Un vecchio proverbio dice “Il vino sta nella botte piccola”. Non applicandolo solo al mondo del vino sembra che questo detto possa adattarsi ad un piccolo borgo del nostro Oltrepò Pavese, adagiato sulle dolci colline tra Casteggio e Montalto Pavese, dove la vita trascorre tranquilla tra i lavori nei lussureggianti vigneti e nelle cantine dove vengono prodotti ottimi vini.

E’ Oliva Gessi il piccolo borgo di cui vi raccontiamo, piccolissimo con nemmeno duecento abitanti, ma ricco di storia e di piccoli e inaspettati tesori, primo fra tutti un panorama mozzafiato sul non lontano Santuario della Passione di Torricella Verzate e, nelle giornate terse, sulla pianura e sull’arco alpino.

Il primo tesoro di Oliva Gessi viene alla luce, nella località Le Cagliere, il 23 Agosto 1972 quando un agricoltore, nel corso di un’aratura, trovò una brocca bronzea che conteneva ben 542 monete, perfettamente conservate, coniate prevalentemente nella vicina zecca di Ticinum (Pavia) e datate al III° Secolo d.C. quando a Roma furono imperatori, fra gli altri, Aureliano e Diocleziano. Un vero e proprio gruzzolo che qualcuno nel lontano primo ventennio del IV° Secolo d.C. aveva volutamente occultato all’interno della brocca usata forse per contenere l’acqua calda per le abluzioni.

Il materiale è ora conservato al Civico Museo Archeologico di Casteggio e dell’Oltrepò Pavese.

Oliva Gessi rivela nel nome due particolari caratteristiche del suo passato dove già nel 1500 si produceva olio d’oliva e dove esistevano depositi gessosi anticamente sfruttati nella frazione Gessi. Il borgo ha certamente origini antiche e nel Medioevo appartenne alla famiglia pavese dei Belcredi, feudatari della vicina Montalto. Nel punto più alto di Oliva Gessi esisteva anche un castello che gli Isimbardi, già feudatari di Santa Giuletta e proprietari di Oliva Gessi da prima del XVII° Secolo, trasformarono in una residenza signorile, un grosso edificio di forma quadrilatera. Verso la fine del XIX° Secolo la proprietà terriera degli Isimbardi, di ben 280 ettari, venne acquistata dalla famiglia torinese dei De Benedetti che diede origine alla Tenuta di Oliva, un vero e proprio modello di ottima gestione agricola che ottenne nel 1884 la medaglia d’argento all’Esposizione Generale Italiana di Torino.

Ecco l’altro tesoro di Oliva Gessi, una tenuta che il signor Abramo De Benedetti seppe riformare e gestire in modo esemplare tanto che tutta la popolazione di Oliva Gessi ne ebbe giovamento. Fu lui ad introdurre un innovativo, ottimo e poco costoso sistema di sostegno delle viti, nei vigneti della tenuta, sostituendo i costosi pali di castagno con le più economiche canne che venivano appositamente piantate nei terreni della tenuta. A De Benedetti va anche il merito della costruzione delle cascine a due piani, edifici rustici che sono un tipico esempio dell’architettura rurale lombarda e che oggi ogni anno sono scenario, la quarta domenica di Luglio, di un concerto di musica lirica facente parte del ciclo di concerti di Ultrapadanum. Dopo la seconda guerra mondiale la Tenuta di Oliva è passata ad una famiglia milanese ed oggi, oltre a produrre ottimi vini, nella Corte dei Gelsi, una delle cascine opportunamente ristrutturata con diverse tipologie di appartamenti, si dedica all’ospitalità di chi dalla non lontana Milano, ma non solo, vuole godere di questo piccolo e tranquillo angolo di Oltrepò Pavese.

Oliva Gessi ha nel cuore altri tesori come il Teatro Maurizio DeFilippi che con i suoi cento posti a sedere può essere considerato tra i più grandi d’Europa, ovviamente in rapporto al piccolo numero degli abitanti del borgo. Nel teatro, dal 1974, si esibiscono gli attori della compagnia dialettale G74 che ha avuto l’onore di avere come regista, fino alla sua scomparsa, il compianto attore comico vogherese Beppe Buzzi.

Ma non finisce qui. Oliva Gessi è il paese natale del Vescovo e martire Luigi Versiglia ucciso in Cina nel 1930 insieme al giovane missionario Callisto Cartario. Nella sua casa natale, nel centro storico di Oliva Gessi, unita alle antiche mura del castello da un bell’arco in mattoni, è stato creato in suo onore un museo e di fronte alla porta della chiesa dedicata a San Martino, è stata eretta una scalinata denominata “Salita dei Martiri”.

Tanti piccoli e inaspettati tesori, quindi, vi aspettano in questo piccolo angolo di Oltrepò Pavese, tranquillo e discreto, dove lasciar spaziare lo sguardo su paesaggi che fanno bene al cuore, magari sorseggiando un calice di vino dei produttori locali.

Disclaimer

Ai sensi dell’art. 1, comma 1, del D.L. 22 marzo 2004, n. 72, come modificato dalla Legge di conversione 21 maggio 2004, n. 128 e succ. mod., tutte le opere eventualmente presenti sul presente sito, e suscettibili di copyright, hanno assolto gli obblighi derivanti dalla normativa sul diritto d’autore e sui diritti connessi. Anche per tali opere vale il divieto di cui al punto precedente. E’ vietata la riproduzione e l’utilizzo senza l’autorizzazione ed il consenso dell’autore

Roberta Tavernati

Roberta Tavernati

Mi sono laureata in Scienze della Comunicazione Interculturale e Multimediale all'Università degli studi di Pavia, nel 2012, con una tesi sulle Tecniche Cinematografiche 3D e il Motion Capture. Nello stesso anno ho aperto la mia azienda di apicoltura, MielOrum, con punto vendita a Casteggio. Da sempre, le mie passioni sono i computer, la grafica, la scrittura e la fotografia. Queste ultime, in particolare, insieme all'amore per il mio territorio, mi hanno motivata ad aprire questo blog.

All original content on these pages is fingerprinted and certified by Digiprove