Una delle grandi bellezze dell’Oltrepò Pavese sono i suoi piccoli borghi antichi in pietra arroccati sulle colline e suoi monti. Oggi Vogliamo proprio raccontarvi di uno di questi, in Valle Staffora.

A 860 metri di altezza, in prossimità dell’omonimo passo che mette in comunicazione la Valle Staffora con l’alta Val Tidone, sorge ai limiti di una folta pineta, il borgo di Pietragavina, frazione di Varzi.

Un clima salubre e fresco e paesaggi mozzafiato ne hanno fatto e ne fanno la meta ideale per vacanze adatte a tutte le età. Di certo Pietragavina è nota alla maggior parte delle persone per la sua “Sagra della Castagna“, la più famosa dell’Oltrepò Pavese che si tiene ogni anno nel mese di Ottobre (tranne nel 2020 per i motivi che tutti noi conosciamo). Ma Pietragavina ha tanto altro da offrire.

Sull’altura che domina l’abitato con le sue caratteristiche case in pietra e le ripide viuzze lastricate, si ergevano un tempo ben due castelli, uno costruito dai Marchesi Malaspina ed uno dai Conti Dal Verme, a testimoniare la lunga storia di questo borgo montano.

E’ nel lontano 28 Settembre 1164, infatti, che l’imperatore Federico Barbarossa concede Pietragavina ai Marchesi Malaspina. Qualche anno dopo, nel 1275, quando è Marchese Azzolino Malaspina, il borgo di Pietragavina viene incorporato nel marchesato di Varzi ma alla sua morte, avvenuta nel 1319, passa ad uno dei suoi figli che diventa in tal modo il capostipite dei Marchesi Malaspina di Pietragavina, che possiedono il diritto di esigere il pedaggio di un soldo per ciascun peso o soma che transita nel loro territorio.

Passano anni e nel XV° secolo il ramo dei Malaspina di Pietragavina si estingue tanto che gran parte del borgo viene acquistato, nel 1449, dai Conti Dal Verme, feudatari confinanti.

Pietragavina entra così a far parte dei feudo di Zavattarello e vi rimane fino al 1723 quando viene venduta a Francesco Tamburelli di Bagnaria. Ma i Malaspina non scompaiono da Pietragavina dove hanno un castello, di cui oggi rimangono solo pochi resti ridotti ad una rozza casa, e sono spesso, nel corso degli anni, protagonisti di episodi cruenti causati dai cattivi rapporti che hanno sempre caratterizzato i vari rami del casato.

Nel 1658 Cristoforo Malaspina, armato come suo solito di “trombone”, si reca alla Messa della notte di Natale quando viene colpito da un colpo di archibugio sparatogli da un certo Stefano Repetto, sicario mandato dal Marchese di Varzi.

Il Repetto, sicuro di aver ucciso la vittima, si accosta a Cristoforo Malaspina e lo insulta ma quest’ultimo, rimessosi in forze, prende il trombone e spara al sicario uccidendolo. Poco dopo, per la grave ferita riportata, il Malaspina muore ma fa in tempo a confessarsi e per questo motivo la sua salma può avere sepoltura ecclesiastica. Qualche anno dopo è il Marchese Bartolomeo Malaspina che dopo essere uscito dal carcere di Pavia, dove era stato rinchiuso per qualche tempo, viene ucciso a Pietragavina da un sicario del Marchese Giuseppe Malaspina che per questo omicidio viene condannato a morte e decapitato a Milano nel 1699.

I Conti Dal Verme, invece, a guardia del loro feudo, fanno costruire un castello poco sopra la quattrocentesca chiesa parrocchiale dedicata a San Giovanni Battista. Passano gli anni e il castello vermesco subisce un lento degrado fino a quando nel 1975 la famiglia Grassi lo restaura recuperandone la torre quadrata di conci di arenaria, parte della rocca e alcuni muraglioni in masselli di pietra.

Oggi la torre del castello, di proprietà privata, svetta sull’antico borgo che da qualche anno è meta degli alunni delle scuole primarie e secondari che frequentano il Centro Montano che occupa un edificio che fu un tempo sede di una colonia estiva e che è gestito dalla Fondazione Adolescere di Voghera.

Nei loro soggiorni insieme agli insegnati i ragazzi, con la guida di animatori specializzati, scoprono ambienti naturali, entro i quali imparano ad orientarsi (orientering) e scoprono la storia e le tradizioni del nostro Oltrepò Pavese attraverso racconti, poesie e musiche.

Storia e tradizione caratterizzano l’Albergo Ristorante Posta che, nella parte bassa del paese, dalla fine dell’Ottocento, accoglie coloro che visitano il piccolo borgo montano. Qui fino ai primi decenni del ‘900 si fermava la carrozza trainata da cavalli che portava la posta e qui, negli anni ’60 del secolo scorso, gli anni del boom economico, sono stati ospitati personaggi famosi come Mike Bongiorno, Pippo Baudo e Fausto Coppi.

Nella pineta, la cui origine incerta si perde negli anni ormai lontani e che è stata, purtroppo, testimone di gesta violente compiute durante il periodo buio della Seconda Guerra Mondiale, si può passeggiare, respirare aria buona e prendersi una pausa dal caos e dal rumore della quotidianità in un dolce silenzio.

Da Pietragavina partono itinerari dagli scorci suggestivi alla scoperta dei villaggi vicini come Bognassi o verso mete come il Giardino Alpino di Pietracorva, Varzi e il Castello di Oramala.

E se ancora non bastasse si può andare nei boschi che circondano il paesino e in autunno raccogliere le castagne fra le più buone del nostro Oltrepò Pavese, proprio quella a cui è dedicata la Sagra della Castagna che è l’evento principale del caratteristico borgo e che, speriamo, possa avere luogo in questo 2021.

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Roberta Tavernati

Roberta Tavernati

Mi sono laureata in Scienze della Comunicazione Interculturale e Multimediale all'Università degli studi di Pavia, nel 2012, con una tesi sulle Tecniche Cinematografiche 3D e il Motion Capture. Nello stesso anno ho aperto la mia azienda di apicoltura, MielOrum, con punto vendita a Casteggio. Da sempre, le mie passioni sono i computer, la grafica, la scrittura e la fotografia. Queste ultime, in particolare, insieme all'amore per il mio territorio, mi hanno motivata ad aprire questo blog.