via della città.

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Roberta Tavernati

Roberta Tavernati

Mi sono laureata in Scienze della Comunicazione Interculturale e Multimediale all'Università degli studi di Pavia, nel 2012, con una tesi sulle Tecniche Cinematografiche 3D e il Motion Capture. Nello stesso anno ho aperto la mia azienda di apicoltura, MielOrum, con punto vendita a Casteggio. Da sempre, le mie passioni sono i computer, la grafica, la scrittura e la fotografia. Queste ultime, in particolare, insieme all'amore per il mio territorio, mi hanno motivata ad aprire questo blog.