Ci sono luoghi nel nostro Oltrepò Pavese che hanno un fascino particolare, un misto di bellezze naturali e di storia millenaria ma che, spesso, sono relegati al ruolo di luoghi di passaggio lungo gli itinerari verso mete più “gettonate”.

E’ il caso della vallata in cui sorge Borgoratto Mormorolo, in Valle Coppa, a pochi chilometri da Casteggio, una delle più belle, fra quelle a lei vicine, per il paesaggio costituito in gran parte da rigogliosi vigneti e da boschi e dove è possibile vedere ancora le orchidee spontanee che testimoniano la ricchezza e la biodiversità di questo territorio.

Un pò di storia

Borgoratto Mormorolo è costituito da numerose frazioni sparse nella vallata, piccoli centri abitati la cui origine è da collocare, almeno in parte, tra l’epoca pardo antica e l’altomedioevale come, ad esempio, Zebedo, citato nel diploma con cui, nel 1164, Federico Barbarossa concedeva molte località oltrepadane alla città di Pavia, o Illibardi, che nel 1028 era descritto come un centro curtense con castello e numerose dipendenze che il diacono Gerardo, ultimo erede della dinastia dei Gandolfingi, conti di Piacenza, lasciava in eredità a Ugo marchese di Tuscia e a sua moglie Gisla.

A saper guardare, nascoste tra vecchi e più nuovi edifici, ci sono ancora tracce dell’antica storia di questi luoghi, come la torre medievale risalente al XIII° secolo che si trova, in condizioni purtroppo precarie, nella località Boiolo e che è conosciuta con il nome di “Torre del Boia“, o come l’antica casa-torre in località Facchini. Chi volesse fare una lunga camminata potrebbe incontrare Pietra Focaia, la località che, con il nome di Pietra Fogalia, era anch’essa, nel X°-XI° secolo, fra i possedimenti del diacono Gerardo e nella quale si cavavano pietre per fare gli acciarini.

Al di sopra del borgo, isolata su un poggio a 350 metri di altitudine, sorge la Chiesa Parrocchiale dei Santi Cornelio e Cipriano. Oggetto di scavi archeologici da parte della Soprintendenza ai Beni Archeologici della Lombardia, la Chiesa, risalente al XIII° secolo ma rimaneggiata nel corso dei secoli successivi fino a raggiungere l’aspetto attuale, racchiude fra le sue mura l’antica storia di questo territorio.

Gli scavi hanno infatti fatto emergere notevoli tracce delle fasi costruttive di epoca altomedievale quando il luogo era conosciuto come “Memoriola” ed era un possedimento del potente Monastero di San Colombano di Bobbio a cui era forse stato donato nel 774 da Carlo Magno insieme ad altre località come la non lontana Montelungo.

Memoriola, in un documento dell’833-835, era definita “Curtis” del monastero e come tale doveva provvedere a fornire il vitto per i monaci bobbiesi. Nell’inventario dei beni del Monastero redatto nell’anno 862, Memoriola viene identificata tramite la specifica menzione della “Ecclesia Sancti Nazari” (chiesa di San Nazaro). Tra le dozzine di “Curtes” bobbiesi in Oltrepò Pavese quella di Memoriola doveva occupare un posto importante pur essendo una corte accentrata. Infatti da sola produceva 200 anfore di vino, la più alta quantità rispetto alle altre corti e un quarto circa dell’intera produzione delle corti monastiche in Oltrepò e di queste solo 100 erano dovute al Monastero.

Nei suoi boschi vivevano allo stato brado 40 maiali e nella “curtis” vivevano anche 24 tenutari di manzi che dovevano al monastero la terza parte di tutto ciò che producevano e che erano tenuti a prestare lavori gratuiti (corvèes) per due giorni ogni settimana.

L’importanza di Memoriola, tra le altre “Curtis” di Bobbio in Oltrepò Pavese, è documentata anche dai “Miracula Sancti Columbani”, una fonte scritta del X° secolo che narra del trasporto del corpo di San Colombano da Bobbio a Pavia per difendere davanti al re Ugo di Provenza i diritti del Monastero contro usurpatori che ne minacciavano i beni. Durante il viaggio di ritorno da Pavia, i monaci sostarono nella “Curtis Memoriola” e fu qui che avvenne il miracolo dell’acqua che già vi abbiamo descritto in un precedente articolo (CLICCA QUI).

Elenco degli articoli dedicati a San Colombano di Bobbio: “Un viaggio attraverso l’Oltrepò di oltre mille anni fa“, “Colli Verdi il nuovo comune in Oltrepò Pavese“, “Ruino, la frazione di Colli Verdi in Oltrepò Pavese“, “Val Verde, da Curtis Medievale ad Oasi delle Farfalle

 

La Pieve

Memoriola con la sua “Ecclesia Sancti Nazari” resta tra i possedimenti bobbiesi fino al XII° secolo poi, progressivamente, i territori appartenuti al Monastero di San Colombano vengono in buona parte inglobati dal Comune di Piacenza e dalla sua Diocesi. In questo contesto Memoriola cessa di essere elencata tra i possessi del Monastero bobbiese e si inserisce entro la Diocesi di Piacenza con il rango di Pieve di Murmurola come è dimostrato da un documento del 1251. Come tale la pieve con fonte battesimale serviva un ampio territorio caratterizzato da piccoli abitati sparsi. Ed era un edificio di una certa importanza che aveva alle sue dipendenze altre chiese del territorio come quella di San Giorgio di Fortunago, di Santa Cristina di Stefanago, di San Lorenzo di Torre degli Alberi e altre oggi scomparse.

Era un edificio in stile romanico come ancor oggi è testimoniato dal portale, dai capitelli, da alcune sculture architettoniche come una testa leonina, una piccola mensola d’archetto a testa di falco e due lastre con croci. Da un documento datato 1330, si desume che la Pieve non è più dedicata, come la chiesa della curtis a San Nazaro, ma ai Santi Cornelio e Cipriano.

Il Borgo

La Chiesa di Borgoratto Mormorolo ha rivestito senza dubbio una grande importanza nella Valle Coppa e nei territori limitrofi, importanza maggiore rispetto al borgo, localizzato nella zona dell’attuale municipio, di cui si ha menzione, come Borgorato, solo nel 1178. Prima di questa data nelle vicinanze della “Curtis Memoriola” e dell “Ecclesia Sancti Nazari” doveva esistere un nucleo abitativo attratto dalla presenza del luogo di culto.

Il borgo, successivamente, entrò a far parte del feudo di Fortunago passando dai Dal Verme ai Riario, dai Botta ai Malaspina. Di questo feudo seguì le sorti.

Borgoratto divenne un comune separato da Fortunago nel XVIII° secolo, dapprima con il nome di “Valle di Borgoratto“, poi “Borgoratto” e soltanto nel 1863 le due realtà insediative distinte, quella del borgo e quella di “Memoriola“, vengono unite in un comune con il nome di Borgoratto Mormorolo.

Oggi è uno dei “Borghi autentici d’Italia“, l’associazione che ha come obiettivo quello di riscoprire i borghi italiani come luoghi da vivere, sostenere e preservare.

La tradizionale Festa d’Autunno

Vale quindi la pena fermarsi a visitare Borgoratto Mormorolo non solo per la sua antica Pieve, ma anche per fare lunghe e salutari camminate, per percorsi in moto o mountain bike e per la sua tradizionale Festa d’Autunno che ha luogo la terza domenica di Ottobre, occasione per poter apprezzare tutto il meglio che il territorio può offrire: dal buon cibo al buon vino, al miele per finire con i derivati della coltivazione della lavanda.

La 28° Festa d’Autunno si preannuncia ricca di eventi ed iniziative, tra cui la presentazione del libro “Oltrepò Pavese. Percorsi Storico Archeologici per la valorizzazione del territorio” a cura di Silvia Lusuardi Siena e Simona Sironi; laboratori didattici per bambini e non solo, mercato medievale e di prodotti tipici del territorio, lettura di poesie e la mostra fotograficaBorgoratto in Sfumature” dove abbiamo avuto il piacere di collaborare nell’esposizione di scatti di Borgoratto e dintorni.

Fonti e Link:

“Memoriola Mormorola. Riscoperta di una Pieve dell’Oltrepò Pavese” a cura di Silvia Lusuardi Siena

Borghi Autentici d’Italia : https://www.borghiautenticiditalia.it/

Proloco Borgoratto Mormorolo: Facebook 

“Oltrepò Pavese. L’Appennino di Lombardia” Touring Club Italiano

“La diocesi di Bobbio. Formazione e sviluppi  di un’istituzione millenaria” a cura di Destefanis Eleonora e Guglielmotti Paola. 2015 History

 

Disclaimer

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Roberta Tavernati

Roberta Tavernati

Mi sono laureata in Scienze della Comunicazione Interculturale e Multimediale all'Università degli studi di Pavia, nel 2012, con una tesi sulle Tecniche Cinematografiche 3D e il Motion Capture. Nello stesso anno ho aperto la mia azienda di apicoltura, MielOrum, con punto vendita a Casteggio. Da sempre, le mie passioni sono i computer, la grafica, la scrittura e la fotografia. Queste ultime, in particolare, insieme all'amore per il mio territorio, mi hanno motivata ad aprire questo blog.

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