Da sabato 26 Giugno anche Calvignano (come è già stato fatto per Mondondone e Retorbido) ha la sua Big Bench, una panchina gigante panoramica che offre ai turisti e non solo, un punto di osservazione dove rilassarsi davanti ad un paesaggio dove, in estate, l’oro dei campi di grano si alterna al mare verde dei vigneti, il giallo dei rari tulipani selvatici punteggia i prati in primavera e il maestoso foliage autunnale fa da contrappunto al profumo di mosto che esce dalle prestigiose cantine del luogo.

E’ Calvignano, un piccolo borgo dell’Oltrepò Pavese della prima collina, situato sulla strada che da Casteggio sale a Montalto Pavese, immerso in un territorio di rara bellezza. Salendo verso Montalto Pavese si incontra la caratteristica piazza ad U su cui si affacciano la bella ottocentesca Chiesa di San Martino (già esistente però nel medioevo, citata in un documento del 1240) e il Palazzo Municipale. Una deviazione sulla destra scende alla storica Tenuta Travaglino ospitata in una monumentale villa-cascina. Il nucleo più antico del borgo sorge invece su una piccola altura poco distante. E’ qui che si ergeva un tempo il castello che oggi è inglobato in due casamenti attorno ad un cortile e che degli antichi fasti conserva solo un portone a sesto acuto che si apre su un muro di mattoni a vista con tracce di graffiti a spina di pesce. Un tempo aveva finestre romaniche e gotiche, caditoie ed inferriate e un possente bastione.

Storia di Calvignano

Storia antica è quella di Calvignano, come antica è la coltivazione della vite in questo territorio e come antica è la storia della Tenuta Travaglino.

Le origini certe e documentate di Calvignano risalgono all’alto medioevo, al lontano 111 quando Gisulfo, prete a Torre del Monte (oggi località di Borgo Priolo) fa testamento lasciando il castello e le terre in suo possesso a Calvignano a due persone, Tedisio e Opizio, con la clausola che, se essi non avessero ottemperato a certi obblighi, tutta l’eredità sarebbe passata al Monastero di San Maiolo di Pavia.

Cosa che avvenne. Tra i testimoni dell’atto testamentario è presente anche un “Johannis de Travalino” (Giovanni di Travaglino) a cui si deve probabilmente il toponimo della omonima località. Risalgono a quel periodo le origini dell’attuale tenuta che per secoli è stata adibita a monastero e complesso agricolo. Qui i contadini dipendenti del monastero pavese coltivavano la vite e usavano trasportare il prodotto finito, con delle bigonce, fino a Casteggio dove i monaci cluniacensi di San Maiolo possedevano una casa adatta alla conservazione del vino.

E che l’uva fosse coltivata nel territorio di Calvignano è testimoniato da un documento del 1240 con cui Guidone Sannazzaro, priore della Chiesa di Torre del Monte, ottiene dal Monastero di San Maiolo l’investitura del feudo di Calvignano, comprendente Travaglino e delle “vigne novelle”.

Passano gli anni e a Calvignano arrivano i Bottigella, nobile e potente famiglia pavese, che abita il castello e che, nel 1452, ottiene da Francesco Sforza l’investitura del feudo. Ma è una famiglia numerosa quella dei Bottigella e, a causa delle numerose successioni ereditarie, i suoi possessi in Calvignano si frazionano e, mentre una parte resta alla famiglia fino al XIX° secolo, una cospicua porzione, comprendente Travaglino, passa nel 1558 alla famiglia Volpe Landi originaria di Piacenza.

Le lunghe liti famigliari dei Volpe Landi sono però deleterie per la conduzione dei fondi che vengono, a poco a poco, trascurati e abbandonati tanto che, nel 1667, sono venduti a Carlo Fantoni, originario del Piemonte.

La famiglia Fantoni procede alla riorganizzazione e trasformazione dei fondi dei Volpe Landi e sulla struttura ormai fatiscente dell’antico cascinale di Travaglino costruisce una moderna villa padronale con rustici e un Oratorio, dedicato alla “Concezione della Beata Vergine”, per le funzioni religiose. Nel 1690 i Fantoni ottengono il feudo di Calvignano e il titolo nobiliare di conte. Con la rivoluzione francese si esaurisce la storia del feudo di Calvignano ma la proprietà dei Fantoni restano.

La Tenuta Travaglino dal 1868

A Travaglino, nel 1868, arriva il Cavalieri Vincenzo Comi di Milano che acquista la villa e 810 pertiche milanesi (circa 53 ettari) di terreno circostante e pone le basi dell’attuale Tenuta. I suoi discendenti, giunti alla quinta generazione, conducono oggi un’azienda vitivinicola di prestigio che  consta di ben 80 ettari. La Tenuta Travaglino, circondata da un parco di oltre 3 ettari con roveri, castagni, frassini e cipressi secolari, è oggi anche una prestigiosa location per eventi eleganti, matrimoni e cene nella storica cantina fra pietre millenarie e botti di rovere che custodiscono vini preziosi.

Andate a Calvignano e dalla Big Bench lasciate spaziare lo sguardo intorno, ma non dimenticate che vi trovate in un luogo dove la vite e il vino sono di casa da secoli. Approfittatene!

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Roberta Tavernati

Roberta Tavernati

Mi sono laureata in Scienze della Comunicazione Interculturale e Multimediale all'Università degli studi di Pavia, nel 2012, con una tesi sulle Tecniche Cinematografiche 3D e il Motion Capture. Nello stesso anno ho aperto la mia azienda di apicoltura, MielOrum, con punto vendita a Casteggio. Da sempre, le mie passioni sono i computer, la grafica, la scrittura e la fotografia. Queste ultime, in particolare, insieme all'amore per il mio territorio, mi hanno motivata ad aprire questo blog.