Angelo Vicini con il suo nuovo libro

Angelo Vicini con il suo nuovo libro

Abbiamo avuto il piacere di conoscere di persona Angelo Vicini, scrittore e poeta vogherese. Ma, per coloro che hanno letto i suoi libri, è un po’ come il custode delle storie e delle tradizioni dell’Oltrepo’ Pavese.

Angelo Vicini è riuscito benissimo nell’intento di trasmettere, ai propri lettori, un mondo del passato ormai perso, raccontando tradizioni e stili di vita, usi e costumi; ispirando  giovani, come lo è NarrandOltrepò, a percorrere il sentiero della “ri-scoperta” del nostro territorio.

Angelo Vicini ci è riuscito, non solo con “In Oltrepò appena ieri“, ma anche con le altre sue opere, tra cui le raccolte dialettali (“Un vugherés…d’Vugherà” 1982; “Ciàciâr vugherés” 1984),  la “Chitarrorchestra città di Voghera” 1993, “La Sena di Sèt Sèn” 2013 e molte altre.

In occasione della presentazione della sua prossima raccolta di versi dialettali e Haiku inediti (sabato 1 giugno ore 11:00 presso la Sala Zonca a Voghera) dal titolo “Nato e cresciuto in dialetto vogherese”, gli abbiamo rivolto un’intervista.

L’intervista

La copertina del libro

La copertina del libro

Sabato 1° giugno alle ore 11, presenterà presso la Sala Zoca a Voghera, la sua suona nuova antologia poetica, dal 1982 al 2017, una raccolta di poesie dialettali e di Haiku inediti dal titolo “Nato e cresciuto in dialetto vogherese” Cosa può dirci di più su questo libro?

Che solo adesso, vedendo il lavoro finito, mi rendo conto che è un libro importante. Almeno per me, chiaro: se poi altri lo troveranno interessante e piacevole ne sarò felicissimo, ovviamente. I libri si scrivono sempre con la speranza che gli altri li leggano e, perchè no, ne discutano e poi, se sono piaciuti, ne parlino. In quest’antologia – con la prefazione dello scrittore Guido Conti, che analizza da maestro tutto il mio percorso poetico – vedo i miei cambiamenti, una visione diversa sugli stessi argomenti e sulla quotidianità, sul modo di vivere e anche qualche “previsione”, a volte graffiante ma spesso, purtroppo, vera sui cambiamenti delle persone e della società. Ci sono molte poesie musicate da musicisti locali ma non solo un vero privilegio; due sono state musicate da Fabrizio Poggi, bluesman vogherese e secondo armonicista al mondo nella classifica americana del prestigioso Grammy Haward del 2018, una cantata dai Sacher Quartet (articolo a loro dedicato cliccando QUI), altre da Giorgio Macellari e Gianfranco Boffelli, e ancora da Pietro Milanesi. Insomma sono più che contento di averli potuto ricordare con questa pubblicazione, arricchita anche da una litografia del pittore maestro Pietro Bisio da Gerola e di Dino Grassi, tutti artisti straordinari che mi hanno onorato anche della loro amicizia.

Non solo nelle sue poesie ma anche nei suoi libri è evidente il legame di affetto con il tuo territorio e le sue tradizioni. Cosa l’ha spinta a scrivere con passione libri come il bellissimo “In Oltrepò appena ieri” e lo scopo per cui lo ha scritto?

Mi ha spinto l’amore per il mio territorio, la mia gente, l’ammirazione e l’amore per i sacrifici dei miei genitori e le storie che da bambino sentivo sui miei nonni che non ho mai conosciuto e gli altri anziani che hanno irrorato l’Oltrepò di sudore. Sono cose che non si possono dimenticare, eppure succede.

In “Oltrepò appena ieri” ci sono tradizioni che ormai sono andate perse, alcune di loro appartengono ad esperienze del suo passato oppure ha fatto ricerche approfondite tra le persone anziane che le hanno vissute?

In “Oltrepò appena ieri” ho raccontato attraverso numerosi capitoli, il nostro territorio visto in molti aspetti del passato, dalle trattorie ai bar, la fisarmonica di Stradella, il Teatro Sociale di Voghera, i cantastorie, le tradizioni del Natale e del Carnevale, le Sette Cene, che poi ho pubblicato nel 2013 in un piccolo libro. Le storie delle mondine, i mestieri di bottega, i mercati di un tempo, la musica e gli spettacoli, la vita contadina, le processioni e raccontato anche la fame e poi l’abbondanza. Si, tante esperienze personali, sono vecchio ormai, e tante ricerche fatte fra le persone più avanti di me negli anni, registrando le loro voci che raccontavano la loro vita in dialetto. Un patrimonio che spero non vada perso. Devo dire che sono state interviste che mi hanno arricchito e commosso allo stesso tempo.

Ci parli degli altri libri che ha scritto, come la traduzione in dialetto de “Il Piccolo Principe” e le favole.

Ho scritto molti libri su personaggi e istituzioni di Voghera, come si può vedere dal mio curriculum. La traduzione del Piccolo Principe mi è stata suggerita dallo scrittore Guido conti e ha due particolarità, una delle quali secondo me, unica: la prima è il CD allegato con la mia voce che racconta la storia; la seconda è una 

favola alla fine della traduzione che ho scritto raccontando del mio incontro col Piccolo Principe a Voghera, dove arriva per conoscermi e chiedermi spiegazioni sulla traduzione ed io, rispondendo, lo accompagno in giro per la mia città. 

Per quanto riguarda le favole, che ho scritto con Elisa Pianetta, ho creato lo “Gnomò d’Oltrepò”, uno gnomo che, come è facile intuire, mi è servito per la rima col 

 

nostro territorio. La particolarità è questa: le favole sono si inventate dalla nostra fantasia, ma richiamano i prodotti e le leggende dei luoghi dell’Oltrepò Pavese. Lo scopo è quello di interessare i bambini al nostro territorio attraverso le ciambelle di Staghiglione o le Bambole di Santa Giuletta, senza dimenticare il Salame di Varzi o la Mostarda di Voghera, tanto per fare qualche esempio e, visto che tu sei di Casteggio la favola del Delfino Azzurro.

Un’altra idea è stata quella di scrivere l’anno scorso, una favola con la traduzione in inglese, la prima scritta da un vogherese, visto che ormai l’inglese i bambini lo 

imparano già alle elementari. Una storia e un’idea davvero curiosa e originale che porta alla collaborazione tra nonni o genitori e nipoti. 

Mi spiego meglio: la mia favola è stata illustrata dalla mia nipotina Julia, di otto anni che vive ad Auckland, in Nuova Zelanda, dove è stata molto apprezzata nella scuola della mia nipotina. Mi ha mandato i disegni che sono serviti a illustrare la favola, dando vita a questa stupenda e unica collaborazione. Tutte queste raccolte di favole sono in vendita alla libreria Ticinum di Voghera che è anche la mia Casa Editrice, come tutti i libri che ho scritto dal 2013 ad oggi. 

Altro libro, scritto con Fabio Draghi, su idea del dottor Dino Sforzini, è la storia dell’ex manicomio di Voghera. Prima dell’antologia avevo già pubblicato due raccolte di poesie in dialetto vogherese e, in tutto, circa trenta libri. Oltre a collaborazioni con i giornali locali del passato come “Il Cittadino” o attuali come il Giornale di Voghera e la rivista Oltre.

Presentazione ufficiale del libro:

Sabato 1 Giugno ore 11:00 

Dove: Sala Zonca, Piazza Meardi 6, Voghera

Disclaimer

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Roberta Tavernati

Roberta Tavernati

Mi sono laureata in Scienze della Comunicazione Interculturale e Multimediale all'Università degli studi di Pavia, nel 2012, con una tesi sulle Tecniche Cinematografiche 3D e il Motion Capture. Nello stesso anno ho aperto la mia azienda di apicoltura, MielOrum, con punto vendita a Casteggio. Da sempre, le mie passioni sono i computer, la grafica, la scrittura e la fotografia. Queste ultime, in particolare, insieme all'amore per il mio territorio, mi hanno motivata ad aprire questo blog.

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