Nel 1926 il poeta-muratore Gino Cremaschi scriveva in dialetto bronese la poesia “Al Ricuari abelì“:

“Viva Bron, re di pais,

la culeina par curnis

e pra sfond la so pianura

cun la florida natura,

luminà pr’al sol vei bon

e par la so pupulassion

seimpar frasca seimpar’intl’ari

e unurà pral Ricuari

ch’l’è l’ritrovo di turista

e al suliev a dla geint trista..”

“Viva Broni, Re dei paesi

la collina per cornice

e per sfondo la sua pianura

con la florida natura

nominato per il buon vino

e per la sua fresca popolazione

sempre fresca sempre in voga

onorato da Recoaro

che è il ritrovo del turista

e il sollievo della gente triste”

1926

Le Fonti di Recoaro erano state inaugurate nel 1920 in concomitanza con l’inaugurazione della Fiera Campionaria di Milano. Poste tra i comuni di Broni e Canneto Pavese, in una fresca e verde vallata dell’Oltrepò Pavese, circondate da colline ricche di vigneti e boschi, le Fonti di Recoaro hanno sempre rappresentato una meta estiva per i bronesi e non solo.

1923: gruppo di bronesi all’ombra delle grotte

Le fonti vennero attivate verso l’anno 1853 dalla famiglia Pracca ma, conosciute pare da antichissima data, tanto che dicono le note storiche che vi si sia abbeverato durante il suo peregrinare anche S.Antonio. La famiglia Pracca fece conoscere le proprietà terapeutiche delle acque minerali sulfureo-magnesiache adatte per tutte le malattie dell’apparato digerente e renale.

Nel 1913 la proprietà fu acquistata dal geometra Silvio Canepa che, individuando le potenzialità del luogo, vi fece costruire, su progetto dell’architetto Covini, un complesso di edifici in stile liberty considerati una delle più rare e belle costruzioni dei primi del ‘900. Vennero realizzate anche delle caratteristiche grotte tra cui quella della fonte denominata S.Antonio tutt’ora esistente e perfettamente conservata.

Negli anni successivi le Fonti di Recoaro divennero anche un locale da ballo sia diurno che notturno e nel 1925 fu costruito anche il secondo piano dell’edificio adibito a bar, dove fu allestita una “Botega” locale dove su ogni tavolo splendeva la luce soffusa delle “abatjour”.

1953: le Grotte

E così i bronesi cominciarono a frequentare le Fonti, non solo per le cure “idropiniche“, ma anche per passeggiare nel rigoglioso bosco secolare e per godere della gradevole temperatura delle grotte.

Mezzo di trasporto per le Fonti di Recoaro. 1920

Il Lunedì era dedicato ai bambini che trascorrevano tutta la giornata a Recoaro portando con sé la colazione al sacco e, sempre al Lunedì, era diventata usanza pranzare alle fonti specialmente per coloro che, avendo un esercizio, rispettavano proprio il lunedì come giornata di riposo.

Alle Fonti arrivava gente da tutto l‘Oltrepò Pavese e da Milano. Arrivavano con le carrozze, in bicicletta e fu allestito un tram a cavalli che provvedeva al trasporto delle persone facendo la spola da Broni, dove c’era una fermata della tramvia Voghera-Stradella, a Recoaro per tutto il giorno.

Il successo delle Fonti fu tale che il 29 agosto 1929 furono venduti diecimila biglietti d’ingresso. Increbibile anche ai giorni nostri.

Fonti: 

www.fontidirecoaro.it

“Broni re di pais” di Mino Baldi

Roberta Tavernati

Roberta Tavernati

Mi sono laureata in Scienze della Comunicazione Interculturale e Multimediale all'Università degli studi di Pavia, nel 2012, con una tesi sulle Tecniche Cinematografiche 3D e il Motion Capture. Nello stesso anno ho aperto la mia azienda di apicoltura, MielOrum, con punto vendita a Casteggio. Da sempre, le mie passioni sono i computer, la grafica, la scrittura e la fotografia. Queste ultime, in particolare, insieme all'amore per il mio territorio, mi hanno motivata ad aprire questo blog.

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